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INTERVISTE

Il cinema italiano sbarca a Berlino con Mara Martinoli, curatrice di cinema freelancer e organizzatrice di Cinedì. Per capirne di più abbiamo deciso di intervistarla

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Da appassionata di cinema ad ambasciatrice del nostro cinema a Berlino Mara Martinoli si definisce una Curatrice di cinema freelancer il cui obiettivo è quello di far vedere al maggior numero di persone i nostri film. La sua ultima iniziativa in ordine di tempo si chiama Cinedì, la cui inauguazione  è prevista per il giorno 29 gennaio al cinema Kino Kulturbrauerei di Berlino  con la proiezione di Dogman 

Partiamo dall’inizio Mara: come arrivi a Berlino.

In sostanza ho mandato il mio curriculum alla berlinale e sono stata chiamata per un colloquio. L’esito è stato negativo ma in effetti è servito perché ho fatto un’esperienza in un piccolo festival – sempre a Berlino – e dopo un po’ di applicazioni sono arrivata al Babylon, sala storica della città dove ho incominciato a curare la presentazione di film italiani. In questa sala ho cercato di consolidare l’appuntamento fisso domenicale dedicato al nostro cinema con la proiezioni di titoli classici e contemporanei dopo le quali sono riuscita talvolta a fare intervenire alcuni dei protagonisti.

Quelli attuali sono première o semplici riproposte.

Dipende, in molti casi si è trattata di film di film inediti.

Al di fuori del circuito della grande distribuzione la circolazione dei film italiani, soprattutto se si tratta di cinema d’autore, dipende sempre di più da iniziative private come la tua e poi, dalla volontà di registi e attori di prestarvisi. Adesso stai organizzando Cinedì, in cui ogni mese porterai in sala alcuni dei titoli italiani più interessanti della stagione appena conclusa. Quanto è stata difficile pianificare la rassegna anche in termini di coinvolgimento delle istituzioni italiane presenti in loco .

In generale non è mai semplice anche perché io sono una freelancer per cui muovendomi da sola non sono agevolata. A differenza di altri organizzatori però non mi limito a selezionare i film e a costruire il programma ma faccio miei anche gli aspetti tecnici della questione come per esempio la supervisione delle copie e l’eventuale inserimento dei sottotitoli. Contatto  personalmente gli ospiti e con o senza di loro modero le discussioni con gli spettatori al termine della proiezione.

Si tratta di pubblico autoctono o ci sono anche italiani?

Per i classici gli spettatori sono per lo più tedeschi, per i nuovi titoli, italiani. Come ti dicevo per Cinedì ho cercato di inserire film recenti: a parte Dogman, ,già uscito in Germania, gli altri sono tutti inediti. In generale ho mirato a opere ambientate in diverse regioni dell’Italia in modo di fornire un’idea complessiva del nostro paese. Si tratta di lungometraggi importanti ma non così conosciuti come Il cratere di Luzi e Bellino e L’intrusa di Leonardo di Costanzo. A vederli ci sarà un pubblico  misto quindi in questo caso metterò i sottotitoli. Anche il dibattito sarà in doppia lingua. Lo faccio anche in Italiano perché ai tedeschi piace ascoltare il nostro idioma.

Che tipo di interesse hai riscontrato nei confronti del nostro cinema?

In generale c’è un attenzione molto partecipativa. Riferendomi al pubblico di Berlino devo dire che si tratta di persone in cerca di qualcosa di diverso dagli stereotipi che circolano sul nostro paese. Al contrario sono curiosi di scoprire cose nuove, fanno un sacco di domande, anche molto specifiche, e poi sono desiderosi di vedere non solo la commedia italiana ma anche film drammatici. Dunque il mio sforzo è diretto a dare visibilità a quest’ultimi.

Tra l’altro, a parte quello di Garrone, i titoli di cui mi hai detto appartengono al filone del cosiddetto cinema del reale che tra quelli italiani è sicuramente il più innovativo e forse l’unico in grado di attirare l’attenzione in giro per il mondo.

Si, è da un po’ che cerco di costruirmi un pubblico sensibile a questo tipo di cinema. Inizio con Dogman che, volendo, ha una sua commerciabilità, ma da li in poi la selezione è all’insegna della varietà. Si parte il 29 gennaio alle 19,30 presso il Kino Kulturbrauerei con il primo degli otto titoli della rassegna, programmati a cadenza mensile fino al 29 ottobre.

So  che per i costi di Cinedì sei stata aiutata in parte dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e che nel frattempo hai indetto un crowfunding.

L’Istituto Italiano di Cultura di Berlino mi ha dato una cifra piccola ma essenziale per poter partire. Sono stata aiutata anche a livello di promozione con annunci sul loro giornale cartaceo. Le spese sono notevoli per cui ho deciso di rischiare anche soldi miei, mossa dalla fiducia accordatami dai proprietari della sala cinematografica di cui bisogna pagare l’affitto insieme al costo delle copie – in parte pagatemi dallo stesso Istituto – e dell’ospitalità di registi e attori che davvero vorrei cercare di invitare il più spesso possibile. Molto dipenderà dagli esiti del crowfunding.

Detto che taxidrivers.it è partnership della manifestazione, dici qualcosa del crowfunding così anche noi possiamo contribuire a darne notizia.

Il crowfunding si trova sulla piattaforma tedesca Startnext (https://bit.ly/2FkyISb). E’ iniziato a metà dicembre e andrà avanti fino al 25 gennaio. Spero di riuscire  a procrastinarne il termine, comunque sono soddisfatta di come sta andando perché pur con cifre minime la partecipazione è stata numerosa. Rispetto agli obiettivi prefissati posso dire di non essere lontana dal raggiungerli. I soldi verranno impiegati soprattutto per rimborsare gli ospiti della rassegna. L’offerta è libera, oppure legata a un regalo, cioè a ogni donazione ho fatto corrispondere un cadeau realizzato da un’artista di mia conoscenza. Detto questo, se siete a Berlino dò appuntamento a voi e ai vostri lettori.

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