Alla sua terza edizione, dal 14 al 16 settembre, Fuoricinema aprirà Milano Movie Week, la prima grande piattaforma milanese dedicata al cinema

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Fuoricinema vuole coniugare la sua anima pop con l’impegno, l’intrattenimento con la solidarietà, in linea con lo spirito della città di Milano

Sarà Fuoricinema (la manifestazione ricca di incontri, interviste, proiezioni e anteprime serali, arrivata quest’anno alla sua terza edizione) ad aprire Movie Week, il primo grande evento milanese, che del cinema non vuole tralasciare nulla: passaggi, protagonisti, produttori e distributori, chi il cinema lo pensa e chi materialmente lo fa, fino agli spettatori che ne usufruiscono. Il programma di Movie Week è incredibilmente articolato, nelle proposte, nei contenuti e nei luoghi degli incontri. Insieme a Fuoricinema, potremo partecipare a

Visioni dal mondo, il festival internazionale del documentario, al suo quarto anno, con ingresso gratuito, come del resto saranno tutti i momenti di Fuoricinema.

Il cinema, la città e…. proposto dalla Fondazione Ente Spettacolo (seminari, rassegne e workshop, sempre a partecipazione libera)

Luigi Pirandello e il cinema (alla Cineteca Italiana, un ciclo di film tratti dalle opere di Pirandello con riflessioni sul confronto tra la scrittura letteraria e filmica)

E altre iniziative ancora, come la mostra su Claudia Cardinale alla Kasa dei Libri, la maratona di cinema d’azione al Wanted Clan e quello dei cinefili di un centro anziani; in giro per la città, proiezioni dedicate al cinema e l’arte, al cinema e l’architettura, al cinema e lo sport, al cinema e alla musica. Ovviamente, non poteva mancare l’omaggio (gli omaggi) a Ermanno Olmi:

Terre madri: Ermanno Olmi e Béla Tar, appuntamenti al Parco Nord, insieme al festival della biodiversità. Notizia curiosissima: per le proiezioni all’aperto verrà utilizzata la Cinemobile, esposta nell’atrio del Museo Interattivo del Cinema. Non avremmo mai immaginato funzionasse davvero!

La Milano di Ermanno Olmi allo Spazio Oberdan: film del maestro, dal recente Vedete, sono uno di voi, a Milano ’83 (già proposto lo scorso anno da Visioni dal mondo), fino a Il posto, del 1961. Il film, lo sappiamo, è bellissimo, anche se la Milano all’inizio dei Sessanta bella non è, con i rumori del traffico e della metropolitana in costruzione e lo è ancora meno quella di vent’anni dopo, frettolosa e nebbiosa fin dal primo mattino. Eppure, Milano non si offende perché solo lui le ha saputo regalare poesia, a lei e alla quotidianità dei suoi volti. Gli guardi ingenui di Domenico e Antonietta il giorno degli esami per il posto sicuro e il loro primo giorno di lavoro, lo spaesamento, insieme all’accettazione, sono a dir poco struggenti.

E poi, Dialoghi con la città amica: altro omaggio a Olmi, con una videointervista a Renzo Piano, del tutto inedita, nella seconda giornata di Fuoricinema.

Insomma, più che l’imbarazzo della scelta, il dispiacere, dovendo per forza scegliere, di rinunciare a parte di un’offerta così generosa e a una così interessante condivisione.

Condivisione è stato il termine più frequente durante la conferenza stampa di Fuoricinema. Lo ha usato l’assessore alla cultura Filippo Del Corno; lo ha usato Lionello Cerri, produttore, e responsabile del cinema Anteo, che ha collaborato fin da subito con Cristiana Capotondi, ideatrice della manifestazione. Con loro, Cristiana Mainardi, Gino e Michele, tutti direttori artistici insieme a Lionello Cerri e Gabriele Salvatores, che ha salutato da un video in Slovenia dove è impegnato nelle riprese del suo nuovo film. E ancora il giornalista del Corriere della Sera (partner prestigioso di Fuoricinema) Paolo Baldini. Baldini ha precisato che questo evento dall’anima pop, come si vuole definire con compiacimento, manterrà l’aspetto di happening divertente e scapigliato, tendendo però sempre più verso la complessità.

Non a caso il tema di quest’anno, il tempo (il tempo in tutti i suoi aspetti), si presta a molteplici riflessioni e approfondimenti. Un misto di leggerezza e impegno che, aggiunge Gino, è l’anima stessa di Milano, soprattutto in quest’ultimo decennio. Il tempo meteorologico, invece, si prevede clemente; l’evento, d’altra parte, ha vinto sul sole cocente del primo anno e sulla pioggia battente del secondo, con oltre cinquantamila presenze di pubblico e più di ottanta ospiti. Lo spazio coperto di City Life, lo stesso dello scorso anno (la prima edizione si è svolta invece all’ombra del bosco verticale del quartiere Isola, ombra, si fa per dire), rappresenta un luogo di accoglienza della città nel suo continuo divenire.

«L’idea — spiega Cristiana Capotondiè quella di realizzare una manifestazione per il pubblico. L’abbiamo pensata come se fossimo anche noi spettatori di quello che succede sul palco. In tempi social in cui ci si ricurva su se stessi, abbiamo cercato di dare un segno di apertura, di scambio, di desiderio di incontri: lo dimostra lo spazio che abbiamo scelto, lo conferma il fatto che si tratta di un evento gratuito».

Fuoricinema è finalizzato anche alla solidarietà: il ricavato delle postazioni street food e market place solidale sarà devoluto al carcere di Bollate per la realizzazione di una sala cinematografica al suo interno. Alcuni detenuti lavoreranno durante i tre giorni della manifestazione, per essere maggiormente coinvolti nel progetto.

Programma dettagliato di Fuoricinema



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