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VISTI AI FESTIVAL

Meek’s Cutoff di Kelly Richardt (Venezia 67esima edizione)

«Nuovo (estenuante) film di Kelly Richardt (quella di “Old Joy” presentato alla Festa di Roma) con un cast di tutto rispetto tra cui Michelle Williams, Paul Dano e Bruce Greenwood. Una carovana si ritrova nel deserto senza acqua. Poi cattura un indiano che chiaramente sa dove trovarla. Alcuni sono diffidenti nei suoi confronti, altri più disponibili. Si cercherà una convivenza».

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Nuovo (estenuante) film di Kelly Richardt (quella di Old Joy presentato alla Festa di Roma) con un cast di tutto rispetto tra cui Michelle Williams, Paul Dano e Bruce Greenwood. Una carovana si ritrova nel deserto senza acqua. Poi cattura un indiano che chiaramente sa dove trovarla. Alcuni sono diffidenti nei suoi confronti, altri più disponibili. Si cercherà una convivenza.

Una storia, che poteva essere raccontata in molto meno tempo, viene rappresentata in maniera dilatatissima, il che non sarebbe un male se vi fosse una giustificazione effettiva. Se l’obbiettivo era cogliere i dettagli per rivolgere lo sguardo verso gli spettatori, tutto ciò non è stato francamente percepito, e di fatto non avviene. Chiaro come il sole che il film è una metafora sull’incomunicabilità e sul confine, e il plot lo rende lampante, ma tutto appare talmente ovvio che non si riesce a trovare uno spiraglio per giustificare il linguaggio. Anche l’uso del formato 4:3 non ha, apparentemente, motivo d’essere. Il sospetto è che il fine della Richart fosse uccidere lo spettatore. E siamo lì lì per il capolavoro, in questo senso.

Gianluigi Perrone

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