Stasera in tv su Spike (canale 49) alle 21 Un mondo perfetto di Clint Eastwood, uno struggente racconto di affetti

Clint Eastwood imbastisce una critica feroce e sarcastica della società americana attraverso un mix perfetto di ironia e dramma, riflessione acuta e divertissement

  • Anno: 1993
  • Durata: 135'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Clint Eastwood

Stasera in tv su Spike (canale 49) alle 21 Un mondo perfetto (A Perfect World), un film statunitense del 1993 diretto da Clint Eastwood, con Kevin Costner, Clint Eastwood, Laura Dern, T.J. Lowther, Keith Szarabajka, Leo Burmester.

Sinossi
Siamo dalle parti di Dallas, nel novembre del 1963. Butch Haynes evade di prigione con un compagno violento che finisce col dover uccidere. Le circostanze lo “costringono” a prendere come ostaggio il piccolo Philip. Mentre fra l’uomo e il bambino si instaura un rapporto amichevole, la caccia all’evaso è guidata dal ranger Red Garnett, un onest’uomo, cosa che non si può dire di tutti coloro che collaborano con lui. In questo “mondo perfetto” si può assassinare un presidente e una caccia all’uomo può risolversi in un omicidio legalizzato.

“No, non sono un brav’uomo. Ma non sono neanche il peggiore. Appartengo ad un altro Mondo!”. Ecco, forse in questa frase è racchiuso tutto il senso di quest’operazione sociologica firmata da Clint Eastwood, vero trattato di psicologia cinematografica apripista dell’Enciclopedia della Comunicazione del Novecento firmata dal regista negli ultimi vent’anni, che in seguito parlerà di riscatto, pedofilia, disagi minorili, eutanasia, etc. Stavolta sceglie i primi anni ’60 dell’omicidio Kennedy (ma il film è ambientato circa tre settimane prima che succeda ciò), delle dittature comuniste, della Guerra Fredda, delle riflessioni filosofiche e ambiguamente fasciste del romanzo A clockwork orange di Burgess e del film Mondo Cane (il mondo è dominato dalla violenza e tutto ciò che gira attorno ad essa, in sintonia con l’ideologia del romanzo di Burgess).

Dietro gli stilemi classici del detenuto in fuga inseguito da mezza polizia Eastwood imbastisce una critica feroce e sarcastica della società americana attraverso un mix perfetto di ironia e dramma, riflessione acuta e divertissement. Un’analisi nascosta, come sempre nei suoi film, dietro i piccoli dettagli, i brevi scambi di battute, i fugaci personaggi che si avvicendano all’interno della narrazione. Dal governatore all’anonima cassiera, dal detenuto al poliziotto tutti hanno la loro parte nella decostruzione dell’utopistico sogno americano, persino i ruoli normalmente positivi, come una madre abbandonata dal marito o l’uomo di colore sotto padrone. Non importa se in questo ci sia slealtà o assoluta buona fede; ancora una volta, per parafrasare un altro grande film, “se cercate il colpevole non c’è che da guardarsi allo specchio”. Un mondo perfetto è la prova che il buon Eastwood è tutt’altro che un semplice repubblicano.

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Utlima modifica: 18 Maggio, 2018



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