Giorgio Pasotti e il piccolo Niccolò

Mio Papà

Lorenzo ha 35 anni e lavora come sommozzatore su una piattaforma petrolifera. Lavoro duro, di quelli da uomini tutti d’un pezzo. E nel suo mestiere Lorenzo è uno dei migliori. Alla sera, quando ne ha voglia, scende a terra. Lorenzo con le donne ci sa fare ma ha una regola, una notte e poi sparisce. Non si ferma a dormire, mai.

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Diplomacy – Una notte per salvare Parigi

È la notte fra il 24 e il 25 e il 25 agosto 1944. Gli Alleati stanno per liberare Parigi, ma il Fuhrer ha deciso che distruggerà la città per punire “l’arroganza dei francesi che credono che sia già finita”. Le mine sono piazzate sotto Notre Dame, la torre Eiffel, il Louvre, l’Opera, l’Arco di Trionfo. Manca solo l’ordine definitivo affinché ponti, monumenti, stazioni saltino per aria, portando con sé circa 3 milioni di civili residenti nella Ville Lumière.

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Vita di Pi

Dopo tre anni di silenzio, Ang Lee torna dietro la macchina da presa per raccontare con occhi carichi di meraviglia l’itinerario di perdizione e rinascita del giovane indiano Pi che, sopravvissuto a una tempesta, si ritrova naufrago in pieno Oceano, a bordo di una scialuppa che deve condividere con una tigre feroce.

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Il ventaglio segreto

Il film offre la possibilità di riflettere sull’oppressione esercitata dall’uomo sulla donna attraverso tradizioni e costumi forniti da ‘motivazioni culturali’.

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Venere nera

Abdellatif Kechiche, dopo l’ottimo “Cous Cous”, torna con un film che mette in scena la vita di Saartjie Baartman (la “venere ottentotta”).

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Bronson

“Michael Peterson, alias Charles Bronson, è, ed è stato, il detenuto più pericoloso della Gran Bretagna, da trentacinque anni in carcere, di cui trenta in isolamento”.

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Cirkus Columbia

“Il film, curatissimo nella regia e illuminato da una splendida fotografia, si svolge in un paesino della Bosnia Erzegovina nel 1991, pochi anni dopo la caduta del comunismo”.

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Tutti per uno

“Romain Goupil ‘abbassa’ il punto di vista all’altezza dei bambini per firmare un film politicamente impegnato, leggero nei modi e diretto nelle intenzioni provocatorie”.

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“The Wholly family”: il cortometraggio su Napoli di Terry Gilliam

Visionario, grottesco e surreale è il lavoro di Terry Gilliam, cortometraggio ambientato a Napoli e prodotto dal Pastificio Garofalo. Dopo l’esperienza con Edo Tagliavini (L’alchimia del Gusto), Pappi Corsicato (Questione di Gusti) e Valeria Golino (Armandino e il Madre) – che si è subito aggiudicata il Nastro d’Argento con questo esordio alla regia – Garofalo torna a fare cinema affidandosi stavolta al genio poco rassicurante di Brazil.

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Et in terra pax

Cercare la bellezza ovunque, anche nel putrido, nel violento, nel disumano. Questa, in estrema sintesi, la mission poetica di “Et in terra pax”.

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “This must be the place” di Paolo Sorrentino

FESTIVAL DI CANNES 2011: “This must be the place” è il traguardo da cui parte la nuova era del regista partenopeo che ha creduto in se stesso e ha voluto fare della sagacia e della libertà artistica le proprie bandiere. Una produzione tutta italiana (insieme al supporto europeo di Francia e Irlanda) che però sfida il mercato americano più ostico, ovvero quello indipendente d’autore. Recensione di Gianluigi Perrone

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Mr. Beaver

“Jodie Foster torna alla regia con un film sulla depressione, in cui cerca di proteggere la famiglia dagli alti e bassi della vita”.

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Melancholia” di Lars Von Trier (In Concorso)

FESTIVAL DI CANNES 2011:se “Antichrist” era un grido di rabbia e odio, “Melancholia”, film gemello e, allo stesso tempo, evoluzione del precedente, è un lamento rassegnato verso l’inarrestabile fine. Quella apocalisse che sin dall’inizio del film è disvelata in una maniera sublime e visivamente estetizzata, che rievoca il surreale stridore di denti delle opere di Euronymous Bosch, reinterpretate da Dave Patchett. Recensione di Gianluigi Perrone

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Restless” di Gus Van Sant (Un Certain Regard)

FESTIVAL DI CANNES 2011: lo si attendeva da un pezzo il ritorno di Gus Van Sant, il maestro dei piani sequenza infinti, lenti che bucano lo schermo, collocandosi in fuori campo anarchico e visionario. Dopo aver trionfato nel 2003 sempre a Cannes con lo sconvolgente Elephant, e dopo la parentesi di Milk, biopic che valse l’Oscar come migliore attore a Sean Penn, il regista americano torna a calcare la croisette e, anche stavolta, cambia registro, se non altro dal punto di vista formale, costruendo un film decisamente atipico, discutibile, coraggioso.

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Tatanka

“L’ennesima operazione di basso profilo che ha usufruito dei fondi del Ministero per i beni e le attività culturali, in quanto riconosciuta d’interesse culturale”

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Hai paura del buio

“Coppola, al suo primo lungometraggio, riesce a sviluppare un’attenta poetica delle immagini declinata in chiave fortemente politica”.

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Cappuccetto rosso sangue

“Nel virgineo candore dei boschi innevati torna a fuggire dal lupo la famosa mantellina rossa, simbolo mestruale della pubertà femminile. Ma l’impressione è che corra per inerzia”.

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L’altra verità

“La prima vittima della guerra è la verità. Questa consapevolezza che Eschilo ci ha trasmesso è il tema fondante del film di Ken Loach”.

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Malavoglia

“Il film di Pasquale Scimeca è una trasposizione moderna del dramma verghiano. Dell’originale conserva i personaggi, le professioni, il crudele destino, ma non l’esito finale”.

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The Housemaid

“Regista eclettico e versatile, stilisticamente elegante e raffinato al limite del manierismo, Im Sang-soo torna dietro la macchina da presa dopo quattro anni”.

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Il prossimo tuo

FILMSTUDIO: “Il prossimo tuo”, film di Anne Riita Ciccone, presentato nel 2008 al Festival Internazionale del Cinema di Roma, visto da TAXIDRIVERS per la sezione dedicata al cinema indipendente. Recensione di Valentina Calabrese

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Poetry

«E la poesia? C’è ancora spazio per essa? Lee Chang-Dong ci invita, nel suo “Poetry”, a riflettere sulla questione».

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Non lasciarmi

«”Non lasciarmi”: thriller dell’anima soffuso e cadenzato, che racconta l’esistenza angosciante di giovani esseri umani creati per essere letteralmente destinati al macello».

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Il gioiellino

«”Il gioiellino” rientra a pieno diritto nel nuovo cinema politico italiano, segnato da opere che fanno della denuncia sociale e civica il sottotesto della narrazione».

Svinalängorna

Beyond

«Anche se è un’opera prima per Pernilla August, “Beyond” dimostra una sorprendente maturità di sguardo».

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Rabbit Hole

“Rappresentare sul grande schermo il dolore più profondo che si possa immaginare, la perdita di un figlio, non è certo impresa facile: ci prova John Cameron Mitchell”

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Un gelido inverno

«”Un gelido inverno” contiene al suo interno tanto cinema americano, quello indipendente e non allineato, soprattutto degli ultimi anni: questa è la forza del film».

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Another year

“Mike Leigh torna con un film amaro, in cui sotto i riflettori sono poste le solitudini di alcuni personaggi non più giovani, le cui esistenze volgono inesorabilmente al tramonto”.

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Biutiful

«”Biutiful” è una di quelle pellicole che ti restano addosso per giorni, al di là di pregi e difetti».

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La versione di Barney

“Il film di Richard J. Lewis è lontano da obiettivi meramente economici, dimostrandosi il frutto di una profonda passione per il romanzo del più importante scrittore canadese del ‘900″

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