La 36esima edizione del Torino Film Festival si preannuncia più appassionate che mai

Di edizione in edizione Emanuela Martini, confermata alla guida del festival per altri due anni, e il suo staff si sono conquistati e meritati la fiducia degli spettatori e degli addetti ai lavori grazie al sapiente e accurato lavoro di selezione con cui ogni volta riescono a tirar fuori il meglio della recente produzione cinematografica internazionale

Col passare degli anni il Torino Film Festival si è conquistato una credibilità presso il pubblico e gli addetti ai lavori che poche rassegne cinematografiche – italiane e internazionali – possono vantare. Un festival perfettamente radicato e integrato nel territorio, capace di dialogare e interagire col pubblico e con la città che lo ospita. Una manifestazione che ogni anno vede le sale affollate, fin dalle proiezioni del mattino, di cinefili e appassionati provenienti da tutta Italia, oltreché dai torinesi che la seguono con grande interesse e partecipazione, spesso prendendo ferie o permesso dal lavoro per potersi immergere a dovere nel clima festivaliero. Il TFF non ha bisogno di red carpet o di ospiti e celebrità di grande richiamo per attirare e invogliare il proprio pubblico e non può certo contare sulle ingenti risorse economiche e sulla massiccia copertura mediatica riservate alla Mostra di Venezia e – inspiegabilmente – alla Festa del Cinema Roma.

Di edizione in edizione Emanuela Martini, confermata alla guida del festival per altri due anni, e il suo staff si sono conquistati e meritati la fiducia degli spettatori e degli addetti ai lavori grazie al sapiente e accurato lavoro di selezione con cui ogni volta riescono a tirar fuori il meglio della recente produzione cinematografica internazionale. Sulla carta anche la trentaseiesima edizione, in programma dal 23 Novembre al 1 Dicembre, sembra poter offrire un cartellone ricco e interessante, pronto a soddisfare le aspettative di un pubblico sempre più esigente, desideroso di “abbuffarsi” e di saziarsi con visioni appaganti e stimolanti più che di accontentarsi di un autografo o di un selfie con la star di turno.

L’edizione ormai alle porte è composta da 133 lungometraggi, 23 medi e 22 corti, con ben 34 anteprime mondiali e 59 anteprime italiane. Ad aprire la kermesse The Front Runner di Jason Reitman, incentrato sulla vera storia di Gary Hart, interpretato da Hugh Jackman, candidato del Partito Democratico alle presidenziali americane, costretto nel 1987 a ritirarsi dalla corsa elettorale a causa di uno scandalo sessuale. Il film di chiusura segna invece l’atteso ritorno di Nanni Moretti, alla guida del TFF nel biennio 2007-2008, con Santiago, Italia, documentario che racconta i mesi successivi al golpe che pose fine al governo democratico di Salvador Allende e si focalizza sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime di Pinochet.

Il Concorso, come sempre destinato alle opere prime, seconde e terze nel tentativo di individuare nuovi talenti, vede in gara 15 titoli provenienti da Polonia, Austria, Lussemburgo, Germania, Francia, Belgio, Grecia, Italia, Ungheria, Danimarca, Islanda, Brasile, Filippine, Stati Uniti, Canada. Da segnalare Ride, il lungo d’esordio dietro la macchina da presa di Valerio MastandreaNervous Translation della regista Shireen Seno, il brasiliano Temporada di André Novais Oliveira e due titoli provenienti dal Nord Europa, The Guilty di Gustav MöllerVultures dell’islandese Börkur Sigbórsson. Ricco e variegato come al suo solito il programma di Festa Mobile, una delle sezioni più amate e seguite del TFF. Tra i film da non perdere Ash is purest white di Jia Zhangke, che quest’anno a Torino presiede la Giuria del Concorso, in cui il grande autore cinese continua a raccontare i cambiamenti del suo Paese, First Night Nerves di Stanley Kwan che segna il folgorante ritorno di uno dei maestri del cinema di Hong Kong, Dovlatov di Aleksey German Jr. che racconta sei giorni nella vita dello scrittore e giornalista, talmente osteggiato dal Kgb da decidere di emigrare negli Stati Uniti e Madeline’s Madeline di un’autrice divenuta un habitué del TFF, Josephine Decker. La sezione After Hours propone come sempre una vasta carrellata della miglior produzione di film di genere – in particolare horror e thriller – dell’ultima annata. Quest’anno al suo interno è stato inserito anche High Life, primo film sci-fi di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche che viaggiano nello spazio, su un’astronave un tempo carcere, nella quale si è persa ogni traccia di sentimento, finché non nasce una bambina. Tra i titoli fortemente consigliati Alpha, the Right To Kill, durissimo e nerissimo action di Brillante MendozaIncident in a Ghostland di Pascale Laugier, autore qualche anno fa del film di culto MartyrsMandy di Panos Cosmatos, folle, scatenato e lisergico revenge movie tra boschi e sette sataniche con un Nicolas Cage a ruota libera, il thriller politico El Reino dello spagnolo Rodrigo Sorogoyen, autore un paio d’anni fa del livido e nerissimo Che Dio ci perdoni Unthinkable, il sorprendente catastrofico-apocalittico realizzato dal collettivo svedese Crazy Pictures. After Hours dedica inoltre, nel centenario della sua nascita, un omaggio a Amando de Ossorio, uno dei maestri dell’horror spagnolo, di cui verrà proposta la tetralogia sui “resuscitati ciechi”. La sezione Onde, curata da Massimo Causo, continua il suo encomiabile percorso di ricerca e sperimentazione. Tra i film da non farsi sfuggire segnaliamo I Do Not Care If We Go Down in History as Barbarians del rumeno Radu JudeBlue Amber di Jie ZhouNothing or everything di Gyeol Kim. Ai cinefili più temerari e coraggiosi è caldamente consigliato La Flor, opera fluviale – quasi quattordici ore di durata! – diretta dall’argentino Mariano Llinás che Onde condivide con Festa Mobile. Due le retrospettive di questa edizione, a cui si aggiunge un omaggio a Ermanno Olmi, dedicate a Jean Eustache (di cui verrà proposto anche l’imprescindibile La maman et la putain interpretato da Jean-Pierre Léaud che quest’anno viene insignito del Gran Premio Torino) e al cinema di Powell & Pressburger. Da citare infine l’ampia proposta di documentari offerta da TFFDOC con una sezione tematica dedicata all’Apocalisse, incentrata sull’inquinamento e sugli stravolgimenti climatici che stanno portando al collasso il nostro pianeta.

Per conoscere il programma nel dettaglio rimandiamo al sito ufficiale del TFF.



Condividi