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Bronson

“Michael Peterson, alias Charles Bronson, è, ed è stato, il detenuto più pericoloso della Gran Bretagna, da trentacinque anni in carcere, di cui trenta in isolamento”.

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Le Havre” di Aki Kaurismäki

FESTIVAL DI CANNES 2011:I miracoli accadono. Nell’ultimo film di Aki Kaurismäki, presentato in concorso, il lieto fine che riempie gli occhi di speranza non è l’esito di una sceneggiatura scritta da qualche anima bella, ma la meditata conclusione di un percorso di lotta che vede l’alleanza tra quegli individui “senza parte” (gli esclusi) delle società occidentali e i rappresentanti dei flussi migratori.

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Arirang” di Kim Ki-duk (Un Certain Regard)

FESTIVAL DI CANNES 2011:non cessa la sfilata dei pesi massimi sulla croisette del festival di Cannes. Stavolta è il turno del mostro sacro del cinema coreano, Kim Ki-duk, che, dopo qualche anno di assenza, torna con un documentario toccante, intimo, struggente. Si, perché il protagonista è proprio lui.La sua è letteralmente una video-confessione in cui, parlando con se stesso, sciorina tutte le angosce che lo hanno attanagliato negli ultimi anni.

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Restless” di Gus Van Sant (Un Certain Regard)

FESTIVAL DI CANNES 2011: lo si attendeva da un pezzo il ritorno di Gus Van Sant, il maestro dei piani sequenza infinti, lenti che bucano lo schermo, collocandosi in fuori campo anarchico e visionario. Dopo aver trionfato nel 2003 sempre a Cannes con lo sconvolgente Elephant, e dopo la parentesi di Milk, biopic che valse l’Oscar come migliore attore a Sean Penn, il regista americano torna a calcare la croisette e, anche stavolta, cambia registro, se non altro dal punto di vista formale, costruendo un film decisamente atipico, discutibile, coraggioso.

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Midnight in Paris” di Woody Allen (Fuori Concorso)

FESTIVAL DI CANNES 2011: Dopo l’annichilente “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”, deprimente rassegna sulla crisi dei rapporti nell’era post-moderna, Allen riprende fiato e architetta un marchingegno sofisticato, incantevole, in cui la Parigi attuale e quella degli anni venti si alternano in una staffetta vorticosa, generando un effetto comico calibrato e incisivo

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Tatanka

“L’ennesima operazione di basso profilo che ha usufruito dei fondi del Ministero per i beni e le attività culturali, in quanto riconosciuta d’interesse culturale”

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Angèle e Tony

“Un film essenziale, asciutto, contenuto anche nella durata e che, nel suo minimalismo, ricorda, in chiave edulcorata, il cinema trattenuto e ‘ruvido’ dei Dardenne”.

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Habemus papam

Un film complesso l’ultima fatica di Nanni Moretti. Diversi gli strati di lettura che compongono una sceneggiatura in cui il cineasta romano ha inoculato una massiccia dose d’ironia

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Silvio Forever

“Un filmetto snob che, per non scadere nei soliti toni masturbatori da sinistra facebookiana, mette in scena una fenomenologia ironica del dittatorello della Standa”.

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Le stelle inquiete

“Non si può non apprezzare, nel suo complesso, questa operazione cinematografica, per il coraggio, e, soprattutto, per aver fornito la possibilità di un incontro con il pensiero di Simone Weil”.

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Another year

“Mike Leigh torna con un film amaro, in cui sotto i riflettori sono poste le solitudini di alcuni personaggi non più giovani, le cui esistenze volgono inesorabilmente al tramonto”.

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Kill me please

“Olias Barco realizza un’opera raffinata, complessa, ma anche caustica, ironica, quasi impietosa, in cui assistiamo, come raramente succede, al passaggio dal tragico al tragicomico”.

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A Nord Est (Visioni Fuori Raccordo 2010)

Davvero interessante il documentario “A Nord Est” di Milo Adami e Luca Scivoletto, perché, accompagnandoci in un viaggio nell’area più produttiva del paese, ci rende partecipi dell’evoluzione del paesaggio, divenuto sempre più appendice dei complessi industriali.

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Hanna e Violka (Visioni Fuori Raccordo 2010)

Vincitore nella sezione “Concorso Doc” della quarta edizione del Visioni Fuori Raccordo, “Hanna e Violka”, di Rossella Piccino, è un film in cui diverse componenti si mescolano: il tema dell’immigrazione, la condizione femminile, la questione della terza età, la malattia, il ricambio generazionale.

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Ad ogni costo (Festival di Roma 2010)

“Il collettivo Amanda Flor è tornato. Ma stavolta alza la posta. La produzione, che vede coinvolte anche Officine Ubu, dimostra la volontà di realizzare un’opera più elaborata rispetto alla precedenti, tutte interamente autoprodotte. E i risultati si vedono. A cominciare dalla regia di Davide Alfonsi e Denis Malagnino che, con un minimalismo efficace al limite del documentarismo, mette in scena una storia di disagio, marginalità, incomunicabilità”.

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Potiche

“Francois Ozon scherza. Si diverte, da un po’ di anni a questa parte, a mettere in scena commedie in cui gli elementi del comico e del glamour prendono il sopravvento”.

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Una vita tranquilla

«”Una vita tranquilla” di Claudio Cupellini, al suo secondo lungometraggio, con protagonista il mattatore Toni Servillo, era uno dei film, tra quelli in competizione, più attesi al Festival di Roma. Eppure, appena apparsi i titoli di coda, sullo schermo della sala che ha accolto la proiezione, era già evidentemente palpabile la sensazione di delusione del pubblico intervenuto».

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Dog sweat (Festival di Roma 2010)

«Ancora Iran. Dopo “Donne senza uomini”, “I gatti persiani” e “About Elly”, continua il filone di quella cinematografia iraniana che, da anni, rivendica a gran voce una maggiore quota di libertà in un paese da troppo tempo impantanato in uno stato di repressione culturale, politica e umana, davvero insostenibile».

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La scuola è finita (Festival di Roma 2010)

“Valerio Jalongo, giunto al suo quarto film, vorrebbe fare il funerale definitivo all’istituzione scolastica italiana, ma la sceneggiatura, la messa in scena e il ritmo narrativo sono assai prevedibili e, soprattutto, inefficaci a promuovere una riflessione capace di restituire un ritratto che sia credibile”.

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Animal Kingdom

“L’esordiente David Michod sorprende non poco con un film originale, capace di rielaborare, nella forma, un genere cinematografico fin troppo usurato, quello del gangster movie”.

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Last night

«Cominciamo male al Festival di Roma. “Last night”, diretto dall’esordiente irano-americana Massy Tadjedin (nata come sceneggiatrice) è un film anacronistico, poco realistico, non necessario».

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Sèraphine

«Premiato con ben sette César, “Séraphine”, l’ultimo film di Martin Provost, ha riscosso in Francia un successo straordinario, racimolando quasi un milione di spettatori».

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La pecora nera

“Ascanio Celestini esordisce alla regia senza incertezze, confrontandosi con la questione della malattia mentale, e lo fa con l’abilità ciarliera del suo linguaggio libero, attraversando lo spettatore”.

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Over the rainbow

“Over the rainbow” di Maria Martinelli e Simona Cocozza è un documentario in cui viene seguito, dall’inizio alla fine, l’itinerario percorso da Daniela e Marica, coppia omosessuale di Roma, per realizzare il proprio desiderio di genitorialità. Le normative italiane vigenti vietano sia l’adozione sia la fecondazione eterologa per le coppie omosessuali. Per tale ragione le due protagoniste intraprendono un viaggio in Danimarca, dove l’attuale legislazione permette, invece, la fecondazione eterologa, ed è probabilmente per questa opportunità offerta all’estero che oggi in Italia più di centomila tra bambini e bambine vivono questa dimensione familiare alternativa.

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Seize the time (DVD)

“Seize the time” (1970) è un film che affascina sin dai titoli di testa, accompagnati dalla splendida canzone di Elaine Brown che dà il nome alla pellicola, restituendo immediatamente allo spettatore il clima di eccitazione di un periodo storico non ancora sufficientemente compreso. Antonello Branca realizzava un film atipico, potente, che ancora non cessa di esercitare un notevole interesse.

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About Elly

“Asghar Farhadi torna con una pellicola dove ad emergere sono i tratti di un Iran diverso da quello restituito dall’iconografia diffusa dai mezzi di comunicazione occidentali”.

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U23D

“Da più di un quarto di secolo, gli U2 sono conosciuti non solo per la loro musica, ma anche per la loro capacità di arrivare a milioni di fans, attraverso le nuove tecnologie”.

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Copia conforme

«Abbas Kiarostami torna con “Copia conforme”, deliziando l’occhio ma soprattutto l’orecchio, con le conversazioni ridondanti, ingenue, magnifiche dei due protagonisti».

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