18 Festival del Cinema Europeo di Lecce: Paper flags di Nathan Ambrosioni

Un'altra bellissima, emozionante e commovente opera prima al Festival del Cinema Europeo: Paper flags, diretto dall'appena ventenne regista francese Nathan Ambrosioni

  • Anno: 2018
  • Durata: 102
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Nathan Ambrosioni

Che vita ci si può aspettare dopo un prolungato periodo trascorso in prigione? Quale libertà attende chi, come il protagonista di Paper flags, esce dopo 12 anni di penitenziario, ha azzerato, in buona sostanza, i propri rapporti familiari, emotivi e di vita? Questo l’interrogativo che emerge prepotentemente dopo la visione di quest’altra bellissima, emozionante e commovente opera prima diretta dall’appena ventenne regista francese Nathan Ambrosioni, che con questo suo film indaga, oltre che sui (già di loro) complicati legami e rapporti familiari, sul delicato tema del reinserimento dei detenuti nella società civile.

La sensibilità che dimostra il giovanissimo Nathan nel trattare simili argomenti fa ben sperare circa la vitalità del cinema francese, ed europeo più in generale. La forza di questo film è dirompente perché evidenzia, in tutta la sua apparente semplicità, il lavoro di recupero che il trentenne Vincent mette in atto, grazie unicamente all’aiuto della sorella Charlie, che lo riporta alla vita con i suoi drammi, le contraddizioni, ma anche con l’amore che solo un legame profondo (nonostante sia stato interrotto forzatamente per 12 lunghi anni) come il loro può fare. Anni e anni di abbrutimento carcerario hanno profondamente segnato Vincent, incapace di esprimere “nel modo giusto” i propri sentimenti, quello che di buono è rimasto in lui e che la gente fatica a comprendere e, quindi, ad accettare. Il percorso di Vincent si è interrotto bruscamente a soli 16 anni, età in cui si trovò coinvolto non solo nell’episodio causa della sua prigionia, ma anche in cui subì l’abbandono da parte di quella famiglia che (eccezione fatta per Charlie) lo lasciò al suo triste destino. Una menzione particolare merita la fotografia, che è davvero incredibilmente perfetta e che, insieme alla colonna sonora, restituisce allo spettatore immagini dal forte impatto emotivo, oltre che visivo. Standing ovation, quindi, per Ambrosioni e per il suo lavoro che supera ogni aspettativa: il ragazzo andrà lontano, molto lontano..

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Utlima modifica: 11 aprile, 2019



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