Un sacchetto di biglie di Christian Duguay: un racconto pascoliano sull’importanza dei legami familiari e sull’amore

Un sacchetto di biglie di Christian Duguay si rivela ben presto un racconto pascoliano sull’importanza dei legami familiari e sull’amore che, inesorabilmente, unisce in modo indissolubile tutti i membri di un nucleo. Nonostante tutto. Per l’eternità

  • Anno: 2017
  • Durata: 110'
  • Distribuzione: Notorious Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Christian Duguay
  • Data di uscita: 18-January-2018

Una voce fuoricampo ribadisce più volte che “la felicità è una chimera che svanisce molto più in fretta della tristezza”. Piccoli attimi di gioia rubati a una vita crudele e spietata sono tutto ciò che serve al piccolo Joseph Joffo per accettare la piega inesorabile che la sua vita ha acquisito. Una biglia colorata che percorre velocemente una stretta strada cittadina preannuncia dunque il suo destino: scappare, nascondersi, cambiare identità e sopravvivere senza la guida dei suoi genitori. Il bambino, infatti, appartiene a una famiglia di ebrei come tante altre, una di quelle che durante le persecuzioni naziste in Francia furono obbligate a rinnegare il proprio credo per poter restare in vita. Christian Duguay, autore di Belle & Sebastian – L’avventura continua, decide di portare sul grande schermo la vera storia di Joseph Joffo raccolta nel volume Un sacchetto di biglie, già trasposta nel 1975 da Jacques Doillon.

Attuando lo stesso procedimento de Il bambino con il pigiama a righe, Duguay sposa il punto di vista del protagonista, seguendo passo passo le gesta del piccolo Joseph (interpretato dal bravissimo Dorian Le Clech) e accompagnandolo nella sua crescita forzata, immediata, necessaria. Per cercare quindi di non urtare troppo la sua sensibilità di bambino, recide completamente la violenza da tutte le inquadrature, relegandola, così, al solo fuoricampo uditivo. La sua infanzia idilliaca, infatti, viene interrotta principalmente dalle grida, dagli spari, dalle corse frenetiche nei boschi in cerca di solidarietà e comprensione. Malgrado la paura di perdere la vita, il ragazzino riesce a colpire il cuore di molti viandanti sconosciuti che si trovano coinvolti nella sua fuga disperata e che cercano, come meglio possono, di aiutarlo. Sebbene risulti impossibile attenuarne l’amara presa di coscienza degli orrori della guerra, uno sguardo benevolo è sempre pronto a risollevarne il morale e a riportare a galla ricordi piacevoli e volti amici. Accompagnato nella sua avventura dal fratello maggiore Maurice (Batyste Fleurial Palmieri), Joseph persegue l’ideale di una vita migliore, all’insegna del ritorno alle origini, della salvaguardia della sua famiglia e, quindi, della riconquista del suo nido familiare.

E proprio Giovanni Pascoli sembra, dunque, la fonte di ispirazione primaria di Un sacchetto di biglie, che si rivela ben presto un racconto pascoliano sull’importanza dei legami familiari e sull’amore che, inesorabilmente, unisce in modo indissolubile tutti i membri del nucleo. Nonostante tutto. Per l’eternità.

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