
FAR EAST FILM FESTIVAL 13: “Cyrano Agency” di Kim Hyun-seok. “Cyrano Agency” non è soltanto una commedia romantica, che utilizza un po’ di miele qua e là per aumentare le aspettative del pubblico; nel film infatti abbiamo appunti di genere poliziesco, zuccherate di action movie, accanto a tematiche profonde che interessano il rapporto di coppia, con dialoghi talvolta spinti verso profonde riflessioni. A cura di Rita Andreetti

FAR EAST FILM FESTIVAL 13: “The man from nowhere” di Lee Jeong-beom. Il secondo lungometraggio del regista Lee Jeong – beom è un action thriller dove splende la star del cinema coreano Won Bin. Il film è stato un campione di incassi (circa 41 milioni di dollari al botteghino) e l’accoglienza del pubblico, sia maschile sia femminile, è stata molto calorosa. A cura di Francesca Vantaggiato

FAR EAST FILM FESTIVAL 13: “Night fishing ” di Park Chan-wook e Park Chan-kyong.
Forse non tutti sanno che… il nuovo film di Park Chan-wook, che aveva preparato il nostro stomaco con la “trilogia della vendetta”, tra Mr. e Lady vendicatori e un non tanto più tranquillo “Old boy”, non è solo di Park Chan-wook. Questa volta la comoda sedia da regista si fa stretta per ospitare anche il fratello Park Chan-kyong, e insieme si firmano PARKing CHANce. A cura di Rita Andreetti.

“Regista eclettico e versatile, stilisticamente elegante e raffinato al limite del manierismo, Im Sang-soo torna dietro la macchina da presa dopo quattro anni”.
apr 11 2011 | Incluso in
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«E la poesia? C’è ancora spazio per essa? Lee Chang-Dong ci invita, nel suo “Poetry”, a riflettere sulla questione».
apr 2 2011 | Incluso in
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Il coreano Park Chan-wook, autore dell’indimenticabile trilogia della vendetta e vincitore nel 2004 a Cannes del Gran Prix Speciale della Giuria proprio per Old Boy, presenta sul grande schermo dell’Asian Film Festival “Thirst”, Premio della Giuria a Cannes nel 2009.

«Uno dei registi di punta della nuova cinematografia coreana relegato in Italia nelle visioni festivaliere e senza una distribuzione… Un vero peccato, perché “Mother” (2009), presentato al Festival di Cannes 2009 nella sezione “Un Certain Regard”, e qui in concorso all’Asian Film Festival, conferma le ottime capacità narrative e di messa in scena di Bong Joon-ho».

“L’isola”, che sconvolse la Mostra del Cinema di Venezia nel 2000, rimane uno dei momenti più alti della carriera di Kim ki Duk. Un film silente, come la sua protagonista che da mite custode di un parco acquatico diviene prostituta di notte e contenitore di tutte le frustrazioni, depressioni, brutture e angosce dell’umanità.