Festa del Cinema di Roma: Stan & Ollie, il biopic sulla più grande coppia comica del cinema

Presentato in concorso alla Festa del cinema di Roma il biopic sulla più grande coppia comica di sempre

  • Anno: 2018
  • Durata: 97'
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: USA, Gran Bretagna
  • Regia: Jon S. Baird

Chi potrebbe immaginare Stan senza Ollio? Stan Laurel e Oliver Hardy restano la più grande coppia comica di sempre: solo insieme potevano realizzare e trasmettere quel divertimento fatto di spensieratezza e ingenuità. Quell’accostamento già di per sé bizzarro, che risulta ancora più paradossale nell’inossidabile amicizia fra i due soggetti così dissimili anche nel carattere, è la molla che fa scattare il divertimento del pubblico.

Il racconto di Jon S. Baird inizia con Laurel e Hardy alla ribalta nella loro stagione d’oro degli anni ‘30, nel momento in cui leggiadri ed eleganti ballano in una scena del film I fanciulli del west, per poi giungere agli anni ’50, nella fase del loro declino artistico, in cui vengono relegati in ruoli marginali: il triste tempo in cui la loro comicità viene soppiantata da quella meno eccentrica di Abbott e Costello (Gianni e Pinotto). Sono gli anni in cui, a seguito del loro ultimo film, Atollo K, rivelatosi un fiasco, danno il loro commiato al pubblico europeo con una tournée in Inghilterra. Qui, costretti a esibirsi nei teatri, non ottengono il successo goduto al cinema, ma grazie al rapporto di lavoro ottimale – dove Stan si dedica alla regia al montaggio e al copione, mentre Ollio si concentra sulla recitazione e sulla resa delle gag – riescono a conquistare sempre più pubblico, mantenendo la medesima formula del duo stravagante: il ciccione autoritario e il magrolino ingenuo e piagnucoloso.

Stan & Ollie risulta un biopic eccessivamente carico di nostalgia e malinconia, aspetti fortemente accentuati dall’assidua ripetizione delle loro gag nella vita reale, dove comunque emerge la prova attoriale di Steve Coogan e l’americano John C. Reilly, da cui affiora il goffo tentativo di emulazione degli stessi Laurel e Hardy. Un eccesso di melassa evitabile, sia sottolineando maggiormente il contrasto caratteriale dei due – qui solo accennato con qualche battibecco di facile risoluzione – sia mettendo in risalto l’aspetto drammatico di un periodo incerto della loro carriera artistica. Ma nel suo omaggio affettuoso, il film resta comunque un puro divertissement dove ora come allora la comicità del duo resta geniale e strappa sempre una risata.

Silvia Scarpini

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Utlima modifica: 29 Ottobre, 2018



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