Stasera in tv su Paramount Channel alle 21,10 Zodiac, il film di David Fincher sul serial killer che terrorizzò la California tra gli anni ’60 e ’70

David Fincher, a cinque anni di distanza dal suo precedente lavoro - il non eccelso ma intrigante Panic Room - dirige un solido poliziesco, un'opera spiazzante che acquista valore ad ogni ulteriore visione

  • Anno: 2007
  • Durata: 158'
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: David Fincher

Stasera in tv su Paramount Channel alle 21,10 Zodiac, un film thriller del 2007 diretto da David Fincher. La sceneggiatura della pellicola è basata sui libri di Robert Graysmith dedicati al serial killer statunitense denominato Killer dello Zodiaco, che negli anni sessanta e settanta sconvolse la città di San Francisco (California). Il film è stato presentato in concorso al 60º Festival di Cannes, tenutosi tra il 16 maggio e il 27 maggio 2007. Fincher ha girato materiale sufficiente per due film, e il primo montaggio superava le tre ore, poi ridotte a due e mezza. Con Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo, Robert Downey jr., Anthony Edwards, Brian Cox, Chloë Sevigny, Elias Koteas.

Sinossi
San Francisco, 1969: un serial killer uccide sette persone e sfida la polizia con lettere e messaggi criptici. Gli ispettori David Toschi e William Armstrong conducono le indagini, ma anche la stampa inizia a interessarsi al caso: in particolare i giornalisti Paul Avery e Robert Graysmith, che a poco a poco ne diventano ossessionati.

Zodiac è la raggelante e documentatissima cronistoria delle estenuanti ma vane ricerche del killer seriale che imperversò a San Francisco con efferati delitti a partire dal 1969 ma che, al momento in cui uscì il film e a tutt’oggi, non si ha la certezza di chi sia. David Fincher, a cinque anni di distanza dal suo precedente lavoro – il non eccelso ma intrigante Panic Room – dirige un solido poliziesco che fa tornare alla mente l’altrettanto pregevole Seven poiché, come in quel caso, preferisce concentrare l’attenzione più sull’aspetto investigativo che su quello criminoso vero e proprio e, pertanto, sui personaggi che conducono, di volta in volta, le indagini anzichè sui delitti, che occupano una parte importante della narrazione, ma marginale dal punto di vista del minutaggio all’interno del film. Ne esce così un’opera sconvolgente per il fatto che, contrariamente alla maggior parte di film che trattano una tematica simile, tutto rimane nell’incertezza, circostanza assai inquietante, ma purtroppo attinente alla realtà, se solo si fa mente locale sui tanti omicidi rimasti insoluti anche nella cronaca di casa nostra. Si assiste così a lunghe sequenze imperniate su una miriade di elenchi con nomi da spulciare, redazioni di giornali tempestate da lettere del presunto killer, luoghi e scene del crimine dai quali i vari investigatori cercano di trarre un indizio per risalire all’ipotetico assassino, ma quando la meta sembra vicina, tutto pare ricominciare daccapo.

Il film alterna tre protagonisti che si susseguono nella spasmodica ricerca: il giornalista con il vizio della bottiglia Paul Avery (Robert Downey Jr.), il detective Dave Toschi (Mark Ruffalo) e il vignettista Robert Graysmith (Jake Gyllenhall), le cui vite non saranno più le stesse dopo aver avuto a che fare con lo spinoso caso. Gli atti criminosi, come già detto, occupano poco spazio nel narrato e Fincher opta per scene brusche e veloci, in cui l’omicida o è inquadrato a volto coperto o di schiena o per mezzo di un dettaglio. Due le citazioni cinematografiche: il detective Toschi e il vignettista Graysmith si incontrano all’uscita di un cinema che proietta Dirty Harry e uno dice all’altro: ”Ci hanno già fatto un film”; durante le indagini viene citato più di una volta La pericolosa partita (ma erroneamente doppiato La preda più pericolosa, che in effetti è la traduzione in italiano del titolo del racconto da cui è tratto il film) ossia The Most Dangerous Game di Irving Pichel e E.B. Schoedsack, film girato in contemporanea con il ben più celebre ‘King Kong’, opera a sfondo sadico che pare abbia ispirato il killer dello zodiaco.

Zodiac è un’opera spiazzante che acquista valore ad ogni ulteriore visione, in quanto consente di cogliere i numerosi collegamenti tra la montagna di fatti, atti e persone coinvolte.

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