Terni Pop Film Fest: 2° giorno. Vegetariani e carnivori si sfidano sullo schermo!

Il nostro resoconto del festival prosegue, per quanto concerne il 28 settembre, con la prima mondiale della commedia “Non è vero ma ci credo”

La seconda giornata del Terni Pop Film Fest ha avuto inizio, nel pomeriggio di venerdì 28 settembre, con un altro appuntamento della retrospettiva “Cristian De Sica, regista”, ovvero la proiezione del film The Clan (2005): un’ottima occasione per ripassare la filmografia del nostro, nell’attesa quasi messianica che si palesi in carne ed ossa a Terni, durante il weekend. A seguire l’incontro col pubblico di un lanciatissimo Moisé Curia, astro nascente del cinema italiano che ci ha peraltro concesso un’intervista particolarmente ricca di spunti.

Ma il piatto forte della giornata era atteso ovviamente la sera, dato che il festival umbro è stato scelto per la prima mondiale di una commedia che, ne siamo sicuri, metterà un po’ di pepe in più nella già accesa diatriba tra vegetariani e carnivori (o meglio, onnivori), facendolo però con quella simpatia innata che caratterizza l’intero cast.

Si sta parlando qui di Non è vero ma ci credo, ed è stato oltremodo piacevole, credeteci, sentirlo introdurre in sala ed anche prima, durante la conferenza stampa appositamente organizzata, da personaggi come l’inossidabile Maurizio Mattioli, la “pasionaria” animalista Loredana Cannata, la splendida pin up Micol Azzurro; oltre naturalmente al noto duo di Magic TV, Nunzio e Paolo, sulla cui verve è stato costruito il lungometraggio diretto da Stefano Anselmi.

Nunzio Fabrizio Rotondo e Paolo Vita sono qui due mariti in crisi (tema anche questo molto attuale), che per non deludere ancora una volta le mogli, rapaci donne in carriera, arrivano a inventarsi un curioso escamotage pur di farsi finanziare proprio da loro un ristorante vegetariano. Sono stati però mal consigliati. La dritta gli era arrivata, del resto, da un misterioso faccendiere (Mattioli, per l’appunto), che tali locali li usava non per aderire alla causa vegetariana guadagnandoci sopra il giusto, come immaginavano i fin troppo ingenui Nunzio e Paolo, ma per coprire loschi traffici. Con la crisi del ristorante, però, arriverà loro una proposta non meno azzardata: trasformare quel punto di ristoro orgogliosamente vegetariano in una bisteccheria! Tra ovvie crisi di coscienza, equivoci a ripetizione e svolte inattese, che non ci sembra opportuno rivelare, si troverà quel miracoloso equilibrio in grado di far convivere l’etica animalista dei protagonisti con la sacrosanta volontà di evitare, assieme alla bancarotta, l’ira funesta delle consorti…

Il film, come dicevamo, strappa simpatia. La crew capitanata da Nunzio e Paolo ha innanzitutto il merito di aver individuato un tema decisamente attuale e di averlo sviluppato in modo scanzonato, genuino, evitando ogni possibile settarismo come anche una trattazione troppo banale. Ciò che a volte latita però è proprio la comicità. Tanta la cura posta nella “confezione”, quando poi la sceneggiatura finisce per arrancare un po’, a metà film, tra sketch telefonati ed altri alquanto ripetitivi. Peccato, perché i personaggi sulla carta sono divertenti e, vista la loro natura di outsider, rappresentano anche soggetti coi quali è facile empatizzare. Detto questo, Non è vero ma ci credo è comunque un intrattenimento leggero da cui possono scaturire vivaci conversazioni tra carnivori, vegetariani e vegani, per cui un salto al cinema (ora che uscirà nelle sale) lo meriterebbe senz’altro, magari in compagnia di qualcuno che abbia abitudini alimentari diverse. Per poi proseguire il discorso a tavola, è chiaro!



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