Il concerto

“Lievità ed ironia per combattere le umane tragedie: torna l’inconfondibile tocco del regista Radu Mihaileanu, che tanta fama ha ottenuto con il commovente e magnifico Train de Vie…..”

“Lievità ed ironia per combattere le umane tragedie: torna l’inconfondibile tocco del regista Radu Mihaileanu, che tanta fama ha ottenuto con il commovente e magnifico Train de Vie…..”

“In una prigione futuristica situata nello spazio, un gruppo di scienziati conduce esperimenti su detenuti di massima pericolosità. La vita della stazione è garantito dal solo isolamento tra i due gruppi. L’equilibrio viene messo a dura prova dall’arrivo di un nuovo detenuto….”

“Bilal vuole attraversare la Manica nascondendosi in uno dei tanti tir che trasportano merci da una parte all’altra. Insieme ad un gruppo di disperati come lui tenta la traversata, ma fallisce miseramente”.

“Di nuovo il difficile tema della scuola nel cinema francese, dopo la recente vittoria al Festival di Cannes de “ La classe” di Laurent Cantet. « La journée de la jupe » di Jean-Paul Lilienfeld vede, tra l’altro, il ritorno di una straordinaria attrice, Isabelle Adjani, protagonista di pellicole illustri girate da registi di culto (Truffaut, Herzog, Ivory, Techinè)”.

“Le jardin de jad di Georgi Lazarevski mette in scena con struggimento e ironia l’infinita questione israelo-palestinese. Il muro di Gerusalemme est è in costruzione davanti un ospizio, e la simpatica comunità di anziani che lo abita (Palestinesi) vive con stupore e sdegno, ma anche con un umoristico distacco del senno di poi, l’ennesima assurdità commessa in quest’area del mondo così caotica”.

“Presentato già al Festival di Roma 2008, esce ora nelle sale, distribuito da Fandango, “Louise Michel”, lungometraggio francese che si radica in pieno nel movimentato stato d’agitazione e crisi cui il mondo del lavoro, e non solo quello, è oggi vittima ed insieme carnefice.”

Cinema ostinato quello di Abdellatif Cechiche, accanito, oltranzista nel mantenersi cocciutamente ma sacrosantamente in “situazione”; ed ecco che un normalissimo pranzo di famiglia scandito dal chiacchiericcio insipido di commensali trascurabili diviene “evento”, in cui la dilatazione del tempo, contestando la tirannia dell’ellissi, innesta una poetica potente, illuminando l’inessenziale del quotidiano e svelandone l’occulto potere. La [...]
“Il tempo distrugge tutto”, il tempo è irreversibile. Per evidenziarlo, Gaspar Noè contraddice il leit motiv del suo film, prendendo il tempo e rovesciandolo attraverso una narrazione invertita.

L’Académie de France à Rome, con sede a Villa Medici, ha recentemente reso omaggio (13-18 gennaio 2009), con una rara retrospettiva integrale, ad uno dei più importanti registi francesi della generazione successiva alla celebre ondata rivoluzionaria della Nouvelle Vague.

Un po’ di Francia, finalmente, al Festival di Roma. Cédric Kahn compone un film controcorrente rispetto alle sobrie atmosfere tipiche del cinema d’oltralpe, mettendo in scena un’appassionata storia d’amore, che vede come protagonista femminile una sempre più convincente Valeria Bruni Tedeschi.

Tante emozioni e risate con l’ultimo film di Radu Mihaileanu, “Le concert”, una pellicola in cui questioni assai complesse, come la situazione della Russia post-sovietica, vengono affrontate attraverso il filtro di una comicità tutta slava. E poi tanta ottima musica, come il concerto per violino di Tchaikovsky. Cosa rimane del sogno comunista? Davvero poco, se [...]
Dante 01 vuole essere una pellicola diversa dai soliti blockbuster americani, ricchi di effetti speciali e budget corposi, ma piantata allo stesso tempo su solide basi come i vecchi film di fantascienza quali “2001: Odissea nello spazio”, “Solaris”, e altri.

“Con una storia che ha del surreale e fantastico, uno dei cineasti francesi di maggiore talento, Francois Ozon, ci trascina nella sua ultima pellicola Ricky”.

“Che cos’è un capolavoro?: è un’opera in cui la rappresentazione della realtà è sottoposta ad una torsione tale da provocare un rovesciamento delle prospettive e delle forme usuali, con un’immediatezza e un vigore che confondono, e al tempo stesso estasiano, coloro che ne fruiscono.”

Io non so se vivo. Io mi muovo. Cerco. Così Vittorio (Sergio Castellitto) si definisce e si defila dall’inquadratura, una volta per tutte, alla fine dell’ultimo film di Jacques Rivette, miracolosamente visibile anche in sala italiana (forse per la presenza dello stesso Castellitto?).

“In una sobria Parigi, spogliata quasi interamente della sua magia, si srotola e prende forma la storia di Grégoire Canvel (Louis-Do de Lencquesaing), produttore cinematografico carismatico che, tra progetti ambiziosi e sfide quotidiane, porta avanti la Moon Films, compagnia indipendente fondata dallo stesso”.