Potiche

“Francois Ozon scherza. Si diverte, da un po’ di anni a questa parte, a mettere in scena commedie in cui gli elementi del comico e del glamour prendono il sopravvento”.

“Francois Ozon scherza. Si diverte, da un po’ di anni a questa parte, a mettere in scena commedie in cui gli elementi del comico e del glamour prendono il sopravvento”.

Un esperimento interessante quello di “Five day shelter”, lungometraggio irlandese di Ger Leonard, presentato, forse un po’ azzardatamente, nella sezione “Competition” del Festival di Roma.

«”Una vita tranquilla” di Claudio Cupellini, al suo secondo lungometraggio, con protagonista il mattatore Toni Servillo, era uno dei film, tra quelli in competizione, più attesi al Festival di Roma. Eppure, appena apparsi i titoli di coda, sullo schermo della sala che ha accolto la proiezione, era già evidentemente palpabile la sensazione di delusione del pubblico intervenuto».

«”Autumn adagio” di Tsuki Inoue, giovane regista giapponese, è un film delicato, dalle atmosfere rarefatte, sobrio e poetico, girato con una sensibilità rara».

«Presentato nella sezione “Alice in città”, “Matching Jack” , dell’australiana Nadia Tass, è uno struggente film che vede protagonisti tutti quei bambini afflitti da una malattia a volte, anzi spesso, mortale, cioè la leucemia».

«Ancora Iran. Dopo “Donne senza uomini”, “I gatti persiani” e “About Elly”, continua il filone di quella cinematografia iraniana che, da anni, rivendica a gran voce una maggiore quota di libertà in un paese da troppo tempo impantanato in uno stato di repressione culturale, politica e umana, davvero insostenibile».

“Valerio Jalongo, giunto al suo quarto film, vorrebbe fare il funerale definitivo all’istituzione scolastica italiana, ma la sceneggiatura, la messa in scena e il ritmo narrativo sono assai prevedibili e, soprattutto, inefficaci a promuovere una riflessione capace di restituire un ritratto che sia credibile”.

“L’esordiente David Michod sorprende non poco con un film originale, capace di rielaborare, nella forma, un genere cinematografico fin troppo usurato, quello del gangster movie”.

«Cominciamo male al Festival di Roma. “Last night”, diretto dall’esordiente irano-americana Massy Tadjedin (nata come sceneggiatrice) è un film anacronistico, poco realistico, non necessario».

«Premiato con ben sette César, “Séraphine”, l’ultimo film di Martin Provost, ha riscosso in Francia un successo straordinario, racimolando quasi un milione di spettatori».

“Ascanio Celestini esordisce alla regia senza incertezze, confrontandosi con la questione della malattia mentale, e lo fa con l’abilità ciarliera del suo linguaggio libero, attraversando lo spettatore”.

«”London River” è un buon film, che però si ferma al primo strato di una questione spinosa. Avremmo preferito una maggiore radicalità».

“Over the rainbow” di Maria Martinelli e Simona Cocozza è un documentario in cui viene seguito, dall’inizio alla fine, l’itinerario percorso da Daniela e Marica, coppia omosessuale di Roma, per realizzare il proprio desiderio di genitorialità. Le normative italiane vigenti vietano sia l’adozione sia la fecondazione eterologa per le coppie omosessuali. Per tale ragione le due protagoniste intraprendono un viaggio in Danimarca, dove l’attuale legislazione permette, invece, la fecondazione eterologa, ed è probabilmente per questa opportunità offerta all’estero che oggi in Italia più di centomila tra bambini e bambine vivono questa dimensione familiare alternativa.

“Seize the time” (1970) è un film che affascina sin dai titoli di testa, accompagnati dalla splendida canzone di Elaine Brown che dà il nome alla pellicola, restituendo immediatamente allo spettatore il clima di eccitazione di un periodo storico non ancora sufficientemente compreso. Antonello Branca realizzava un film atipico, potente, che ancora non cessa di esercitare un notevole interesse.

“Il mostro rasta con la faccia da granchio, dotato di armatura ipertecnologica, e particolarmente incline alla caccia, torna sugli schermi”

“Sebastian Silva mette in scena un interessante psicodramma domestico che vede coinvolti i membri di una benestante famiglia cilena e Raquel, da ventitré anni impiegata in qualità di governante”.

“Asghar Farhadi torna con una pellicola dove ad emergere sono i tratti di un Iran diverso da quello restituito dall’iconografia diffusa dai mezzi di comunicazione occidentali”.

“Da più di un quarto di secolo, gli U2 sono conosciuti non solo per la loro musica, ma anche per la loro capacità di arrivare a milioni di fans, attraverso le nuove tecnologie”.

«Abbas Kiarostami torna con “Copia conforme”, deliziando l’occhio ma soprattutto l’orecchio, con le conversazioni ridondanti, ingenue, magnifiche dei due protagonisti».

“Nicolas Winding Refn stupisce con il suo ultimo film, fornendo una prova di grande visionarietà, rievocando tanto cinema d’autore rielaborato in maniera originalissima”.