37 Bergamo Film Meeting: Borders, Raindrops di Vlastimir Sudar e Nikola MIjovič

Il secondo premio del Bergamo Film Meeting è andato a un altro film che prende spunto dalla frammentazione dell'ex Jugoslavia, vista però da un'angolazione particolare

  • Anno: 2018
  • Durata: 93'
  • Nazionalita: Montenegro, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Svezia, Gran Bretagna
  • Regia: Vlastimir Sudar e Nikola MIjovič

Storie di confine. Popoli che si sono ritrovati all’improvviso divisi. E famiglie che ne hanno seguito mestamente il destino, ritrovandosi a ricordare perdite, a riallacciare rapporti difficili e a ricostruire percorsi esistenziali allo sbando secondo coordinate nuove. Nei paesi dell’ex Jugoslavia, dopo le sanguinose guerre che dall’inizio degli anni ’90 ne hanno insanguinato i territori, il cinema si è ritrovato spesso ad affrontare simili tematiche, seppur da angolazioni diverse. E con esiti più o meno sinceri. Il film che al 37° Bergamo Film Meeting ha ottenuto il secondo premio, Borders, Raindrops (Granice, Kiše, 2018), tale scopo lo ha raggiunto brillantemente. La poetica dei registi Vlastimir Sudar e Nikola Mijovič, originari l’uno della Bosnia e l’altro del Montenegro, potrebbe essere riassunta come una rapsodica, solo apparentemente periferica, rappresentazione della quiete dopo la tempesta.

Difatti le microstorie di cui si compone la loro frammentaria narrazione cinematografica hanno luogo in un presente, che si dipana a prima vista in modo sconnesso, inglobando però flebili tracce di quel passato fatto anche di separazioni e di altri mutamenti dovuti alla guerra, alle rivalità etniche. L’epicentro dell’azione è del resto il nuovo confine venutosi a creare tra Croazia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina. Un confine geografico, che però è anche confine dell’anima, anzi, di anime non sempre pronte a gestire le conseguenze del cambiamento.

Strutturato in segmenti separati tra loro ma in qualche misura complementari, che seguono un po’ l’andamento di quella linea di confine e un po’ le parabole di alcuni personaggi, tutti a loro modo emblematici, Borders, Raindrops prende spunto dalla visita di una ragazza che vive in città, Jagoda, ai famigliari rimasti in quei paesini sperduti tra i monti, vicinissimi alla linea di demarcazione tra i vari stati. A partire dai cugini, incontrerà personaggi ormai abituati a una condizione di marginalità, quasi sospesa nel tempo. Forte dei propri studi e di un non superficiale background filosofico, adombrato anche dai titoli dei libri che le fanno compagnia durante il viaggio, la giovane donna con la sua presenza faciliterà l’evoluzione di alcuni di quei rapporti, incancreniti da tempo. E seppur con qualche barriera invisibile ancora nell’aria, lo spezzettato quadro famigliare e della comunità apparirà alla fine mutato. Almeno nell’intimità di chi si è voluto mettere in discussione.

Utlima modifica: 1 aprile, 2019



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