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Stasera in Tv

Stasera in tv su Rai 5 alle 21,15 Il matrimonio di Lorna, il film dei fratelli Dardenne premiato per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes

Appoggiandosi alle interpretazioni di straordinaria aderenza di Arta Dobroshi e Jérémie Renier, i Dardenne disegnano un nuovo straziante conflitto etico. Più scritto dei precedenti lavori dei due registi (e premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes), Il matrimonio di Lorna trova un miracoloso equilibrio tra sapienza narrativa e moralità bressoniana dello sguardo

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  • Anno: 2008
  • Durata: 105'
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Belgio, Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania
  • Regia: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne

Stasera in tv su Rai 5 alle 21,15 Il matrimonio di Lorna (Le Silence de Lorna), un film del 2008 scritto e diretto da Jean-Pierre e Luc Dardenne, con Arta Dobroshi, Jérémie Rénier, Fabrizio Rongione, Alban Ukaj, Morgan Marinne, Olivier Gourmet. Il film è stato presentato in anteprima mondiale il 19 maggio 2008 al festival di Cannes 2008, dove è stato premiato per la miglior sceneggiatura. Il film è poi uscito al cinema in Belgio e in Francia il 27 agosto 2008, mentre la data d’uscita italiana è stata il 19 settembre 2008. L’idea per il film è arrivata ai Dardenne tramite una donna che hanno conosciuto prima della lavorazione di L’Enfant – Una storia d’amore. La donna, un’assistente sociale, aveva un fratello coinvolto in una situazione simile a quella di Claudy nel film. L’attrice principale è stata scelta attraverso degli annunci pubblicati dai registi che cercavano una donna fra i 25 e i 30 anni che parlasse albanese. Arta Dobroshi, kosovara di Pristina, è stata selezionata tra i provini di 300 attrici. Prima di fare il film non conosceva il francese, che ha imparato appositamente in circa due mesi. Jérémie Renier, invece, aveva già lavorato con i Dardenne in La Promesse (1996, era ancora un adolescente) e L’Enfant – Una storia d’amore (2005), nel quale interpretava il ruolo principale. Le prove per il film sono durate un mese e mezzo, le riprese tre. La traduzione del titolo originale è Il silenzio di Lorna.

Sinossi
Lorna è una giovane ragazza albanese che vive in Belgio e che pur di avere la cittadinanza e poter realizzare il suo piccolo sogno con il suo ragazzo, Sokul, accetta di sottostare a una macchinazione ordita da un poco di buono, Fabio: sposare un giovane tossicodipendente belga, Claudy. Fabio provvederà poi a uccidere Claudy simulando un’overdose e Lorna dovrà a quel punto sposare un mafioso russo, disposto a pagare molto bene per aver a sua volta la cittadinanza belga.

Premiato per la migliore sceneggiatura al festival di Cannes 2008, l’ennesima prova di talento e sensibilità dei fratelli Dardenne è un racconto morale sulla delicata questione degli immigrati clandestini, gente che lascia la propria terra natale, povera e altresì martoriata dalle guerre (in questo caso l’Albania), per rifugiarsi all’estero nel tentativo di riuscire a costruire quella vita che il proprio paese gli ha brutalmente negato. Con il loro cinema asciutto, essenziale, minimalista, giammai freddo e distante, i registi belgi costruiscono l’ennesimo racconto di anime dolenti, strutturandolo come fosse un thriller: scelta vincente, in quanto capace di coinvolgere sorprendentemente dall’inizio alla fine, riuscendo nell’intento di alleggerire la non facile fruizione della storia. La macchina da presa dei Dardenne, meno asfissiante che in passato (un lineare 35 mm, dopo le furiose traiettorie della macchina a mano), si concede aperture più centrate, meditative e ariose, arricchite con inusuali frammenti musicali (Beethoven, Deus). Ne guadagna certamente l’impianto stilistico, più maturo e autorevole, ne perde forse un poco la celebre potenza visiva, più diluita che in passato, salvo una strepitosa, ambigua sequenza di sesso e affetto consegnata direttamente a futura memoria cinefila. Il matrimonio di Lorna mostra la tragedia dell’esistenza surrogata, del matrimonio che non è tale, della mercificazione dei rapporti tra uomini e donne, in cui la posta in gioco è fatta di denaro e di atti burocratici, e pure incatena l’anima più di un sequestro di persona. Un film in cui sono messi in scena il cinismo, la crudeltà, ma anche la compassione, di quella che fa star male; una testarda, ostinata fiducia nella vita, il tenace attaccamento a essa che, da ingenerosa e feroce, può rivelarsi un immenso salvifico dono capace di colpire e scuotere nel profondo, trasformare radicalmente l’anima, anche quella più perduta. Tra i migliori esponenti del cinema europeo contemporaneo, gli acclamati Luc e Jean-Pierre Dardenne affrontano tematiche sociali di bruciante attualità abbracciando un’ottica intimistica, quella cioè del narrare, per immagini crude eppur intrise di poesia, storie private altamente rappresentative di quella determinata realtà che si sono proposti d’indagare. Appoggiandosi alle interpretazioni di straordinaria aderenza di Arta Dobroshi e del sempre più bravo Jérémie Renier, i due registi disegnano un nuovo straziante conflitto morale e non mancano di trovare una forte tensione anche narrativa. Più scritto dei precedenti lavori dei due registi (e infatti premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes), Il matrimonio di Lorna trova un miracoloso equilibrio tra sapienza narrativa e moralità bressoniana dello sguardo.