Better call Saul, quarta stagione: un episodio a settimana a partire dal 6 Agosto su Netflix

In questo caldo torrido del mese di agosto, senza pietà neppure quando si fa sera, ringraziamo Netflix che ci ha regalato la quarta stagione di Better call Saul, una serie amata da molti, tanti quanti sono gli appassionati di Breaking Bad

  • Anno: 2018
  • Durata: dieci episodi di 45 minuti
  • Genere: serie tv
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Vince Gilligan e Peter Gould
  • Data di uscita: 06-August-2018

In questo caldo torrido del mese di agosto, senza pietà neppure quando si fa sera, ringraziamo Netflix che ci ha regalato la quarta stagione di Better call Saul, una serie amata da molti, tanti quanti sono gli appassionati di Breaking Bad. L’anno scorso ne abbiamo apprezzato l’autonomia, nonostante di Breaking Bad sia appunto lo spin-off. Ora, dopo il terzo episodio, siamo coinvolti dagli indizi che collegheranno le due serie e che ci rendono complici della trasformazione del protagonista, Jimmy McGill (Bob Odenkirk), in Saul Goodman, personaggio secondario e stravagante di Breaking Bad.

Tutte e quattro le stagioni iniziano con un bianco e nero talmente netto da essere persino disturbante, per rendere il vuoto esistenziale di un terzo personaggio, anonimo pasticciere in Nebraska, ripreso nel silenzio di un lavoro solitario. Porta baffi e occhiali ed è difficilmente riconoscibile, ma è ancora lui, Jimmy-Saul, che vive sotto falsa identità, dopo i sessantadue episodi di Breaking Bad, la sua collusione con il protagonista Walter White (Bryan Cranston),  i loro misfatti e le loro furberie. Chissà cosa ne sarà di lui?! Chissà se lo scopriremo entro questa quarta stagione, se davvero presente passato e futuro si ricongiungeranno, o se dovremo aspettarne una quinta? Ma da come le situazioni stanno accelerando sembra proprio che tutto debba concludersi nei sette episodi che mancano.

Già all’inizio, Jimmy vive una situazione talmente dolorosa che non può non avere conseguenze sul suo carattere instabile, un evento che nella lotta interiore tra il bene e il male lo fa scivolare sempre più nell’illegalità, ora scelta con consapevolezza e senza tentennamenti, senza più timori. Perde quella parte del sé che lo tratteneva ancora un po’ sul confine e presto, già nel terzo episodio, liberato dai sensi di colpa, comincia a essere quella simpatica canaglia che conosciamo. Si può facilmente immaginare che perderà anche la relazione con Kim, la sua unica fonte di stabilità, assente in Breaking Bad.

Parallelamente alla sua graduale mutazione, che nel terzo episodio è quasi completata, il mercato della droga, con cui Walter White si troverà a collaborare, vede il glaciale e affascinante Gustavo Fring (Giancarlo Esposito) acquisire sempre più potere e assoldare Mike (Jonathan Banks), di cui ci viene raccontata anche la vita privata, visto il ruolo importante che avrà in Breaking Bad. Insieme, compaiono altri personaggi minori che si incontreranno tutti, poi, nella serie principale. Ma anche questa,  già nelle prime edizioni, non è da meno.

Si dipana il contesto in cui vedremo Saul difendere White, saltellare con naturalezza da una situazione disperata all’altra, dando senso allo slogan Better call Saul. E lo ricordiamo, come sarà, nelle sue improponibili mise, camicie e cravatte sgargianti, con la parlantina inarrestabile quando vuole convincere che sia meglio affidarsi a lui per risolvere tutti i problemi, soprattutto quelli più impossibili. In effetti, se White e il suo socio Jesse Pinkman non avessero avuto la sua protezione sarebbero affondati più e più volte. È senza scrupoli, Saul-Jimmy, ma piace così, soprattutto ora che lo abbiamo conosciuto meglio, che del suo cinismo si sanno non tanto le ragioni per giustificarlo, ma le origini, quelle sì. E si capiscono ancora meglio i rispecchiamenti tra lui e Walter White, due uomini fragili che a furia di fare i forti se ne sono convinti e hanno convinto a anche noi.

Better call Saul viene trasmesso settimanalmente dal 6 agosto.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi