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Ischia Film Festival 2018: The Greenaway Alphabet di Saskia Boddeke

Un vivace e originale film-dizionario sull'universo del regista Peter Greenaway, che ha ricevuto il premio alla carriera alla 16ma edizione dell'Ischia Film Festival

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Chissà se Saskia Boddeke ha letto i Sillabari di Goffredo Parise, in cui l’autore italiano dispose in ordine alfabetico una serie di racconti dedicati ai sentimenti umani, prima di girare il suo personalissimo abbecedario coinvolgendo le due persone a lei più care, ovvero suo marito Peter Greenaway, regista di fama internazionale, e la loro figlia Pip.
Nota soprattutto come artista multimediale, la regista olandese ha presentato The Greenaway Alphabet alla 16ma edizione dell’Ischia Film Festival e quando Boris Sollazzo, condirettore artistico della manifestazione che si svolge tra le suggestive mura del Castello Aragonese, le ha chiesto se questo lavoro può definirsi un atto d’amore lei si è emozionata e ha risposto che era sua intenzione donare alla figlia adolescente e fisiologicamente “ribelle” una testimonianza del sentimento che unisce ogni componente della famiglia all’altro.
Il frizzante e originale film-dizionario comincia con la A di Amsterdam, città nella quale Peter Greenaway spiega di essere felicemente approdato dopo aver vissuto 32 anni in Gran Bretagna. Ma Pip non è soddisfatta e con un vivace affondo propone al padre di aggiungere la A di Autistico, richiamandosi ad alcune caratteristiche della personalità del genitore. E’ solo l’inizio di una schermaglia giocosa con cui la moglie (quasi sempre dietro la telecamera) e la figlia (in campo accanto a lui) cercano di penetrare nel mondo misterioso del regista. Da parte sua, lui non si sottrae alle provocazioni, ammette il proprio “lato oscuro” ma soprattutto tenta sempre di andare oltre: se per esempio Pip rivela che Greenaway non ha amici, questi sottolinea che non ha nemici. Quando viene toccato il delicato argomento dei figli avuti con la ex moglie, che il regista non vede e non sente da molti anni, questi comprende che Pip può aver paura di essere abbandonata a sua volta e la rassicura che una cosa del genere non accadrà mai più.
Non solo Saskia Boddeke ha centrato il suo obbiettivo, ma cercando di eliminare qualsiasi filtro e lavorando sui sentimenti ha realizzato un affresco particolare che trascende il proprio nucleo familiare e racconta universalmente aspirazioni e paure in cui ogni spettatore può identificarsi. La location più sorprendente è l’interno della Oude Kerk di Amsterdam, antica Chiesa in cui è sepolta la moglie del pittore Rembrandt che si chiamava anche lei Saskia: Peter e Pip Greenaway dialogano stesi sul pavimento, ai due lati della pietra tombale grigia che campeggia tra loro con l’iscrizione funebre.
Al termine della proiezione del film, che si è svolta tra le magnifiche rovine della Cattedrale dell’Assunta, è comparso Peter Greenaway in persona, che ha ricevuto da Michelangelo Messina, direttore e fondatore dell’Ischia Film Festival, il premio alla carriera.

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  • Anno: 2017
  • Durata: 68'
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Olanda
  • Regia: Saskia Boddeke