Ken il guerriero – La leggenda del vero salvatore

Ne “La leggenda del vero salvatore”, Kenshiro dovrà intraprendere un cammino di passione e purificazione.

Ne “La leggenda del vero salvatore”, Kenshiro dovrà intraprendere un cammino di passione e purificazione.

FAR EAST FILM FESTIVAL 13: “Wandering home” di Higashi Yoichi. Higashi Yoichi approda al Far East Film Festival con un lavoro ostico nell’accogliere lo spettatore all’interno della finzione scenica, ma che rivela uno sguardo sensibile e onesto a chi ha la pazienza di restare a guardare. Il cineasta nipponico è un esploratore di generi difficile da inquadrare in una categoria, non ha mai conquistato la fama mondiale, nonostante i riconoscimenti ricevuti (tra cui l’Orso d’Argento a Berlino nel 1996 per Village of Dreams). A cura di Francesca Vantaggiato

FAR EAST FILM FESTIVAL 13: Nakashima Tetsuya, conosciuto soprattutto per le commedie satiriche dal gusto pop e dalla fotografia accesa, propone questa volta un dramma scioccante immerso in una fotografia cianotica e spenta. La ricercatezza della regia arriva a confezionare immagini asettiche assoggettate ai criteri di eleganza e di rigore stilistico. A cura di Francesca Vantaggiato

FAR EAST FILM FESTIVAL 13: “Seaside Motel” di Moriya Kentaro. Con un principio rockettaro che si spinge su uno scorcio marittimo mozzafiato, parte la seconda opera del giapponese Moriya Kentaro, che dopo questo incipit composto ci porta ben altrove. Le vicende grottesche e variegate si svolgono infatti tutte al “Seaside Motel”, una bettola che, al contrario di quanto riferisce il nome, è posta nel bel mezzo delle montagne. A cura di Rita Andreetti

FAR EAST FILM FESTIVAL 13: “Villain” di Lee Sang-il. Lee Sang-il si ispira al romanzo di Yoshida Shuichi per narrare la storia di Yuichi (Tsumabuki Satoshi), un ragazzo solitario e introverso che vive con i nonni, accusato di omicidio. Il film ha avuto molti riconoscimenti, tra cui i premi della Japan Academy al Miglior Attore (Tsumabuki Satoshi), alla Migliore Attrice (Fukatsu Eri), al Miglior Attore Non Protagonista (Emoto Akira) e alla Migliore Attrice Non Protagonista (Kiki Kirin). A cura di Francesca Vantaggiato

A diciassette anni dalla sua effettiva uscita in Giappone e sulla scia della distribuzione di altri cult nipponici, Pom Poko (1994), con una proiezione-evento, giunge ufficialmente in Italia. E, come per ogni altro film dello Studio Ghibli, l’anno di produzione conta poco: forma e contenuti ci pongono di fronte ad un’opera sempre attuale. Recensione di Veronica Mondelli

«”Autumn adagio” di Tsuki Inoue, giovane regista giapponese, è un film delicato, dalle atmosfere rarefatte, sobrio e poetico, girato con una sensibilità rara».

«Dopo il botto con “Ghost in the shell” (Lo spirito nel guscio) del 1995, ecco che finalmente vede la luce anche in Italia “The sky crawlers”, l’ultimo bellissimo film d’animazione dello specialista Mamoru Oshii».

“Fin dalle prime scene il regista costruisce la storia dal particolare al generale, sviluppando il discorso narrativo a partire da uno studio analitico dei dettagli e dei gesti, realizzato mediante inquadrature inattese, piani sequenza lunghi e un montaggio ridotto all’osso”.

“Perchè bevi? Cosa devi dimenticare, papà?” “Non lo so, cosa devo dimenticare, non lo so”. Il padre di Tadasuke è un alcolizzato, lo è diventato dopo essere stato aggredito e picchiato, dopo aver perso conoscenza per tre giorni e parzialmente la memoria. Ora vive con il figlio che lo filma nelle sue stralunate bevute in squallidi bar giapponesi, nell’ancor più squallida Taisho-ku, città nella prefettura di Osaka.

Il disegno nasce dal disegno, diceva Saul Steinberg: una linea può essere oggetto, persona, paesaggio, discorso. Se poi la linea si dipana in una sequenza cinematografica, come avviene in Highway Jenny dell’autore di video musicali di Hokkaido Masaaki Fukushi, può diventare storia.

Pupazzi di cartapesta per raccontare l’orrore. E’ Lovecraft secondo Ryo Shinagawa (1970), direttore del mensile giapponese “Studio Voice” e presidente della Spleen Films. Due racconti dell’Omero di Providence, di quel Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) inventore di un’epica dell’orrore con i suoi miti e i suoi eroi.

La vita di una normale famiglia di Tokyo viene sconvolta dall’assassinio del figlio Tom. Per tempo Yuriko era stata tormentata da brutti sogni che Anthony, tuttavia, sembrava non capire.

La pellicola, tratta dal racconto di Nakagawa Rieko, narra la ‘tenera amicizia’ tra l’affabile pesciolina rossa di nome ‘Ponyo’ ed un bimbo di cinque anni che vive in cima ad una scogliera in compagnia della tenace quanto irreprensibile madre Risa. A metà tra un pesce ed una bambina, la piccola protagonista, indiscutibilmente “fuori dal coro”, [...]

Piccola antologia di cinema potenziale, tragicomica ricerca d’una ispirazione perduta, “Kantoku – Banzai! – Glory to the filmaker”, presentato da Takeshi Kitano a Venezia nel 2007, fa a pezzi l’idea stessa di film, corrode dall’interno il cinema dell’istrionico regista giapponese e destabilizza le consolidate convenzioni di fruizione di un’opera.

Questo mese in edicola allegato a Taxi Drivers: Nightmare Detective. Il thriller di Shinya Tsukamoto.