Stasera in tv su Mediaset Italia 2 alle 21,10 Flash Gordon, la trasposizione cinematografica del celebre fumetto prodotta da Dino De Laurentiis

Una versione pirotecnica, dai ricchi effetti speciali e dal cast all star, fortemente voluta dal produttore De Laurentiis, con momenti di kitsch volontario spassosissimi e le musiche dei Queen

  • Anno: 1980
  • Durata: 100'
  • Genere: Fantascienza
  • Nazionalita: Gran Bretagna
  • Regia: Mike Hodges

Stasera in tv su Mediaset Italia 2 alle 21,10 Flash Gordon, un film del 1980, diretto da Mike Hodges, ispirato all’omonimo personaggio dei fumetti fantascientifici ideato nel 1934 da Alex Raymond e già protagonista di tre serial cinematografici tra il 1936 e il 1940. Il film ha vinto un Marshall Trophy al Napierville Cinema Festival nel 1980 per il “miglior attore” (Max von Sydow). Con Max von Sydow, Mariangela Melato, Ornella Muti, Timothy Dalton, Sam Jones. Il film è stato un colossal con un costo stimato di produzione di 35 milioni di dollari. Come accade sempre in una produzione di Dino De Laurentiis, il film ha una forte impronta italiana, insistendo sull’accuratezza dei costumi e della scenografia a scapito degli effetti speciali comunque ingegnosi. Il film si avvale di un accompagnamento musicale internazionalmente stimato dei Queen, autori dell’omonimo album discografico. Flash Gordon fu uno dei primi film ad alto budget ad avvalersi di musiche principalmente composte da una rock band. Il film ebbe un successo mediocre negli Stati Uniti, dove ricavò 27 milioni di dollari sui 35 milioni dei costi di produzione. Nel Regno Unito invece riscosse un buon successo, ricavando £13.864.652 al botteghino. Alla sua uscita il film fu apprezzato solo da pochi critici. Nella parte del cattivo Ming, Max von Sydow ricevette apprezzamenti, mentre non fu apprezzato il protagonista Sam Jones. Col passare degli anni, il film è stato rivalutato venendo ricordato come cult del cinema di fantascienza.

Sinossi
Il dottor Zarro, scienziato della Nasa, si accorge che la luna si sposta progressivamente dal proprio asse di rotazione. Sospetta che l’autore di tale disastro sia il perfido Ming, imperatore del pianeta Mongo. Per questo Zarro si reca su Mongo facendosi accompagnare da Flash Gordon e dalla sua fidanzata Dale Arden.

Fantascienza godibilissima per una trasposizione cinematografica riuscita di un classico del fumetto. Scenografie kitsch, scene surreali, gags esilaranti ed epiche battute scandite dalla ritmica di una colonna sonora riuscitissima per passare 2 ore divertendosi. Stroncato dalla critica, merita invece un elogio per non far parte del gruppo dei fumettoni che si prendono troppo sul serio. Realizzato con ingentissimi capitali, Flash Gordon è un tipico kolossal che è stato concepito non in funzione dei valori nascosti negli eroi delle letterature mitiche antiche o moderne, bensì quale conseguenza del successo commerciale decretato dal pubblico tanto ai film legati ai fumetti (Flash Gordon, Batman, Superman, Uomo Ragno), quanto a quelli di grandiosa fantascienza. Un’operazione del genere, di conseguenza, o la si disapprova a priori o la si esamina e la si gusta per quello che ha inteso essere. Ora, va da sé che il trionfo della fantasia, ossia della irrealtà, qui non si può discutere. Il personaggio che si propone per primo non è il regista Mike Hodges (un americano proveniente dai telefilm), ma l’autore degli effetti speciali, qui Glen Robinson, già insignito di 4 Oscar. E bisogna riconoscere che i miliardi messi a sua disposizione li ha spesi con intelligenza, gusto ed efficacia: le scenografie, i costumi, i trucchi sono una sorta di riepilogo di tutto quanto è stato fatto dagli anni ’30 ad oggi. Quasi paradossalmente, il film passa dalla commedia al dramma, dalla fantasia pura all’allusione ironica, dal cinismo o dalla violenza alla tenerezza. L’equilibrio fra tanta varietà di elementi è forse la qualità migliore di questa pellicola che, infine, anche se piacerà soprattutto come spettacolo per gli occhi, non manca di annotazioni umane nei personaggi chiave. La mano del produttore De Laurentiis fu fondamentale per dare al film un’impronta artistica che a tratti rimanda alla scenografie e agli allestimenti teatrali. Un marchio di fabbrica che per certi versi precorre quello che si riconoscerà anche in alcune grosse produzioni successive, prima in Conan The Barbarian e poi, almeno in parte, in Dune. Pellicole con ambizioni ben diverse che però condividono con il film di Mike Hodges il fascino patinato e barocco di tutto il comparto artistico e scenografico. In definitiva Flash Gordon è un peplum fantascientifico più vicino a Maciste che a Star Wars (anche se le citazioni in merito non mancano); c’è dentro un po’ di tutto, dalle suggestioni erotico-sadomaso alle sequenze autopunitive, dai gustosi momenti freak alle zoppicanti parentesi comiche. Spassoso anche il climax finale con l’aerogibile Ajax, un’astronave con un design magnificamente kitsch preso direttamente dalle strisce del fumetto anni ’40, che sarà anche l’arma per la sconfitta di Ming e il telefonatissimo trionfo dell’eroe. Bizzarro, immaginoso e ingenuo, Flash Gordon è a suo modo un cult. L’immaginario fantascientifico-esotico evocato da Hodges e soci è in fin dei conti vispo, a volte gustosamente kitsch e grottesco, ma dotato di un incontestabile fascino.

Utlima modifica: 29 Agosto, 2018



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