Sogno di una notte di mezza età, l’innamoramento secondo Daniel Auteuil

Sogno di una notte di mezza età va preso per quello che è: un divertissement riuscito, soprattutto in certi duetti tra Daniel Auteuil e Adriana Ugarte, o quando riesce a confonderci sul tessuto della sua materia visiva

  • Anno: 2018
  • Durata: 84'
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Daniel Auteuil
  • Data di uscita: 18-October-2018

Raccontare l’innamoramento è una delle cose più difficili a cui può essere chiamato un regista, per i rischi legati alla trattazione di un argomento così scivoloso, scelto da Daniel Auteuil per dare corso alla sua quarta regia. Amoreux de ma femme, in italiano Sogno di una notte di mezza età, di questo si occupa, mettendo in scena cosa potrebbe succedere se un nostro amico accettando un invito a cena si presentasse in compagnia della donna dei suoi ma soprattutto dei nostri sogni. A chiederselo e poi a darne conto nel film è prima di tutto Daniel (Auteuil), fedele al proprio matrimonio fino all’incontro con la sensuale bellezza di Adriana Ugarte, la Julieta di Pedro Almodovar, prestata al cinema francese quel tanto che basta per mandare in barca due mostri sacri come Auteuil e Gerard Depardieu (un p0′ sottotono), ammaliato dalla chica spagnola al punto di lasciare la moglie per andare a convivere con la meravigliosa ragazza.

Memore dei felici trascorsi con Depardieu, almeno nei casi di L’apparenza inganna (2001) e 36 Quai des Orfèvres (2004), coronati da grande successo di pubblico e critica, Auteuil preferisce sdrammatizzare scegliendo toni e sfumature che ricordano da vicino quelli utilizzati da entrambi nel film di Weber. Una scelta non scontata per un attore sofisticato qual è Auteuil, il quale, così facendo, si rende artefice di uno straniamento – nei confronti dello spettatore e del proprio immaginario –  che funziona come strumento atto a destabilizzare il ridicolo involontario connesso con il fatto di vedere due signori più che maturi innamorarsi come dei bambini della pin up di turno. Al contrario, facendo la spola tra gli estremi del comico con il grottesco, l’onirico e il surreale che si fanno largo uno con l’altro per determinare il tono della commedia, Sogno di una notte di mezza età va preso per quello che è, un divertissement riuscito soprattutto in certi duetti tra Auteuil e Ugarte, o quando riesce a confonderci sul tessuto della sua materia visiva, lasciandoci credere che le fantasie di Daniel siano reali e viceversa.

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