Mary Shelley – Un amore immortale, una storia dotata di una forza vertiginosa, grazie anche alla strabiliante performance di Elle Fanning

Grazie anche alla strabiliante performance di una Elle Fanning in stato di grazia, Mary Shelley – Un amore immortale si rivela subito un’opera incredibilmente audace e sfrontata

  • Anno: 2017
  • Durata: 120'
  • Distribuzione: Notorious Pictures
  • Genere: Biografico, Drammatico
  • Nazionalita: USA, Gran Bretagna, Lussemburgo
  • Regia: Haifaa Al Mansour
  • Data di uscita: 29-August-2018

Mary Wollstonecraft Godwin è stata una delle donne più intelligenti e acculturate dell’Inghilterra vittoriana. Figlia di due rinomati artisti del posto, la ragazza cresce con il peso di essere la pietra dello scandalo di una madre troppo dedita alle passioni sfrenate e ai sentimenti voraci. In un ambiente in cui i matrimoni combinati sono all’ordine del giorno, Mary rifiuta categoricamente sottomissioni di ogni sorta e segue le orme della figura materna, anteponendo un amore illegittimo al suo spiccato senso del dovere. Fugge in piena notte con un giovane poeta ribelle e scapestrato, Pierce Shelley, che la esporrà alla vergogna e al ridicolo, ma la condurrà anche a scoprire i meandri più oscuri e dissoluti della sua anima. Dopo aver perso la sua casa, la sua famiglia e una figlia amorevole, Mary sprofonda nella depressione assoluta e si avvicina lentamente al mondo dell’occulto e degli esperimenti galvanisti che esplorano la vita dopo la morte. Proprio a causa della convinzione che l’uomo possa riuscire a conferire la vita a un corpo morto tramite stimolazione muscolare, la giovane donna comincia a immaginare quanto sarebbe diverso il mondo se gli uomini non fossero costretti a separarsi dalle persone che amano di più. Avendo sperimentato sulla propria pelle il dolore, la sofferenza, la solitudine e lo sconforto, sfoga tutta la sua rabbia su un vecchio taccuino in cui trasforma i suoi fantasmi interiori in demoni dotati di anima e corpo. Un po’ per scommessa, un po’ per terapia d’urto, crea Frankenstein o il moderno Prometeo, capolavoro indiscusso della letteratura gotica. Nessun editore, però, accetta di pubblicare un volume così anticonformista come quello della Godwin, se la sua realizzazione è associata a una donna. Inizialmente uscita in forma anonima grazie all’introduzione scritta da Pierce Shelley, l’opera ha un successo immediato ma, solo dopo diversi anni, sarà ufficialmente riconosciuta come la controversa creazione di Mary Shelley.

La biografia della scrittrice non presenta nulla di eccezionale in sé: è la vita di una delle tante donne del’700 moralmente costretta a mettere a tacere la propria individualità per assecondare modelli di comportamento prestabiliti. Sin dalla tenera infanzia, però, Mary mostra uno spiccato talento artistico, cibandosi segretamente di eccitanti storie di fantasmi, che portano la sua immaginazione a trovare un rifugio sicuro per la sua anima insofferente.

Decidendo di realizzare un biopic sulla scrittrice, il regista Haifaa Al Mansour (autore de La bicicletta verde) incarica la sceneggiatrice Emma Jensen di dotare la storia di una forza vertiginosa. Grazie anche alla strabiliante performance di una Elle Fanning in stato di grazia, Mary Shelley – Un amore immortale si rivela subito un’opera incredibilmente audace e sfrontata, che privilegia la spasmodica ricerca della propria voce interiore, senza citazioni né congetture, rispetto alla quiete assordante di un’esistenza come tante. Così facendo, infatti, la pellicola svela che il vero padre della creatura non è il dottor Frankenstein né la scrittrice. Il creatore del mostro è ogni essere umano che abbia raggiunto il fondo e abbia sublimemente accettato la disperazione trovando in essa l’oblio.

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