Tag Archive | "Recensione di Giacomo Ioannisci"

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In the market

Posted on 08 luglio 2010 by Luca Biscontini

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Sembra quasi un saggio in digitale sul cinema di Quentin Tarantino, regista di certo molto apprezzato dal giovane aretino Lorenzo Lombardi, qui al suo secondo lungo dopo Life’s but – La vita non è altro che… (2006).

In the market, infatti, è in sintesi una nostalgica operazione di ritorno ai fasti del cinema di genere italico, soprattutto quello ispirato a registi come Deodato, Fulci e Bava, grazie anche al contributo speciale per gli effetti da parte del maestro Sergio Stivaletti. Ma alla fine sono proprio gli effetti speciali e i venti minuti conclusivi in compagnia del personaggio più antipatico di tutto il film, il macellaio proprietario del market, a rendere l’esordio di Lombardi un’interessante esperienza di restyling horror italiano, con pochi soldi e tanta energia. Le idee latitano un po’ e la recitazione non è sempre impeccabile, ma per ora ci si può accontentare.

La storia è quella solita del cinema horror anni Ottanta: tre amici in viaggio per un concerto, in seguito ad una rapina subita in una stazione di servizio, decidono che la soluzione migliore per trascorrere la notte con un tetto sopra la testa e cibo a volontà è di nascondersi in un market di provincia dove nessuno dovrebbe creare problemi. Ma il pericolo è in agguato.

Giacomo Ioannisci

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Mary Terror

Posted on 01 luglio 2010 by Luca Biscontini

Mary terror

Non è un film, ma poco ci manca. Mary Terror (edizione Gargoyle Books) in 416 pagine riesce a creare le migliori atmosfere del cinema di genere, tra contaminazioni rock e sogni americani che finiscono, inesorabilmente, in brandelli. Squarciati, lacerati come un volto in piena notte da una rivoltella fumante. La donna protagonista, ovvero la Mary del titolo, sembra essere rimasta intrappolata nel tempo, nei suoi ricordi, ferma al periodo di militanza per una banda armata in gioventù. Un dinosauro ideologico che dovrà vedersela con la paura di una giovane donna tenace fino all’inverosimile. E ne vien fuori uno scontro nel tempo, e sui tempi che cambiano, in cui Robert McCammon dosa sapientemente il ritmo e fa accrescere l’avido desiderio nel lettore di scoprire l’epilogo finale. Un plauso, dunque, alla Gargoyle Books che ha deciso di ri-pubblicarlo in versione estesa.

Mary Terrell, per tutti Mary Terror, alla fine degli anni Sessanta faceva parte dello Storm Front, un’organizzazione sovversiva. Finita nel mirino dei federali, Mary è riuscita a sopravvivere all’ultimo scontro a fuoco con le forze dell’ordine, ma il figlio che aveva in grembo non ce l’ha fatta. I suoi ex compagni da allora si sono divisi, nascondendosi in vite miserabili e convenzionali. Finché, vent’anni dopo, sulla rivista Rolling Stone compare un annuncio che sembra invitare i vecchi terroristi a riunirsi. E l’invito sembra scritto da quello che un tempo era il capo dello Storm Front: Jack Gardiner, detto Lord Jack, il padre del bimbo che Mary ha perso. Ovviamente la donna decide di andare, non aspetta altro da anni, ma come può presentarsi al suo Lord Jack senza loro figlio? Per la sua mente folle e sconvolta dalle droghe c’è una sola soluzione possibile: rapire un bambino. Vittima del suo folle piano diventa la giovane redattrice Laura, solo apparentemente fragile e per bene, capace di andare fino in fondo alla faccenda con una rabbia e un desiderio di vendetta insospettabili…

Giacomo Ioannisci

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Gli strangolatori di Bombay (DVD)

Posted on 22 giugno 2010 by Luca Biscontini

Gli strangolatori di Bombay

Horror avventuroso di ambientazione coloniale prodotto dalla storica Hammer, Gli strangolatori di Bombay è uno dei titoli più manieristici del veterano Terence Fisher, girato nel 1959 ma distribuito nel 1960. Un titolo rimasto a lungo sepolto, e ora profanato per il mercato italiano dalla Jubal Cassic Video che lo ripropone con un dvd più che dignitoso.

India, 1926. Gli adoratori della dea Kalì fanno razzia, derubando e mutilando migliaia di vittime che poi seppelliscono in enormi fosse comuni. Il capitano Lewis (Guy Rolfe), al soldo della Compagnia delle Indie, si mette sulle loro tracce e prova l’esistenza della setta.

In Gli strangolatori di Bombay il regista britannico si muove sui binari della sperimentazione. Tornando ai vecchi colori del cinema horror classico, ovvero il bianco e nero, in un’epoca che cominciava ad affermare il colore, pur mantenendo una vaga atmosfera orrorifica di fondo, sembra essere più interessato a mostrare l’India in tutte le sue sfaccettature, sfruttata e denigrata dai colonizzatori inglesi, tanto che le azioni sanguinarie degli adoratori di Kalì possono quasi essere viste come distorte ma liberatorie esplosioni di vendetta dopo decenni di povertà e oppressione. E letto in chiave sociale il film certamente merita di essere riscoperto. Ma è nel ritmo che Fisher brilla meno rispetto ad altri suoi titoli precedenti.

Giacomo Ioannisci

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Il teschio maledetto (DVD)

Posted on 22 giugno 2010 by Luca Biscontini

Il teschio maledetto

Prodotto dalla Amicus, storica rivale della Hammer, e tratto da un racconto di Robert Bloch, Il teschio maledetto è un divertente horror, oggi divenuto piccolo cult grazie soprattutto a un paio di simpatiche trovate di regia. Anche se l’atmosfera e la resa finale fanno pensare più a un film girato quasi esclusivamente per far incontrare, fuori dai set hammeriani, i due mostri sacri del cinema horror britannico, Peter Cushing e Christopher Lee. E da questo punto di vista, il film è da non perdere. Eppure, qualche lungaggine e l’eccessivo uso della soggettiva del teschio a tratti appesantiscono la pellicola ”barocca” di Freddie Francis.

Il professor Maitland (Peter Cushing), collezionista e appassionato di magia nera e demonologia, si procura un libro sulla vita del marchese De Sade rilegato in pelle umana. E a seguire il teschio originale del marchese, trafugato dalla sua tomba da un frenologo morto poi in circostanze misteriose. Ma anche Maitland morirà sotto il malefico influsso del teschio e la leggenda continuerà il suo percorso…

Il dvd della Jubal Classic Video restituisce finalmente anche al mercato italiano un titolo ormai dimenticato. E lo fa proponendo un master originale con doppio audio, italiano e inglese, e il trailer britannico tra i contenuti speciali. Da avere.

Giacomo Ioannisci

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La maledizione (DVD)

Posted on 22 giugno 2010 by Luca Biscontini

La maledizione

Inghilterra, 1795: la giovane Catherine (Stephanie Beacham) diventa sposa di Charles Fengriffen (Ian Ogilvy), un signorotto di campagna da cui si trasferisce subito dopo il matrimonio. Ma la vita da dama del castello non è destinata a un futuro roseo. Sulla famiglia del marito grava infatti un’antica maledizione e a farne le spese sarà proprio lei, a partire dalla prima di notte di nozze. Una maledizione che toccherà il figlio che porta in grembo, e contro la quale a nulla varranno i tentativi del noto dottor Pope (Peter Cushing). Nel frattempo al castello si susseguono morti e terrore.

Tratto dal romanzo “Fengriffen” di David Case e con un titolo originale del tutto differente, And now the screaming starts!, La maledizione è un discreto horror targato Amicus, che punta più sulle atmosfere che sull’utilizzo di effetti grandguignoleschi, con al timone la mano del mestierante Roy Ward Baker. Il ritmo è altalenante, ma il finale è davvero cattivello. Niente male.

Il dvd Jubal Classic Video, come anche per gli altri prodotti editati di recente, propone doppia lingua, italiano e inglese, un video in ottime condizioni e niente extra. Da recuperare.

Giacomo Ioannisci


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Anni di piombo (DVD)

Posted on 17 giugno 2010 by Luca Biscontini

Anni di piombo

In televisione gli Anni di piombo sono stati mostrati in tante versioni. Con omissioni, immagini cruente e indagini in studio di dubbio interesse. La Cinehollywood, invece, tenta, e ci riesce, un lavoro di ricostruzione metodologica, dividendo oltre due ore di immagini di repertorio in tre grandi capitoli da quaranta minuti ciascuno. E ne vien fuori un dvd necessario e appassionante.

Siamo sull’onda della contestazione studentesca, nata negli Stati Uniti e dilagata in tutta Europa, che l’Italia visse, tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Ottanta, con il periodo più drammatico e sanguinoso del dopoguerra, tra pistole e attentanti, ovvero gli Anni di piombo. Infiammati dalla propaganda comunista, i movimenti studenteschi sconvolsero le città con vere e proprie azioni di guerriglia. Anche se la violenza di strada è stata presto superata dagli attentati dei gruppi armati di estrema destra e sinistra. I neri e i rossi. Anni che poi sono stati raccontanti al cinema in tutte le salse. Ma la verità può essere narrata solo con le immagini vere, originali, storiche.

Nel documentario si parte con il primo capitolo, denominato Attentati, sequestri e stragi, panoramica di quegli anni che inizia proprio dalla contestazione studentesca nata negli Stati Uniti. La seconda parte, invece, Anatomia di una strage, è tutta dedicata all’attentato di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 che provocò 16 morti e decine di feriti, raccontando anche le inchieste che ne seguirono: prima le piste anarchiche, poi quelle neofasciste e della “Strage di Stato”.

Infine, la terza parte, Terrorismo, rivoluzione e potere, dedicata all’editore Giangiacomo Feltrinelli, dalla sua misteriosa morte del 14 marzo 1972, dilaniato da un’esplosione su un traliccio dell’alta tensione, mentre stava preparando un attentato.

Insomma, oltre due ore per un grande dossier su fatti e personaggi che hanno insanguinato l’Italia e che compongono un dvd essenziale, arricchito da un libricino a cura di Ezio Savino.

Giacomo Ioannisci

http://www.cinehollywood.com/

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Le mie grosse grasse vacanze greche (dvd)

Posted on 29 aprile 2010 by Luca Biscontini

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A sei anni dal successone di Il mio grosso grasso matrimonio greco (2002), che in un paio di mesi ha incassato ben 368 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, battendo tutti i classici della commedia romantica degli ultimi vent’anni, con Le mie grosse grasse vacanze greche Nia Vardalos torna di nuovo protagonista nella calda Grecia. Al timone uno specialista della commedia, Donald Petrie, già regista di successi quali Mystic Pizza (1988) e Come farsi lasciare in dieci giorni (2002).

Prodotto da Tom Hanks, la storia vede Nia nei panni di una guida turistica alle prese con un viaggio in Grecia organizzato per un gruppo a dir poco bizzarro. Il guaio è che il suo tour è decisamente più scadente di quello dell’altra guida che mette a disposizione la sua agenzia. Allora, non resta che ridisegnare tutto il percorso. Con il contributo, ovviamente, del barbuto autista innamorato di Nia.

Disponibile in dvd grazie a Dall’Angelo Pictures con tanti extra a supportarne la visione, il film purtroppo tradisce le aspettative. Eppure è frizzante, divertente, capace di rinnovare il sottofilone della commedia turistica ultimamente in fase calante. Ma se vi aspettate un sequel o prequel di Il mio grosso grasso matrimonio greco rimarrete delusi.

Giacomo Ioannisci

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The Sky Crawlers – I cavalieri del cielo (dvd)

Posted on 29 aprile 2010 by Luca Biscontini

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Dopo il botto con Ghost in the shell (Lo spirito nel guscio) del 1995, ecco che finalmente vede la luce anche in Italia The sky crawlers,  l’ultimo bellissimo film d’animazione dello specialista Mamoru Oshii. Per l’occasione la Dall’Angelo Pictures ha fatto le cose in grande, portando sul mercato una special edition doppio disco davvero da collezione.

Si chiamano kildren e sono ragazzi cloni destinati a un’eterna adolescenza, nella consapevolezza che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, perché il loro ruolo è di birilli in un mondo perennemente in guerra, soggiogato dalle grandi industrie belliche. Per farla breve, una visionaria parabola di quanto avviene in Medioriente. Ma il film di Oshii si incentra particolarmente sulla storia di un gruppo di questi kildren, piloti di aerei della Rostock, l’industria bellica che combatte sotto le insegne europee. Il tutto in attesa di un miracolo per la pace globale.

La trama per quanto “complessa” cela un obiettivo molto preciso. Oshii, infatti, prosegue la sua personale riflessione sui temi del corpo, dell’identità e dell’anima, denunciando un mondo, tanto vicino all’Asia, popolato ancora da realtà di infanzie rubate e impiego dei minori in contesti di guerra.

Tratto dalla graphic novel di Hiroshi Moro, il film è uscito in un dvd, tra eccellenti tracce audio e un video sempre nitido, corredato da ottimi extra. Oltre ai trailer, infatti, la Dall’Angelo propone anche speciali sulle origini del progetto e le fasi di lavorazione.

Giacomo Ioannisci

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Swing Vote

Posted on 23 aprile 2010 by Luca Biscontini

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Per uno strano caso del destino le elezioni presidenziali sono legate al singolo voto di Bud Johnson (Kevin Costner), padre single disoccupato e sempre sbronzo nell’unico pub della sonnacchiosa Texico (New Mexico). E proprio durante uno dei suoi soliti post sbornia, a votare, senza però esprimere la preferenza, ci pensa la sua piccola Molly (Madeline Carrol), che in questo modo crea un caos nazionale, con media e candidati tutti per dieci giorni a Texico. L’obiettivo è persuadere Bud, perché esprimendo la sua preferenza può decidere le sorti del Paese.

Passerella per diverse star del piccolo e grande schermo, ma costruito tutto sulle solide spalle di Kostner, Swing vote è una simpatica commedia da gustarsi in famiglia, che nelle atmosfere per certi versi ricorda Due candidati per una poltrona (2004). In Italia ha saltato il passaggio nelle sale, probabilmente per i non ottimi risultati al botteghino d’oltreoceano (poco più di 15 milioni di dollari è stato l’incasso totale). Ma nel mare di commedie zuccherose che affollano i videonoleggi o gli scaffali dei negozi, Swing vote merita di certo una visione. Il dvd dell’ottima Dall’Angelo contiene anche alcune scene tagliate, il trailer e il making of.

Giacomo Ioannisci

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Exiled

Posted on 22 aprile 2010 by Luca Biscontini

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Genealogia della nostalgia. Con Exiled il maestro hongkongese Johnny To torna a trattare i soliti topic del suo cinema d’azione, ma con dosi massicce di sana ironia, costruendo una sorta di pièce sul sempre delicato tema dell’amicizia. Senza però dimenticare le pistolettate d’altri temi, con pallottole che bucano corpi danzanti, e una trama a incastro degna dei migliori noir francesi d’annata.

Macao, 1998. Mentre la colonia portoghese sta per passare sotto il controllo del governo cinese, due diverse coppie di killer vengono spedite a Hong Kong per eliminare Wo, un ex gangster che ha cercato di rifarsi una vita ribellandosi a boss Fay. Ma i quattro killer, cresciuti assieme a Wo e a questo legati da una forte amicizia, si troveranno di fronte ad una pesante decisione da cui dipenderà il loro stesso destino: ammazzare l’amico ritrovato dopo anni o rinunciare al “contratto” ribellandosi al grande capo?

Il finale darà tutte le risposte, ma prima, tra una sparatoria e l’altro, c’è tempo anche per delle goliardiche rimpatriate. In Exiled, inoltre, To non solo fa parlare più del solito i suoi personaggi, ma li inserisce in un microcosmo in cui il bon ton del killer assomiglia a quella di un vecchio samurai o meglio di un pistolero senza nome nel lontano far west. E il dvd Ripley’s rende pienamente merito a questo ennesimo capolavoro di Johnny To con audio e video eccellenti e un comparto extra arricchito dal trailer, un making of e interviste.

Giacomo Ioannisci

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Invictus

Posted on 17 marzo 2010 by Luca Biscontini

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Altro sport, altro capolavoro. Il cinema di Clint Eastwood pare non avere limiti in quanto a profondità emotiva. Bastano pochi elementi e il gioco è fatto. Anche perché il genere è solo un pretesto. La poesia, tra SergioLeone e John Ford, per citarne qualcuno, fa il resto. Con Invictus, però, Eastwood torna nel già esplorato mondo sportivo (dopo Million dollar baby sulla boxe realizzato nel 2004), a cui aggiunge un altro filone da sempre molto amato: il biopic (Bird del 1988 n’è un esempio).

La storia è ambientata in Sud Africa. Subito dopo essere stato eletto presidente, Nelson Mandela (Morgan Freeman), deve trovare un modo per riunire la popolazione del suo paese letteralmente spaccata in due, bianchi e neri. Nonostante l’apartheid sia stato ufficialmente sconfitto, si manifestavano ancora molte forme di razzismo. Mandela, quindi, per riunire il paese approfitta della Coppa del Mondo di rugby del 1995. Infatti, proprio quell’anno agli Springboks (il soprannome della nazionale sudafricana di rugby) è permesso di partecipare a eventi internazionali. Mandela voleva che il Sud Africa vincesse il mondiale, sperando che questo evento di grande importanza potesse in qualche modo riunire il paese. Purtroppo gli Springboks erano reduci da numerose sconfitte. Secondo alcuni addetti ai lavori, non avrebbero potuto superare neppure i quarti di finale. Mandela però non si arrese e convocò il biondissimo capitano della squadra Francois Pienaar (Matt Damon) per informarlo di cosa aveva bisogno l’intero Sud Africa. I due unirono le forze per la pacificazione del loro Paese. Per l’occasione vennero addirittura coniati slogan quali “The rainbow nation” e “Una squadra, un Paese”. Il resto è già storia. «ll rugby non è un fattore politico… è umano!», parola di Morgan Freeman.

Invictus (in latino invitto, mai sconfitto) è il secondo film dedicato a Nelson Mandela dopo Il colore della libertà (2007) di Bille August, che però ne racconta il rapporto con James Gregory, il secondino che lo seguì durante il periodo di prigionia (autore anche del libro da cui è tratto il film). Invictus, invece, è legato a un preciso momento storico, la Coppa del Mondo di rugby del 1995 in Sud Africa, paese la cui partecipazione a partire dagli anni Ottanta era stata proibita a causa dell’apartheid.

Nello specifico si tratta di un adattamento, fortemente voluto da Morgan Freeman, del romanzo di John Carlin “Playing the enemy: Nelson Mandela and the game that made a nation” (in Italia pubblicato con il titolo “Ama il tuo nemico”), anche se il titolo Invictus, “L’invincibile”, (inizialmente il film doveva intitolarsi “The human factor”) fa riferimento ad un poemetto di William Ernest Henley del 1875 molto amato da Mandela nel periodo di detenzione. Non è un caso, infatti, che sono i versi del poeta ad accompagnare la grande impresa di unità di un popolo diviso. Unità che si compie su un campo di rugby, perché anche lo sport ha la forza di cambiare il mondo. «Non importa quando sia stretta la porta, quanto piena di castighi la pergamena. Io sono il padrone del mio destino, io sono il capitano della mia anima».

Giacomo Ioannisci

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Radio Egnatia

Posted on 23 febbraio 2010 by Luca Biscontini

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La via Egnatia era l’antica strada romana che fungeva da collegamento della via Appia nei Balcani, fino a Costantinopoli. Con l’intento di ripercorrerla idealmente, il regista Davide Bartali (membro del collettivo salentino Fluid Video Crew), guidato dall’artista ‘nomade’ partenopeo, Matteo Fraterno, con “Radio Egnatia” intraprende un viaggio dal porto di Brindisi fino alla moderna e cosmopolita Istanbul, passando per Durazzo, Valona, i confini macedoni, Salonicco e le terre di frontiera tra Grecia e Turchia. Un on the road ricco di folklore balcanico, incontri occasionali con artisti gitani, verità mai raccontate e tante domande circa la reale solidità di un’Unione, quella Europea, che un momento prima sembra esistere e l’istante dopo, due passi più in avanti, non esiste più.

Un’Europa vicina eppure in alcuni territori o lembi di terra lontana quanto una stella nello spazio. Ma la parte più interessante del viaggio è quella relativa alla ricerca di informazioni sul Mastroianni albanese, come amano definirlo gli intellettuali di Tirana, il brindisino Nicolino Gioia, attore emigrato. Dopo “Italian Sud Est” (2003), questo secondo documentario sulla strada è di certo un ulteriore passo in avanti per il collettivo pugliese, quasi una sorta di secondo tassello di una trilogia ora in attesa di una giusta conclusione. Il titolo “Radio Egnatia” simbolicamente fa riferimento ad una stazione radio immaginaria il cui palinsesto è costituito dall’intreccio di suoni e informazioni reali di quei luoghi

Giacomo Ioannisci

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Hanno cambiato faccia

Posted on 08 febbraio 2010 by Luca Biscontini

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Hanno cambiato faccia” di Corrado Farina appartiene ormai ad un cinema di genere italiano tanto rimpianto quanto lontano. Tra i film-simbolo del filone vampiresco made in Italy, pur avendo citazioni che spaziano da Murnau a Dreyer, in pochi minuti sposta l’attenzione dello spettatore sul piano sociologico, con la figura del vampiro sempre più modello di gabbia sociale

Alberto Valli (Giuliano Disperati) è un giovane ed ambizioso dipendente della Auto Avio Motors di Torino di proprietà del magnate industriale Giovanni Nosferatu (Adolfo Celi). Una mattina viene inaspettatamente convocato dalla direzione all’ultimo piano, perché l’ingegnere desidera riceverlo nella sua villa tra i monti della Val di Susa. Giunto all’abitazione in compagnia di un’avvenente ragazza hippy, di nome Laura (Francesca Modigliani), nonostante il disappunto di lei, per via dell’atmosfera spettrale che vi regna, Alberto decide di entrarvi. Il mistero avvolge ogni singolo particolare. L’ingegnere desidera conoscerlo per affidargli un importante incarico: la presidenza della società Auto Avio Motors. Nella villa tutto si fa sempre più minaccioso e gli eventi non possono che far sospettare qualcosa di davvero malvagio che si cela dietro la vera identità dell’ingegnere. La fuga sembra l’unica soluzione. Ma così come è impossibile fuggire da una gabbia sociale, allo stesso modo è impossibile respingere il volere di un vero ed autentico vampiro.

Il film di Farina si può simbolicamente schierare tra i prodotti critici al neocapitalismo, in leggero anticipo addirittura anche sul cinema sovrastrutturale di John Carpenter, specie del capolavoro “Essi vivono”, con il dichiarato slogan marcusiano “Il terrore oggi si chiama tecnologia”. In “Hanno cambiato faccia” non scorre nemmeno una goccia di sangue, perché il vampiro (la società) succhia direttamente la nostra linfa vitale, la nostra libertà. L’ingegnere Nosferatu in questo senso pare un vampiro che crede in una società atomizzata, parcellizzata, come dimostrano anche le sequenze del giardino con i custodi che si muovono a bordo di una Fiat 500, o come nella riunione con i dirigenti delle sue società, tutti scelti alla nascita come prodotti in scatola al supermercato e allevati per poter diventare quello che in origine era il suo volere imprenditoriale. “Hanno cambiato faccia” è un film visionario che, nonostante i pochi mezzi, rappresenta di certo un curioso caso di cinema bis italiano, da riscoprire per approfondire un periodo ormai storico del nostro cinema, di quando alle mani alzate al cielo quasi  seguivano sempre film, canzoni e fumetti di dichiarata matrice politica, pur nascondendola con gusto e un pizzico di ingenuità. L’esordio di Farina è un film libero, anche se povero, ma ricco di idee originali.

Giacomo Ioannisci

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H2Odio

Posted on 01 gennaio 2010 by Ireneo Alessi

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Forse non è poi così banale come sembra, come lo hanno definito in molti alla sua uscita. Anche perché Alex Infascelli un esperimento con H2Odio l’ha pure vinto: primo film nella storia del cinema di genere uscito direttamente per il mercato delle edicole. E non solo, probabilmente.

Nel 2006 è stato, infatti, il primo film pensato e realizzato per un pubblico di cultori del genere ormai non più molto affezionato alla sala. E come ingredienti principali dentro c’è un po’ di tutto, a partire dalla collaudata tematica della follia umana. «Ho cercato di scandagliare l’anima femminile, il rapporto madre-figlia, la relazione tra amiche – ha dichiarato subito dopo l’uscita, il regista romano – Perché a differenza degli uomini che si confrontano con i traguardi, le donne hanno una rivalità che è nella stessa identità femminile». Intenti piuttosto complessi detti da un uomo, ma che Infascelli ha scelto comunque di rappresentare uscendo dagli ambienti malati a cui ha abituato il suo pubblico con Almost blue (2000) e Il siero della vanità (2004). Il malato va estirpato fin dalle radici. E infatti cinque amiche si ritrovano per un week-and di purificazione su un’isola deserta con lo scopo di portare avanti una sorta di terapia nutrizionale solamente a base di acqua.

Dopo un solo giorno di astinenza, alcune decidono di venir meno ai patti. Finché è l’acqua che comincia a mancare. E a seguire anche la ragione. Una di loro non ha mai smesso di osservarle… A parte l’aspetto rivoluzionario della distribuzione, è il cast di sole donne l’altra grande novità del film. Mentre l’atmosfera claustrofobica creata dall’isolamento, uno dei topos del cinema di genere anni Ottanta, torna a dominare la scena, aggiungendosi ad uno stile della narrazione e ad un modo di gestire la tensione che ricordano i primi Argento e De Palma, pur non riuscendo a riconfermarli fino in fondo. Poca paura a conti fatti, ma tanti buoni intenti, con musiche degli Harvestman un po’ ossessive, eppure decisamente azzeccate.

Il Dvd della Raro Video contiene un interessante booklet curato da Bruno Di Marino, il commento audio del regista, un backstage e diverse interviste ai realizzatori del film.

Giacomo Ioannisci

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Torino nera

Posted on 20 ottobre 2009 by V

Meglio chiarirlo da subito: questo Torino nera di Massimo Russo non ha niente a che vedere con il film di Lizzani del ’72. Si tratta, invece, di un super low budget girato da un gruppo di amici senza alcuna precedente esperienza al lungometraggio, capace, tuttavia, pur con tempistiche piuttosto dilatate (cinque anni di lavorazione), di mettere in piedi un autentico poliziottesco digitale. Dentro, infatti, c’è un po’ di tutto, tra citazioni e invenzioni registiche (anche casalinghe) a volte sorprendenti. Una su tutte è l’inseguimento a metà film tra le vie del centro di Torino. Per non parlare poi dei personaggi: dal capo della polizia, un nostalgico fascista, al detective privato lebowskiano.

A dare il via alle danze è un barbone che assiste per caso all’omicidio di una donna compiuto da un gruppo di satanisti. Il giorno seguente prova a confessare tutto alla polizia, ma non viene preso sul serio. Si rivolge così ad un improbabile investigatore privato disposto ad accettare qualsiasi caso pur di saldare i debiti accumulati. Poi la trama si fa caotica, fuori controllo, mentre il macchiettismo dei personaggi immischiati sempre più difficoltoso da seguire. Alla resa dei conti si resta comunque piacevolmente soddisfatti.

Giacomo Ioannisci

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