SoundScreen Film Festival 2018: Oh! Mammy Blue di Antonio Hens

A Ravenna è passata anche questa commedia musicale garbata, sufficientemente vivace, che stenta però a decollare per gli sviluppi poco originali

  • Anno: 2018
  • Durata: 95'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Spagna, Venezuela
  • Regia: Antonio Hens

Tra le proposte del SoundScreen Film Festival 2018 l’agile commedia dello spagnolo Antonio Hens si è rivelata senz’altro una delle più “leggere”. Sin dall’incipit, che ci fa scoprire una sonnacchiosa casa di riposo messa in subbuglio dalla sua ospite più irrequieta, ciò di cui si va alla ricerca è la risata facile, l’euforia stessa data dai casini in cui va di continuo a cacciarsi la sfrontata protagonista. C’è una direttrice severa che la tiene d’occhio. C’è un nipote rockettaro che con la fidanzata viene spesso a trovarla, per rifornirla d’erba e farle ascoltare qualche altro pezzo della loro band. Ci sono le attempate vicine di stanza che, in situazioni tali da ricordare L’erba di Grace (Saving Grace, 2000) di Nigel Cole, si fanno convincere a fumare qualche canna da lei preparata in ore nelle quali dovrebbero stare già a nanna. Nessuna invenzione clamorosa, trascendentale, per questa commediola musicale iberica, se non fosse per il fatto che la pepatissima signora è impersonata da Carmen Maura.

La stagionata musa almodovariana impiega tutta la sua classe per tenere alta l’attenzione dello spettatore, regalando lampi di quel carisma che, pur apparendo più nitido in altre pellicole, ha pure qui qualcosa di magnetico. Per l’occasione si fa apprezzare nei panni di Laurie Amnesia, una leggenda del rock spagnolo anni Settanta finita a vivere in quella casa per anziani, dove prova di tanto in tanto a organizzare piccole ribellioni. Tutti, dallo staff ai pazienti, sembrano subire almeno in parte la sua personalità. Ma c’è anche chi cercherà di avere con lei un rapporto più profondo, nella fattispecie Juan, il nuovo ospite della struttura che da subito rivela una diversa sensibilità musicale. Sin dal suo arrivo le cose iniziano a cambiare…

Del resto Oh! Mammy Blue, titolo ispirato a un celebre brano della band Los Pop Tops, è anche nostalgico tributo alle nuove tendenze musicali che si affacciavano nella Spagna dei primi anni ’70: ci sarà spazio persino, verso la fine, per una folgorante apparizione di Phil Trim, frontman della band in questione. Tante soluzioni di sceneggiatura e dialoghi gradevoli, quindi, ma l’impressione è che il lungometraggio non assuma vai un taglio realmente originale, trascinante, perdendo semmai colpi allorché i personaggi principali cominciano a ipotizzare una picaresca fuga dalla loro noiosa permanenza in clinica. Anche qui le riprese e il montaggio non vanno mai oltre quell’impronta televisiva, scolastica, la cui prevedibilità lascia completamente sulle spalle della grande Carmen Maura e di qualche altro interprete ispirato quella vivacità genuina, che solo a tratti riesce a contagiare la narrazione.

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