CinemaSpagna 2018: Contratiempo di Oriol Paulo

In vetrina al festival del cinema spagnolo un thriller algido, quasi glaciale, dai meccanismi interni praticamente perfetti

  • Anno: 2016
  • Durata: 104'
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: Spagna
  • Regia: Oriol Paulo

Se qualcosa si può rimproverare al lungometraggio diretto da Oriol Paulo, già premiato come Miglior Film al Portland Film Festival 2017 e ora in vetrina a CinemaSpagna 2018, è proprio la sua perfezione. Paradossalmente. Poiché l’assoluta precisione degli incastri narrativi rischia in un certo senso di farlo apparire algido, un po’ artefatto, eccessivamente costruito. Ma ben vengano “contrattempi” del genere, se sono funzionali alla visione di un thriller che d’altro canto tiene alta la tensione dall’inizio alla fine, imponendo un continuo ribaltamento dei punti di vista destinato a modificare in corsa, più volte, la percezione dell’accaduto da parte del pubblico.

Divertendoci a nostra volta con l’interpretazione degli impulsi creativi che hanno portato alla realizzazione di Contratiempo (2016), potremmo persino dire che l’impalcatura del film beneficia di un frazionamento dei segmenti temporali alla Nolan, da cui deriva un alternarsi di possibili verità che guarda tanto all’etica di Rashômon del grande Akira Kurosawa che alle morbose piste gialle di David Fincher. Da rapportare tutto a quella millimetrica costruzione a flashback generata, però, dall’intenso, serrato confronto verbale tra il principale sospettato di un omicidio, un rampante uomo d’affari, e la donna incaricata della sua difesa, avvocato di fama capace sin dall’inizio di far emergere i dettagli ancora in ombra di un caso apparentemente già segnato, ma destinato in realtà a rivelare retroscena insospettabili.

L’incontro tra il giovane indagato e l’esperta, vigile, abile, incalzante regina delle udienze avviene nella lussuosa stanza in cui l’uomo, fuori sotto cauzione, si è volontariamente segregato, dando vita così a una sorta di kammerspiel in versione legal movie, che strada facendo si fa sempre più avvincente. Ed è in tale cornice che comincia a dipanarsi, attraverso i ricordi del protagonista e il simultaneo tentativo della donna di far luce sui tanti aspetti oscuri della vicenda, una ricostruzione degli eventi destinata a cambiare segno tutte le volte in cui la versione dell’ambiguo e reticente assistito viene messa in crisi.

Tuttavia i colpi di scena a raffica non ottengono solamente il risultato di sorprendere lo spettatore, facendogli osservare il macabro incidente da cui ha avuto origine il caso da un’ottica sempre diversa, ma si portano dietro un carico di implicazioni morali tutt’altro che trascurabile; il che assicura a Contratiempo, film apparentemente freddo e teso a stupire con un profluvio di rivelazioni inattese, lo status di un thriller indubbiamente serrato, elegante, il cui spessore però risulta amplificato man mano che ci si avvicina alla conclusione.

Utlima modifica: 7 Maggio, 2018



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