Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 Papillon, l’indimenticabile film di Franklin J. Schaffner con Steve McQueen e Dustin Hoffman

Papillon non è solo il racconto di una rocambolesca fuga da un'infernale prigione. È, soprattutto, la storia di quel filo esilissimo, ma resistente, fatto di ricordi e speranze, di orgoglio e coerenza, che consente all’uomo di rimanere tale anche nelle condizioni più terribili ed estreme

  • Anno: 1973
  • Durata: 150'
  • Genere: Avventura, Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Franklin J. Schaffner

Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 Papillon, un film del 1973 diretto da Franklin J. Schaffner, con Steve McQueen e Dustin Hoffman. Il film è basato sul romanzo omonimo di Henri Charrière. Il film è stato girato in Giamaica e i carcerati presenti nella scena della decapitazione del condannato sono in realtà dei giamaicani di origine tedesca. Nel 2017 è stato realizzato un remake intitolato sempre Papillon, diretto da Michael Noer ed interpretato da Charlie Hunnam e Rami Malek. Il film conobbe un tale successo che ad esso si ispirò, qualche tempo dopo, un film-parodia, Farfallon (1974), interpretato da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, per la regia di Riccardo Pazzaglia.

Sinossi
Papillon è condannato per omicidio e recluso nel carcere dell’Isola del Diavolo, nella Guiana. Diventa amico di Dega, un falsario relegato con lui in una giungla paludosa. Qui le condizioni di vita sono così insostenibili, che Papillon tenta di fuggire, ma viene riacciuffato. Riesce a rimanere in vita solo grazie a Dega, e tenta di fuggire di nuovo, insieme all’amico e a un altro compagno. Papillon viene nuovamente catturato, in Venezuela. Riportato all’Isola del Diavolo, diventato un relitto umano, vi ritrova Dega in preda alla follia. Ma l’ansia di libertà è più forte.

La storia di Henry Charrière detto Papillon per la farfalla che ha tatuata sul petto è messa in scena con grande efficacia da un maestro del cinema di ampio respiro come Franklyn J. Schaffner servito al meglio dal romanzo autobiografico del protagonista della storia che trova in Steve McQueen un interprete a dir poco strepitoso, alla sua ultima prova significativa, prima dell’inesorabile declino professionale dovuto in gran parte al cancro che lo divorò nell’arco di pochi anni. La matrice letteraria sulla quale si sviluppa la storia fu ampiamente criticata perché molti considerano le disavventure di Charrière non esattamente personali, nel senso che molti degli episodi da lui narrati sono da attribuire ad altri carcerati, ma il film non ne risente affatto. Papillon è uno splendido, intenso dramma carcerario dall’ampio respiro epico. Messa in scena grandiosa e straordinariamente suggestiva, di certo non fine a se stessa, quanto piuttosto posta al servizio d’una costruzione drammaturgica vibrante e controllata come poche, efficacemente volta, più che a delineare archetipi psicologi(sti)ci nei personaggi od a creare facili meccanismi identificatori, a una descrizione potentissima, cruenta e ‘verista’ del titanico slancio dell’uomo verso un’idea di Libertà. Libertà non solo dalle catene ferrose e tangibili che stringono le caviglie, ma pure da quelle – non meno castranti – della resa mentale e del disarmo intellettivo. Papillon è un moderno Prometeo che, ben lungi dal volerlo rubare, cerca riparo dall’ustionante fuoco degli Dei. Papillon non è solo il racconto di una rocambolesca fuga da una infernale prigione in capo al mondo. È, soprattutto, la storia di quel filo esilissimo, ma resistente, fatto di ricordi e speranze, di orgoglio e coerenza, che consente all’uomo di rimanere tale anche nelle condizioni più terribili ed estreme; è l’avventura del “nonostante tutto” che si consuma ai margini della civiltà, in tutti i luoghi dimenticati in cui la dignità è costretta a fare pugni con la miseria ed il degrado. Un McQueen da brividi e un Hoffman ispiratissimo completano l’opera. Siamo dalle parti del capolavoro.

Utlima modifica: 8 Luglio, 2018



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