Trieste Film Festival 2019: Success di Danis Tanović

Il Trieste Film Festival si apre alle serie, con un bel prodotto firmato da Danis Tanović

  • Anno: 2019
  • Durata: 6x60'
  • Genere: Dramma, Noir
  • Nazionalita: Croazia
  • Regia: Danis Tanović

Si stanno aprendo alle serie televisive anche i festival più importanti, è risaputo: se ne ha la riprova già da qualche anno nella capitale, dove per esempio la Festa del Cinema ha ospitato nel 2018 i primi episodi di The Little Drummer Girl, l’attesissima serie diretta da Park Chan-wook. Ecco, questa prima incursione televisiva del geniale regista coreano, che ha saputo inserirsi nel filone spionistico con una certa eleganza e personalità, rende l’idea di quanto l’autorialità dell’approccio possa giovare ad alcuni prodotti seriali, rendendoli più ricchi di stimoli e di interesse. Lo stesso si può dire a nostro avviso dei sei episodi di Success (Uspieh), la miniserie di Danis Tanović presentata in anteprima a Trieste.

Qualcosa in più va detta, invece, sulle circostanze quantomeno particolari che hanno accompagnato l’evento. I sei episodi in questioni sono stati mostrati giovedì 24 gennaio sullo schermo del Teatro Miela, nel corso di una maratona iniziata poco dopo le 22 e terminata intorno alle 4. Con una bora terrificante ad accogliere fuori dal cinema gli spettatori superstiti!

Il fatto, quindi, che tra le 20 e le 30 persone (tra cui il vostro solerte inviato) abbiano resistito fino alla fine, mostrando impagabile abnegazione, è indice sia della validità del prodotto visionato in sala, sia dello stoicismo e della profonda attenzione con cui il pubblico del Trieste Film Festival continua ad accogliere proposte sempre più varie. Unico appunto: anni fa eravamo soliti seguire all’Acquario di Genova le maratone di X-Science, coi classici della fantascienza proiettati in pellicola fino al mattino; ma lì ciascuna proiezione era intervallata da salutari pause, durante le quali lo staff del festival metteva a disposizione del pubblico thermos di caffè bollente e tranci di focaccia. Un’ottima strategia di sopravvivenza. Chissà, magari anche a Trieste, nella speranza che simili iniziative vengano replicate in futuro, ci si potrebbe attrezzare in modo analogo: pause più frequenti tra i singoli episodi e rifornimenti di viveri e caffè, per permettere ai partecipanti di affrontare meglio la nottata!

Fatta questa precisazione, c’è da dire che il regista dell’amatissimo No Man’s Land (riproposto peraltro ad inizio serata) ha saputo stuzzicare ancora una volta la nostra curiosità. Innanzitutto qualche chiarimento a livello produttivo: Success ci è stata presentata come la prima serie di HBO Europe nella regione adriatica: praticamente un film in sei episodi, ambientato nella Zagabria di oggi, per la cui regia è stato chiamato il premio Oscar Danis Tanović, dopo che un’attenta ricerca di soggetti validi aveva premiato lo script così moderno e incalzante di Marjan Alčevski.  Nel corso della serie vengono sviluppate le storie di quattro persone, diversissime per provenienza ed estrazione sociale, il cui destino pare intrecciarsi indissolubilmente dopo aver casualmente preso parte, con ruoli diversi, a un cruento episodio, dalle conseguenze sempre più incontrollabili.

L’ambientazione croata della serie è un fattore tutt’altro che trascurabile, se si considera che Marjan Alčevski è stato abilissimo, in fase di scrittura, a legare certe traccie noir dal retrogusto amaro e beffardo ad un panorama sociale ricco di contraddizioni, che lascia intravvedere nelle scelte dei personaggi i contraccolpi di una corruzione diffusa, della dilagante smania consumistica e di una persistente crisi di valori. Nell’unire in modo ancor più stretto l’intreccio poliziesco con determinati contenuti sociali, Tanović si è apparentemente messo al servizio del soggetto, lavorando molto bene sullo sviluppo dei personaggi ma consentendosi anche qualche tocco elegante, ed eccentrico: su tutti l’effetto straniante dei discorsi motivazionali di uno dei protagonisti, quelli posti all’inizio di ciascun episodio, la cui curiosa presenza verrà spiegata solo in prossimità dell’epilogo. Finanche la scelta di commentare la brutta situazione venutasi a creare con brani musicali emotivamente carichi, risalenti perlopiù all’epoca della Yugoslavia unita, ci è parso un bel modo di raccontare con toni quasi nostalgici (almeno nello stile) un presente fatto di incertezze esistenziali, profonde tensioni e vite alla deriva.

Utlima modifica: 26 Gennaio, 2019



Condividi