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Stasera in Tv

Stasera in tv alle 21 su Iris Boyhood, l’innovativo film di Richard Linklater che copre un arco narrativo di 12 anni

Alcuni film commuovono, altri divertono. Alcuni raccontano avventure fantastiche, altri piccole storie vere. Altri si chiudono in due ore di proiezione, altri si estendono in saghe e capitoli. E poi c’è Boyhood, un film che non si dimentica

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Stasera in tv alle 21 su Iris Boyhood, un film indipendente del 2014 scritto e diretto da Richard Linklater. La lavorazione del film è durata 12 anni, dal 2002 al 2013, per raccontare la crescita di Mason (interpretato da Ellar Coltrane) e il rapporto con i genitori divorziati (interpretati da Ethan Hawke e Patricia Arquette). Il film ha partecipato in concorso alla 64ª edizione del Festival di Berlino, dove Linklater ha vinto l’Orso d’argento per il miglior regista. Ai Golden Globes 2015 ha fatto incetta di premi, vincendo nelle categorie miglior film drammatico, miglior regista e miglior attrice non protagonista, andato a Patricia Arquette, che si è anche aggiudicata l’Oscar. Nel maggio 2002 il regista e sceneggiatore Richard Linklater annuncia che nell’estate inizierà a girare un film, con il titolo provvisorio The Twelve Year Project. Ogni anno, per dodici anni, Linklater ha radunato la stessa troupe e lo stesso cast per girare alcune scene, al fine di seguire la crescita dei personaggi a pari passo con quella degli attori. Le riprese sono iniziate nell’estate 2002 fino a ottobre 2013. Il film è stato presentato in anteprima il 19 gennaio 2014 al Sundance Film Festival, a febbraio è stato presentato in concorso al Festival di Berlino. La pellicola è stata distribuita nelle sale statunitensi da IFC Films a partire dall’11 luglio 2014, mentre nelle sale italiane è uscito il 23 ottobre 2014, distribuito da Universal Pictures. Accolto con grandi applausi già dalla sua presentazione alla Berlinale, dove si è aggiudicato il premio per la miglior regia.

Sinossi
La vita del giovane Mason viene raccontata dall’età di sei anni fino a quella dei diciotto, seguendo le sue relazioni con i genitori (Ethan Hawke e Patricia Arquette) prima e dopo il loro divorzio.

La recensione di Taxi Drivers (Francesca Vantaggiato)

Alcuni film commuovono, altri divertono. Alcuni raccontano avventure fantastiche, altri piccole storie vere. Altri si chiudono in due ore di proiezione, altri si estendono in saghe e capitoli. E poi c’è Boyhood, un film che non si dimentica. La progettualità di Richard Linklater è sorprendente: dal 2002 ha riunito gli stessi attori una volta l’anno per dare continuità al vissuto quotidiano di una famiglia vista con gli occhi del piccolo Mason (Ellar Coltrane), che intanto cresce. Mason Junior ha alle spalle due giovani genitori separati (Patricia Arquette ed Ethan Hawke) e una sorella più grande con cui non sempre le cose filano lisce. Dall’infanzia all’ingresso al college di Mason, la macchina da presa di Linklater sviscera in un lasso temporale di circa 10 anni gioie e dolori di quel percorso chiamato vita. Fedele a un’idea e a una conclusione visualizzata chiaramente sin dal principio, Linklater ha custodito con cura scritti e girato e con dedizione ogni anno ha riaperto il caso confrontandosi con difficoltà produttive e temuti imprevisti (un plausibile abbandono del film da parte di uno dei suoi attori nel corso degli anni, ad esempio, avrebbe fatto saltare l’intero lavoro) per definire le minuzie di una sceneggiatura amata con pazienza.

Ad altezza di bambino e con una spiccata sensibilità narrativa, Linklater scrive un commovente romanzo sulle tribolazioni emotive dell’essere figli e genitori, sul conflitto dilaniante e costante fra sano egoismo e l’altruismo più disinteressato. Il mondo adulto osservato con gli occhi di Mason/Linklater è alla ricerca dell’equilibrio tra responsabilità e desideri, si barcamena non sempre con successo tra il dovere verso l’altro e quello verso se stessi. Nel corso degli anni Mason cambia città, casa, scuola, amici, ‘padri’, perché nel frattempo la madre ha ripreso a studiare, poi a lavorare, incontrando solo uomini sbagliati. Mason vorrebbe restare aggrappato alla stessa condizione stabilmente ma intanto il flusso degli eventi e le scelte dei ‘grandi’ lo trasportano verso nuovi approdi e nuovi inizi a cui adattarsi. Mentre il tempo scorre Mason cresce, cambia con riluttanza e con dolore, perché il cambiamento implica la perdita di una parte di sé e l’accoglienza più o meno forzata di nuove condizioni da interpretare e assimilare. In questa giostra che gira senza riposare mai, posizioni di genitori e figli si arroccano attorno al senso di responsabilità, evocato verbalmente dai primi poiché investiti del ruolo di educatori e dai secondi con sguardi supplichevoli che vorrebbero urlare quanto sia gravoso subire le scelte degli adulti.

Linklater si era cimentato in un progetto di lungo respiro con i tre appuntamenti ‘Before’ girati puntualmente ogni nove anni insieme a Ethan Hawke e Julie Delpie. L’invecchiamento reale degli attori coincideva con una nuova fase del loro amore e un altro stadio di maturità raggiunto, proprio come succede in Boyhood a Mason che crescendo diventa sempre più riflessivo e saggio, sebbene l’ingenuità di Before non regga il confronto con la levatura emozionale di Boyhood.

Questo linguaggio ibrido di verità temporale e finzione narrativa e la sensibilità e accuratezza del regista texano nel piegarsi psicologicamente all’altezza di bambino commuovono senza riserve, ci trascinano in un pathos soverchiante. Dalla sfumatura di un tono di voce, dal corrucciarsi della fronte e da sorrisi silenziosamente loquaci cogliamo il vasto spettro di emozioni che si scatenano in questa famiglia imperfetta. Si sbaglia, si ferisce, si soffre, si gioisce, ci si ama nonostante tutto e senza drammi stucchevoli. È la vita, ciò che Linklater ci racconta con zelo e onestà tremendi.

  • Anno: 2014
  • Durata: 164'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Richard Linklater