37 Bergamo Film Meeting: Pour rire! di Lucas Belvaux con Jean-Pierre Léaud

Al 37° Bergamo Film Meeting, la retrospettiva storica è dedicata a Jean-Pierre Léaud, attore che ha attraversato la storia del cinema

  • Anno: 1996
  • Durata: 100'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Lucas Belvaux

Jean-Pierre Léaud, attore prediletto di Truffaut, con cui girò sette film, esprime, nei suoi personaggi, fragilità, inquietudini generazionali e indecisioni sentimentali ed emotive attuali ancora oggi. Ospite al 37° Bergamo Film Meeting, sale sul palco a presentare tutti i suoi film qui proiettati con lo stesso sorriso timido e adolescenziale dei suoi personaggi, nei quali ha messo molto di sé e della sua gestualità. Pour rire!, di Lucas Belvaux, sembrerebbe essere un ennesimo teatrino delle infedeltà. Léaud è Nicolas, avvocato sospeso dall’ordine e mentore della compagna Alice, con cui convive facendo il casalingo. Lei ha come amante Gaspard, per il quale vuole lasciare Nicolas. Messo in guardia dalla comune amica Juliette, anch’ella in crisi perché lasciata dal marito per una donna più giovane, Nicolas scopre il tradimento di Alice e mette in atto un piano meschino per separare i due e riconquistare la compagna. Prende il via un girotondo di equivoci che fanno sorridere lasciando un retrogusto amaro.

Quello descritto in Pour rire! non è il classico, banale, triangolo amoroso: Belvaux ne sovverte sottilmente le regole, dando ai suoi personaggi un’anima, togliendoli dagli stereotipi ‘lui-lei-l’altro’. Soprattutto Nicolas, splendidamente interpretato da Léaud, sfugge completamente allo stereotipo del marito tradito, trasformandosi in un moderno Machiavelli (di cui non a caso porta il nome, Nicolas/Niccolò): manipolatore, cospiratore, mette in piedi un piano diabolico perché ‘il fine giustifica i mezzi’. Riuscirà nel suo intento? La storia farà il suo corso.

Quel che colpisce di Pour rire! è la singolarità della storia, che stravolge i canoni classici del girotondo amoroso, mostrando un senso dell’umorismo graffiante, agrodolce. E singolari sono anche i suoi personaggi. Léaud-Nicolas è divertente, toccante, patetico; capace di machiavellica astuzia ma in fondo vittima. Alice è una splendida Ornella Muti, traditrice sensibile ed intelligente, pronta a rimettersi in gioco per amore come quasi ogni donna sa fare, ma in fondo ancora legata al suo compagno. Gaspard è l’altro, ma anch’egli è tutt’altro che un belloccio senz’anima; manipolato da Nicolas, crea con lui un legame di empatia e simil amicizia, che si sbriciolerà malamente alla resa dei conti. Il personaggio di Juliette, amica comune, lungi dall’essere una figura di sfondo, spinta dalla sofferenza inflittale dal marito fedifrago sarà colei che darà il via al teatrino di Nicolas, con il quale avrà anche una breve avventura. Infedeltà che si intrecciano, equivoci, piani machiavellici; personaggi umani, sensibili, intelligenti, traditi che da vittime diventano carnefici; un girotondo di situazioni che dà vita ad un film vivo, interessante e tutt’altro che banale.

Michela Aloisi

Utlima modifica: 31 marzo, 2019



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