Articolo etichettato come: Recensione di Maria Cera

La strategia degli affetti

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«”La strategia degli affetti”, secondo lungometraggio di Dodo Fiori, indaga dinamiche affettive ed esistenziali, concentrandosi su un nucleo borghese e sul malessere degli esseri che lo abitano».

Fish tank

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Grammatica filmica capace di rendere appieno il significante che mostra, con ritmo, respiro e taglio densi di ‘verità percettiva’, di sostanza, anche nel riflesso del sole che attraversa una finestra. Andrea Arnold fa buon cinema e vince il Riff 2010 con “Fish Tank”, suo secondo lungometraggio, già Premio della Giuria di Cannes 2009 (stesso riconoscimento toccato all’esordio della regista con Red Road nel 2006).

All’Asia Film Festival la vecchiaia nell’inferno di Manila con il film “Lola”

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L’Asian Film Festival ha deciso di premiare questa pellicola col riconoscimento più alto: il Miglior Film. Così Brillante Mendoza incassa un altro premio, dopo il Pardo d’Oro nella sezione Video a Locarno 2005 di Masahista, e la Palma d’Oro per la Miglior Regia a Cannes 2009 di Kinatay, confermandosi quale cineasta maturo e di rigore, non cedendo di un millimetro alla strada intrapresa

Asian Film Festival: la densa attesa dell’Africa. Memories of a burning tree

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«”Memories of a burning tree” (2010) è un esperimento decisamente riuscito. L’Asia si mescola all’Africa nella sezione Concorso, attraverso l’occhio del regista malesiano Sherman Ong, già collaboratore ‘atipico’ di Festival e Biennali internazionali. Il suo ultimo lavoro si colloca dentro un’operazione assolutamente congeniale alla propria forma mentis».

All’Asian Film Festival “Cow”: Tutti pazzi per la mucca!

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Con Cow (2009), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2009 nella sezione Orizzonti, il concorso dell’Asian Film Festival aggiunge un pizzico di maturità narrativa in più ai temi proposti. Questa incredibile e toccante metafora che è la pellicola di Guan Hu ha la capacità di renderci indietro attraverso l’ironia, il paradosso, la poesia, unite ad una tecnica cinematografica che dosa sapientemente tutte le sue possibilità al servizio della storia e dell’incredibile energia immaginifica del regista, un quadro dell’insensatezza umana tra i più efficaci ed originali.

Asian Film Festival. L’amore di madre di Bong Joon-ho: Mother

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«Uno dei registi di punta della nuova cinematografia coreana relegato in Italia nelle visioni festivaliere e senza una distribuzione… Un vero peccato, perché “Mother” (2009), presentato al Festival di Cannes 2009 nella sezione “Un Certain Regard”, e qui in concorso all’Asian Film Festival, conferma le ottime capacità narrative e di messa in scena di Bong Joon-ho».

One day: il mondo che sogna di Hou Chi-Jan all’Asian Film Festival 2010

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La sezione Concorso dell’VIII edizione dell’Asian Film Festival prende avvio dall’obliqua prospettiva di One day, opera prima di Hou Chi-Jan, regista taiwanese messosi in luce già con i suoi corti e col documentario-mappa sui film d’explotation taiwanesi degli anni ‘70 Taiwan Black Movies (2005), attirandosi l’attenzione del capofila della nouvelle vague taiwanese Hou Hsiao-hsien, che di questo primo lungometraggio è il produttore esecutivo

Due vite per caso

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« “Due vite per caso” di Alessandro Aronadio denota l’impegno di volersi avvicinare quanto più possibile all’intangibile, a ciò che sta dietro, sotto, dentro di noi».

Matrimoni ed altri disastri

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“Nanà è una 40enne single, chiusa in se stessa dopo una storia andata male. Di estrazione borghese, è la classica donna che ha tutto e non ha niente….”.

Revanche – Ti ucciderò

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«Carico di numerosi riconoscimenti e trasposto in un trailer decisamente “allettante e pericoloso”, “Revanche”, nella sua visione completa, si autoridimensiona».

Up in the air – Tra le nuvole

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“Odissea moderna: prototipo per eccellenza, l’uomo globalizzato. Elmo e corazza: un trolley e la migliore tecnologia. Territorio: l’alto dei cieli”.

L’uomo nero

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“Favola moderna e dolce di un essere umano e del suo sogno; di un figlio e dell’immagine del padre. Piacevole e brillante sorpresa dal cinema italiano”.

500 Giorni insieme

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“Il film, dell’esordiente Marc Webb, ripercorre le tappe più significative della stagione di Tom, cenerentolo moderno e aspirante architetto alla ricerca della A maiuscola capace di riempirgli la vita”.

La prima linea

La prima linea

“Liberamente ispirato al libro Miccia corta di Sergio Segio, la pellicola di Renato De Maria attraversa la storia d’amore e di guerra allo Stato di Sergio Segio e Susanna Ronconi partendo dall’assalto al carcere di Rovigo del 3 gennaio 1982″.

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