Tag Archive | "Recensione di Michele Traversa"

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La morte mi fa ridere, la vita no

Posted on 03 marzo 2010 by Luca Biscontini

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“Esiste”, perché, sebbene morto all’anagrafe, vive nelle coscienze e nei ricordi dei Livornesi e non solo, un artista di nome Piero Ciampi.. Un livornese doc, cantastorie, poeta, pittore, musicista. Il documentario girato da persone che in qualche modo sono legati a questa figura, rendono merito ad un artista che è stato stroncato dalla critica e dalle vendite, ma che merita di essere “documentato” per la sua totale incapacità di fare compromessi e di cedere ai dettami della società borghese.

Il film ci mostra un Piero Ciampi a volte “perso”, e a volte “ritrovato”, in una serie di alti e bassi umorali, che sono in fondo necessari per un artista, ma che nel suo caso sembrano ancora più intensi e necessari per dare senso alla sua arte. Il film ovviamente si basa molto su testimonianze rese da persone che conoscevano bene il personaggio. Amici di sbronza, di musica, di donne che ne riportano forse gli aspetti più negativi solo esclusivamente per rendergliene merito, negativi dal punto di vista sociologico, ma positivi nella misura in cui restituiscono in pieno la sua totale libertà di dire e fare quello che voleva. Basta ricordare la volta in cui grazie anche l’interessamento di Gino Paoli riuscì ad ottenere un contratto con la RCA, per cui prese un cospicuo anticipo, ma per cui poi non pubblicò mai un pezzo, dilapidando l’anticipo vagabondando per un anno intero senza avvisare nessuno!

Il documentario lo rappresenta come un Charles Bukowski nostrano, molto belli i flash back di filmati originali soprattutto degli anni ’70, dove Piero Ciampi esprime il meglio di sé, recitando poesie musicali e spesso accompagnando lo spettacolo con epiteti rivolti al pubblico, sotto effetto dell’alcol. Epiteti in realtà rivolti alla società e tutto ciò che era “altro da sé”. Amante della bottiglia e del vagabondaggio, viveva in uno scantinato senza riscaldamento, insomma aveva tutte le carte in regola, come cita una sua canzona famosa dedicata ai suoi due amori, per passare alla storia insieme a tutti i grandi del cantautorato italiano, come Luigi Tenco e Giorgio Gaber.

Michele Traversa

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Mario il mago

Posted on 26 febbraio 2010 by Luca Biscontini

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Il film è tratto da una storia vera; siamo nel 1990, subito dopo la caduta del muro di Berlino, in un piccolo villaggio ungherese, che sembra non essere stato sfiorato dall’evento; un imprenditore italiano, Mario, con il suo braccio destro Gerardo, sono intenzionati ad aprire un calzaturificio. L’arrivo di questi stranieri provocherà profondi cambiamenti nel paese che fino ad allora viveva di espedienti, e che adesso si trova proiettato nel mondo della moda italiana con tutti i suoi pregi e difetti.

Parlando con Franco Nero (produttore e attore), viene fuori che il cinema indipendente tocca anche i “grandi”, per due motivi, uno è quello economico, quindi possibilità di fare film a basso costo ma con buona qualità, e poi per avere più libertà espressiva, cosa impossibile con le grandi case di produzione. Inoltre Franco Nero conosce bene il mondo dei giovani perché suo figlio è nel mondo del cinema, e sa cosa vuol dire procurarsi fondi. Il film, dice Nero, sebbene abbia preso il titolo dall’opera di Thomas Mann, in realtà è nato dall’idea di fare un lungometraggio “impegnato” che ritraesse un momento preciso della storia, in cui mette in luce quali sovversioni e debolezze avesse creato la caduta del muro. Franco Nero ha accennato anche alla forte difficoltà di distribuzione che ha risolto grazie a L’Altrofilm, società indipendente di distribuzione di Louis Nero. Con lui, ha precisato, nessun rapporto di parentela.

Michele Traversa

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Uno specchio per Alice

Posted on 20 febbraio 2010 by Luca Biscontini

Alice è una ragazza normale, che vive in una famiglia che le vuole bene. L’unico problema è il nonno, reduce traumatizzato dalla guerra e totalmente disancorato dalla realtà. Un giorno la famiglia parte dall’Abruzzo per una gita in Puglia e lascia Alice da sola con l’anziano. Durante la giornata la ragazza incontra una sua amica di nome Gloria; andando in giro per il centro, s’imbattono in uno scontro tra poliziotti e malviventi. Dopo l’accaduto, svoltosi a pochi metri da loro, ritrovano un orecchino a forma di serpente. Decidono di indossarlo per un po’ e, da quel momento, si ritrovano attratte involontariamente dal male. Comincia per loro un viaggio in un mondo popolato da fantasmi e da visioni. Qual è la vera realtà?

L’ambientazione è un’Alberobello calda e desolata, capace di rendere il film apprezzabile dal punto di vista visivo e, in qualche modo, credibile. I luoghi fondamentali sono i trulli. Il soggetto s’impernia attorno ad una setta di origine fascista con alcuni simboli inconfondibili, come il colore nero dei vestiti. La regia è un po’ lenta, così come il montaggio, senza quegli sbalzi di velocità che l’avrebbero reso più godibile. Apprezzabile, comunque, il fatto che il regista Gianni Di Claudio, da anni uno dei punti di riferimento dell’indie abruzzese, abbia realizzato, questa volta, un’incursione nel genere fantasy, nonostante la sua innata predisposizione per il western (un esempio sono i suoi libri) e il cinema classico (come nei lavori precedenti). Attendiamo nuovi segnali di vita.

Michele Traversa

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Dante 01

Posted on 09 febbraio 2010 by Luca Biscontini

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In una prigione futuristica situata nello spazio, un gruppo di scienziati conduce esperimenti su detenuti di massima pericolosità. La vita della stazione è garantito dal solo isolamento tra i due gruppi. L’equilibrio viene messo a dura prova dall’arrivo di un nuovo detenuto, di cui non se ne conosce la provenienza, chiamato col nome fittizio di San Giorgio, che sembra avere dei poteri soprannaturali. Destabilizzerà da un lato gli scienziati che vedranno annullati i loro sforzi scientifici, dall’altro la leadership di Cesar…… Finalmente qualcosa di nuovo sotto il sole.

Un film francese che sfida i mega filmoni americani. Il regista Marc Caro, con un budget di appena 5 milioni di euro ha confezionato un film di fantascienza davvero notevole soprattutto dal punto di vista tecnico. Regia, montaggio, suono davvero ad alti livelli, sebbene il film possa piacere o meno a livello globale. Se penso che è stato fatto a 1000 km da Roma la cosa fa davvero pensare! Chissà se in Italia vedremo mai qualcosa di simile con la crisi che c’è. Sembra comunque che anche sul soggetto si è lavorato molto, le ispirazioni del film sono delle più alte, Mèliès, Tarkovskij, e naturalmente “2001 Odissea nello spazio”. Dall’intervista risulta che il regista ha volutamente cercato tutte quelle atmosfere claustrofobiche, ma che nello stesso tempo il film mostrasse una forte componente mistica, non tralasciando “l’azione”. Il film potrà piacere o meno ma si riconoscerà il grande sforzo tecnico

Michele Traversa

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