37 Bergamo Film Meeting: Holy Boom di Maria Lafi

In concorso al 37 Bergamo Film Meeting, Holy Boom di Maria Lafi è una commedia noir greca che offre diversi spunti di riflessione

  • Anno: 2018
  • Durata: 99'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Grecia, Albania, Cipro
  • Regia: Maria Lafi

Una cassetta della posta fatta esplodere per gioco dà inizio a una reazione a catena con conseguenze imprevedibili. Parte da qui l’opera prima di Maria Lafi, una divertente commedia noir che fa riflettere sulle differenze culturali e la necessità di sopravvivere che unisce individui di diverse etnie ed estrazione sociale. Le vite di cinque persone si intrecciano: quelle della coppia mista tra la ragazza greca di buona famiglia Lena e il ragazzo di colore Manou, dell’albanese immigrata clandestina Adia, del filippino Ige, autore dell’esplosione, e della greca Thalia, che osserva tutto ciò che accade nel vicinato con l’occhio diffidente di chi non accetta la realtà multietnica del suo Paese.

Tutti personaggi, a modo loro irrisolti, che cercano di sopravvivere fisicamente e mentalmente al profondo disagio della collettività conseguente alla grave crisi economica e all’imbarbarimento sociale. Temi che il cinema greco contemporaneo sembra avere particolarmente a cuore, se consideriamo, ad esempio, I kóri di Thanos Anastopoulos, la cui protagonista ritroviamo per alcuni aspetti nella Lena di Holy Boom: entrambe brave ragazze che reagiscono a loro modo al periodo di crisi ed incertezze del paese, intraprendendo la via dell’illegalità. Ma, lungi dall’avere un’impostazione drammatica, la regista dona invece al suo film un tocco di leggerezza, affrontando temi quali il senso di appartenenza, le differenze culturali, il desiderio di essere accettati, la necessità di sopravvivere e l’inesorabilità del destino di alcuni personaggi, con una pennellata di humor nero che rende la storia piacevole anche nei suoi lati più drammatici.

Se l’esplosione manda in cenere insieme francobolli di LSD, atti di nascita e lettere importanti, e con essi le vite dei loro destinatari, questi non si danno per vinti, mostrando un tratto comune nonostante le diversità di razza, etnia ed estrazione sociale: quello di avere problemi e desideri simili, quali il bisogno di vivere una vita migliore e l’amore, e di avere altresì una comune, profonda, umana, fiducia nella sopravvivenza.

Michela Aloisi

Utlima modifica: 22 marzo, 2019



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