Tag Archive | "Regia: Carlo Verdone"

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Troppo forte (dvd)

Posted on 28 giugno 2010 by Giorgiana Sabatini

TroppoForte

A capo di una banda di borgatari romani in sella alle loro inseparabili motociclette, il vociante ma in realtà semplice e mite giovanottone Oscar Pettinari (Carlo Verdone), deciso a farsi un nome nel mondo del cinema, viene scartato durante un provino per un film americano a Cinecittà, dove incontra il Conte Giangiacomo  Pigna Corelli in Selci (Alberto Sordi), avvocato che lo convince a gettarsi proprio con la rombante due-ruote contro la Rolls Royce del produttore (John Steiner), per incastrarlo. Il destino, però, vuole che a guidare l’automobile sia in quel momento la giovane e bella attrice Nancy (Stella Hall), protagonista del film e amante dell’uomo che, proprio a causa dell’incidente, finisce per perdere la parte e per essere ospitata da Oscar in casa sua.
Diretto ed interpretato da Verdone in mezzo a I due carabinieri (1984) e Io e mia sorella (1987), Troppo forte, rientrante – insieme a Viaggi di nozze e Gallo cedrone – tra le pellicole in cui il grande comico romano s’impegna a portare sullo schermo i grotteschi modi di fare dei coatti della città eterna, pone al suo centro la visione di questi ultimi nei confronti di quello che venne definito machismo reaganiano, rappresentato negli anni Ottanta dai lungometraggi interpretati da Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone e simili.
Non a caso, su una parete di casa di Oscar, che apre il film tramite la memorabile sequenza dell’”amplesso con flipper”, a comparire è proprio un manifesto di Rambo con il suo volto sostituito a quello di Stallone; mentre, al di là dell’immancabile Mario Brega, ad incarnare la romanità provvedono volti noti del nostro cinema di genere dell’epoca, da Quinto Gambi, controfigura di Tomas Milian, al Bruno Bilotta (non accreditato) il cui lungo curriculum spazia da I predatori dell’anno Omega (1983) di David Worth a Cacao (2010) di Luca Rea.
Ed è Sergio Leone (qui anche produttore esecutivo) a firmare insieme allo stesso Verdone, Rodolfo Sonego e Sordi, magistrale nei panni del viscido avvocato, lo script di questa gradevole favola che non rientra né tra i migliori, né tra i peggiori titoli sfornati dall’autore di Compagni di scuola (1988).
Favola che, caratterizzata da un tragico colpo di coda tipicamente verdoniano, viene lanciata in dvd da Medusa Home Entertainment con interessante intervista al regista-protagonista quale contenuto extra.

Francesco Lomuscio

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Io, loro e Lara

Posted on 12 gennaio 2010 by Ireneo Alessi

carlo-verdone-anna-bonaiuto-io-loro-e-lara

Io, loro e Lara, film corale firmato da uno dei comici italiani feticcio – Carlo Verdone – , segna un passo definitivo verso la consacrazione di commediografo nella carriera trentennale del regista e attore romano. Nata con l’intenzione di raccontare la storia di “un uomo perbene” – commenta il cineasta – la pellicola ha come snodo principale la crisi spirituale di un prete missionario in Africa: Don Carlo Mascolo, interpretato da un Verdone che questa volta, a differenza che in passato, va a esplorare nel personaggio le corde di una religiosità vera, sentita, e non caricaturale e grottesca come in Un sacco bello. I dubbi sulla fede e le difficoltà di una missione piena di ostacoli da superare spingono Don Carlo a consultare i suoi superiori, che gli consiglieranno una pausa laica per ritrovare se stesso.

Tornato a Roma, il missionario si rincontra con una famiglia allo sbando che non riconosce più, presa dai problemi quotidiani e del tutto sorda al bisogno di ascolto di Don Carlo, che anzi – di fronte a un panorama deprimente – comincerà a sentire la mancanza della sua Africa: il padre vedovo (Sergio Fiorentini), che non vede da dieci anni, ha sposato la badante moldava invisa alla famiglia e con lei sta vivendo una nuova vita, la sorella Beatrice (Anna Bonaiuto), psicanalista, alle prese con una figlia “emo” di cui sospetta la possibile omosessualità, e il fratello Luigi (uno strepitoso Marco Giallini), consulente finanziario inaffidabile e cocainomane. Ma il vero occhio del ciclone nel vortice di una famiglia nel caos è la figlia della nuova moglie del padre, Lara (la bella Laura Chiatti), ragazza enigmatica dalle mille sfaccettature che Carlo e i suoi fratelli stentano a capire e che temono voglia accaparrarsi l’appartamento di famiglia. Spinto dal suo slancio verso il prossimo, Don Carlo ignorerà la richiesta di Luigi e Beatrice di spiare la ragazza per incastrarla in tribunale, ma – senza volerlo – colpito e turbato dal fascino di Lara, sarà trascinato nella sua vita sfrenata e scoprirà il segreto che la costringe a una doppia vita.

In “Io, loro e Lara”, la superproduzione da 650 copie della Warner Bros dedicata al padre Mario, Verdone garantisce al suo pubblico picchi di risate a crepapelle, creando però uno spartiacque rispetto al passato: qui è presente il messaggio non falsamente morale e sincero di un religioso rappresentato come persona ‘normale’, lontano dalla logiche di potere della Chiesa, vicino alla gente e ai suoi problemi, disposto al sacrificio per aiutare gli altri. Piace vedere questo Carlo Verdone che non cessa di analizzare i tipi sociali sempre restando al passo con i tempi, ma con maturità e comicità rinnovate e mai banali.

Ilaria Mariotti

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