71 Festival di Cannes: Girl di Lukas Dhont, un film profondo, intimista e dal valore sociale al tempo stesso (Un Certain Regard)

La sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes propone sempre delle sorprese e delle opere prime originali: uno dei film rivelazione della selezione 2018 è senza dubbio l’opera prima del ventiseienne regista Lukas Dhont

  • Anno: 2018
  • Durata: 100'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Belgio
  • Regia: Lukas Dhont

La sezione Un Certain Regard propone sempre delle sorprese e delle opere prime originali: uno dei film rivelazione della selezione 2018 è senza dubbio l’opera prima del ventiseienne regista Lukas Dhont (non si può non fare un paragone con un altro énfant prodige, Xavier Dolan), che costruisce un film profondo, intimista e dal valore sociale al tempo stesso, raccontando la storia di Lara, un’adolescente transgender che studia per diventare ballerina professionista, ‘costretta’ in un corpo di ragazzo dai lineamenti delicati ed angelici. Il film è stato accolto con una vera ovazione dalla stampa festivaliera, ed è questo un trattamento riservato a pochi.

Lara è nata Victor, ma da tempo la famiglia – formata dal padre e da un fratellino di sei anni, della mamma non si dà notizia nel film – ha accettato la sua condizione, anzi il padre tassista di aperte vedute, accompagna e sostiene la ragazza nella sua decisione di operarsi per avere un pieno status fisico femminile e di cominciare, sotto osservazione medica, una cura ormonale preparatoria.

Celando le proprie torture interiori, le allusioni e le curiosità dei compagni di corso e le prime pulsioni sessuali dietro a un sorriso e ad un’apparenza sempre affabile e disponibili, Lara nasconde una volontà di ferro, tanto nel superare le difficoltà dell’essere ballerina in un corpo maschile (i suoi piedi troppo lunghi si coprono di sangue durante l’estenuante training cui vengono sottoposti gli allievi, e dello scotch ben tirato fascia i genitali per nasconderli, provocando dolore e irritazioni nel toglierlo), quanto nel perseguire il suo principale obiettivo, quello di diventare donna a tutti gli effetti, eliminando quanto prima il fastidioso membro che le impedisce di proporsi ai ragazzi che le piacciono, fino alla parossistica quanto drammatica scena finale del tentativo di autocastrazione. Sfinita e indebolita dal trambusto puberale, dalle massacranti prove psico-fisiche e dai doveri delle apparenze, Lara avrà un crollo emotivo – finalmente verrebbe da aggiungere – dal quale uscirà più adulta, consapevole e pronta per una nuova vita.

Il film, che concorre per la Caméra d’Or, è illuminato da una luce dorata, che riflette le gioie e i dolori attraverso il volto della ragazza e si rispecchia sui chiaro scuri del quotidiano, sulle attese adolescenziali, sui primi piani di Lara mentre affronta la vita e la complessità delle sue relazioni con i coetanei, alla cui compagnia aspira con grande naturalezza anche quando la deludono.

Girl potrebbe a buon diritto aspirare a più premi, fra cui la Queer Palm, dedicata al miglior lungometraggio sui temi LGBT.

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Utlima modifica: 14 Maggio, 2018



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