
31. Fantafestival. “Custodes Bestiae” di Lorenzo Bianchini: Polanski resta il punto di riferimento più aulico per il regista friulano, ma nonostante ciò Custodes Bestiae rivela spassionata l’ammirazione per “La casa dalle finestre che ridono” (1974), imprescindibile fonte d’ispirazione per una pellicola che fa della paura ancestrale, del mito e dell’archetipo i suoi punti di forza. Recensione di Luca Lombardini

31. Fantafestival. “Radice quadrata di tre” di Lorenzo Bianchini: il film stupisce non tanto per il fascino artigianale degli effetti speciali impiegati per la sua realizzazione (attori non professionisti alle prese con stinchi di maiale, salsa di pomodoro e mani finte), bensì per un’oculata scelta registica finalizzata principalmente all’esaltazione della messa in scena. Recensione di Luca Lombardini

Cercare la bellezza ovunque, anche nel putrido, nel violento, nel disumano. Questa, in estrema sintesi, la mission poetica di “Et in terra pax”.
mag 27 2011 | Incluso in
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“L’opera terza di Zack Snyder conferma l’incapacità del regista di elaborare un cinema autonomo, in grado di emanciparsi dall’emulazione dei grandi maestri”.
mar 24 2011 | Incluso in
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«”L’Immortale” rappresenta un piacevole diesel di celluloide: una macchina da cinema che, una volta ingranate le marce più alte della narrazione, cattura e trascina».

«L’esordiente Samuel Bayer si accomoda in cabina di regia per dirigere il nuovo “Nightmare”, ma dell’archetipo fiabesco riconducibile all’originale rimane davvero poco».

«”The Box” rafforza la candidatura del regista di “Donnie Darko” (2001), Richard Kelly, ad aspirante ‘run for cover’ del maestro e modello David Lynch».

«Le ‘teste morte’ hanno vinto. Il verdetto, spietato e lapidario, sta nella morale di “Survival of the Dead”, ultima fatica di George A. Romero. A tre anni dall’outbreak rappresentato da “Diary of the Dead” (2007), il ‘papà degli zombi’ torna a rivitalizzare l’epopea germogliata nel 1968 con la sesta pellicola dedicata all’apocalisse dei non morti».

“Chiedete a James Cameron di reinventare la storia della settima arte, ma non di farla. Dopo Avatar il cinema non sarà più lo stesso, quello di Cameron, invece, resterà il medesimo”.

«Via il dente, via il dolore: “Hereafter” (2010) è il peggior film diretto da Clint Eastwood dai tempi di “Firefox”».

“Le menti dei fratelli Wachowski tornano ad unirsi al braccio registico di James McTigue. A quattro anni di distanza dal superficiale adattamento per il grande schermo della graphic novel di Alan Moore V for Vendetta…”

Il portacolori della nouvelle vague hongkongese è tornato. Per giunta in forma più smagliante che mai.

“Un film anche per i più piccoli ma non adatto ad un pubblico di soli bambini. Nel regalare immortalità cinematografica all’icona manga nata dall’immaginazione di Tezuka Osamu, David Bowers mixa Collodi e rimandi cyberpunk”.