Stasera in tv alle 21,25 su Nove La promessa, un film di Sean Penn con Jack Nicholson

La promessa, film che Sean Penn ha tratto dal libro di Dürrenmatt, è una di quelle opere "sotterranee" alle quali il cinema, purtroppo, ci ha ormai disabituati. Straordinario Nicholson, pervaso da una disperazione lacerante e dolorosa

  • Anno: 2001
  • Durata: 123'
  • Genere: Poliziesco
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Sean Penn

Stasera in tv alle 21,25 su Nove La promessa (The Pledge), un film del 2001 diretto da Sean Penn, con Jack Nicholson. Tratto dall’omonimo romanzo di Friedrich Dürrenmatt, è stato presentato in concorso al 54º Festival di Cannes. A differenza del romanzo, ambientato nella Svizzera degli anni cinquanta, la pellicola è ambientata in una provincia americana ai giorni nostri, fra le montagne del Nevada. Con Mickey Rourke, Sam Shepard, Vanessa Redgrave, Helen Mirren, Benicio Del Toro.

Sinossi
Jerry Black sta per lasciare la polizia criminale del Nevada per raggiunti limiti di età. I colleghi gli hanno preparato una festa d’addio, con un viaggio in Messico come regalo: ma quando viene a sapere che due agenti della sua sezione si stanno occupando dello stupro e dell’omicidio di una bambina, decide di continuare a indagare.

“La nostra ragione rischiara il mondo non più dello stretto necessario. Nel bagliore incerto che regna ai suoi confini si insedia tutto ciò che è paradossale.” (Friedrich Dürrenmatt, La promessa – Un requiem per il romanzo giallo, 1958)

Lavoro solidissimo dal punto di vista dell’intreccio e della sceneggiatura (scritta da Jerzy e Mary Kromolovski), che all’epoca erano ancora immuni dalla narrazione modello “rompicapo” affermatasi più recentemente, La promessa onora una certa nobile classicità espositiva, mantenendosi alla larga da mosse d’effetto e aprendosi la strada nel racconto giallo col passo secco e teso di certi polizieschi anni ’70 (perfetto, a questo proposito, il sapore vintage delle riprese negli open space del dipartimento di polizia). Forte dell’interpretazione misurata di Jack Nicholson (doppiato in italiano da Giancarlo Giannini) e al riparo da dispersioni enigmistiche, la pellicola avanza liberando la sua forza drammatica con inquadrature asimmetriche e scene che contemplano anche l’elemento naturale in funzione straniante e simbolica (ne è esempio notevole l’annuncio dell’omicidio ai genitori della piccola vittima, un campo medio in cui non si sentono i dialoghi ma solo il rumore assordante dell’enorme allevamento di tacchini, a contrasto coi primi piani sullo sguardo fisso e meccanico degli animali destinati al macello). Alla sua terza regia Sean Penn domina perfettamente anche l’urgenza del racconto senza rimanerne assoggettato, soffermandosi su dettagli d’ambiente che approfondiscono lo spessore della storia, restituendo una certa dimensione della provincia americana, divisa tra semplicità di vita e ricorrenti simbologie religiose, tipiche dei sermoni evangelici. Con il senno di poi, ovvero dopo aver conosciuto anche la sua opera successiva Into the wild del 2007, non si può non riconoscere embrionalmente in questa precedente lo stesso gusto per un personalissimo, e già molto efficace, effetto di comunione tra ambiente naturale, uomo e musica, dove nessuno dei tre elementi domina sull’altro, bensì tutti coesistono come termini convergenti e partecipi di un creato suggestivo, anche se inquieto e imponderabile (altra doverosa nota di merito va alla colonna sonora di Hans Zimmer e Klaus Badelt, un commento musicale fortemente evocativo che pare connaturato con le immagini stesse).

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Utlima modifica: 11 Giugno, 2018



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