Stasera in tv su Cine Sony alle 21 Traffic, il film di Steven Soderbergh vincitore di quattro premi Oscar

Steven Soderbergh, ispirandosi alla miniserie "Traffik" di Simon Moore, dirige alla perfezione un cast stellare e assai intonato, con un tocco degno del migliore Altman. Traffic è una mistura di immagini, di storie che si contaminano a vicenda come i colori con cui sono raccontate. Quattro premi Oscar e Orso d'Argento al Festival di Berlino del 2001

  • Anno: 2003
  • Durata: 143'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA, Germania
  • Regia: Steven Soderbergh

Stasera in tv su Cine Sony alle 21 Traffic, un film del 2000 diretto da Steven Soderbergh, vincitore di quattro Premi Oscar nel 2001 (Migliore regia a Steven Soderbergh, Miglior attore non protagonista a Benicio del Toro, Migliore sceneggiatura non originale a Stephen Gaghan, Miglior montaggio a Stephen Mirrione) e dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino del 2001. Con Amy Irving, Michael Douglas, Tomas Milian, Dennis Quaid, Benicio Del Toro, Catherine Zeta-Jones.

Sinossi
Javier, poliziotto messicano, lavora con il collega Manolo alla frontiera tra Stati Uniti e Messico. I due sono alle dipendenze di Salazar, il principale esponente della lotta al crimine dello stato messicano. Le tentazioni sono grandi e, nonostante Javier tenti di resistere si troverà coinvolto in una situazione insostenibile. La Corte Suprema dello stato dell’Ohio ha nominato il nuovo capo della sezione antidroga: si tratta di Robert che nella vita privata deve affrontare la tossicodipenza della figlia. San Diego, un narcotrafficante accetta di testimoniare contro l’infame cartello Obregon. Per lui saranno guai.

Un Steven Soderbergh in grandissima forma ci elargisce un film avvincente gestendo con maestria un cast di divi nel quale tutti gli interpreti sono in gran forma (tra gli altri, menzione d’encomio per Michael Douglas e la sua futura moglie Catherine Zeta Jones). La regia è piena di suggestivi virtuosismi, la messa in scena riflette al meglio la situazione (la fotografia fa il resto, e come lo fa!) e la sceneggiatura è splenditamente scritta (in salita) riuscendo a gestire con equilibrio i vari piani della storia. Traffic è un ottimo film corale (ricorda in parte le orchestrazioni altmaniane), girato con almeno tre stili diversi, a seconda dei personaggi: giallo per l’ambientazione messicana, azzurrino freddo per la parte interpretata daMichael Douglas e stile naturalistico per quella con i due poliziotti rappresentanti di due minoranze razziali (il nero e il messicano). La sensazione che si ha guardando questo film è di osservare un monumento solido e allo stesso tempo di forte respiro artistico. La droga viene spacciata allo spettatore sotto tre forme diverse, passando da canali diversi che sono la strada, la famiglia e le istituzioni. La droga permea ogni cosa e viene assimilata in modalità diverse, generando diverse sensazioni che il regista colora con i suoi filtri dal blu intenso o dal giallo caldo. Soderbergh, macchina da presa in spalla, ispirandosi a una miniserie televisiva britannica del 1989, si mette al telaio, sceglie i diversi colori della sua stoffa e comincia a tessere la trama. I fili si accostano, si sfiorano, tracciano curve, ombre, disegni che restano isolati, secondo una rigida economia del codice cromatico. La luce di Tijuana ha le tonalità giallo-arancio di un sole malato. I colori dell’Ohio e delle stanze del potere di Washington sono avvolte da un blu gelido. Il cielo di San Diego ha il chiarore neutro e uniforme delle news televisive e del docudrama hollywoodiano. Nashville è il modello alto della messa in scena. L’american beauty di fronte alla musica, alla disperazione di un incubo (Magnolia), a una guerra che non può essere vinta ha bisogno di un racconto, con tempi lunghi e attori bravissimi, che sia un puzzle e una rete. Senza giudizi o prediche. Il risultato che ne esce è una mistura di immagini, di storie che si contaminano a vicenda come i colori con cui sono raccontate, attraverso lo sfiorarsi incidentale dei protagonisti che le vivono, delle sensazioni che provano, delle allucinazioni che sentono o fanno sentire. Un film che a suo modo si può dire esaustivo e totale, meritando i tanti premi vinti.

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Utlima modifica: 28 gennaio, 2019



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