Articolo etichettato come: Genere: Drammatico

Vita di Pi

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Dopo tre anni di silenzio, Ang Lee torna dietro la macchina da presa per raccontare con occhi carichi di meraviglia l’itinerario di perdizione e rinascita del giovane indiano Pi che, sopravvissuto a una tempesta, si ritrova naufrago in pieno Oceano, a bordo di una scialuppa che deve condividere con una tigre feroce.

XVII ed. Isola del Cinema: “As melhores coisas do mundo” di Laĺz Bodansky

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XVII ed. Isola del Cinema: “As melhores coisas do mundo” di Laĺz Bodansky. Film fresco, tratto dalla serie di romanzi di formazione intitolati “Mano, As melhores coisas do mundo”, che analizza il passaggio all’età adulta, ed esamina la possibilità di raggiungere la felicità solo attraverso l’inconsapevolezza dell’infanzia. Recensione di Francesca Tiberi

Il ventaglio segreto

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Il film offre la possibilità di riflettere sull’oppressione esercitata dall’uomo sulla donna attraverso tradizioni e costumi forniti da ‘motivazioni culturali’.

Venere nera

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Abdellatif Kechiche, dopo l’ottimo “Cous Cous”, torna con un film che mette in scena la vita di Saartjie Baartman (la “venere ottentotta”).

Bronson

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“Michael Peterson, alias Charles Bronson, è, ed è stato, il detenuto più pericoloso della Gran Bretagna, da trentacinque anni in carcere, di cui trenta in isolamento”.

Cirkus Columbia

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“Il film, curatissimo nella regia e illuminato da una splendida fotografia, si svolge in un paesino della Bosnia Erzegovina nel 1991, pochi anni dopo la caduta del comunismo”.

The Dust of Time (La polvere del tempo)

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Dopo “La sorgente del fiume”, Theo Angelopulos firma il secondo capitolo della sua personale trilogia con “The Dust of Time” (“La polvere del tempo”).

Tutti per uno

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“Romain Goupil ‘abbassa’ il punto di vista all’altezza dei bambini per firmare un film politicamente impegnato, leggero nei modi e diretto nelle intenzioni provocatorie”.

“The Wholly family”: il cortometraggio su Napoli di Terry Gilliam

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Visionario, grottesco e surreale è il lavoro di Terry Gilliam, cortometraggio ambientato a Napoli e prodotto dal Pastificio Garofalo. Dopo l’esperienza con Edo Tagliavini (L’alchimia del Gusto), Pappi Corsicato (Questione di Gusti) e Valeria Golino (Armandino e il Madre) – che si è subito aggiudicata il Nastro d’Argento con questo esordio alla regia – Garofalo torna a fare cinema affidandosi stavolta al genio poco rassicurante di Brazil.

Et in terra pax

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Cercare la bellezza ovunque, anche nel putrido, nel violento, nel disumano. Questa, in estrema sintesi, la mission poetica di “Et in terra pax”.

FESTIVAL DI CANNES 2011: “This must be the place” di Paolo Sorrentino

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “This must be the place” è il traguardo da cui parte la nuova era del regista partenopeo che ha creduto in se stesso e ha voluto fare della sagacia e della libertà artistica le proprie bandiere. Una produzione tutta italiana (insieme al supporto europeo di Francia e Irlanda) che però sfida il mercato americano più ostico, ovvero quello indipendente d’autore. Recensione di Gianluigi Perrone

Mr. Beaver

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“Jodie Foster torna alla regia con un film sulla depressione, in cui cerca di proteggere la famiglia dagli alti e bassi della vita”.

Il ragazzo con la bicicletta

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“Pur conservando rigore e realismo, la scrittura dei Dardenne perde le caratteristiche portanti che, fino ad ora, avevano contraddistinto il loro cinema”.

FESTIVAL DI CANNES 2011: “Melancholia” di Lars Von Trier (In Concorso)

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FESTIVAL DI CANNES 2011:se “Antichrist” era un grido di rabbia e odio, “Melancholia”, film gemello e, allo stesso tempo, evoluzione del precedente, è un lamento rassegnato verso l’inarrestabile fine. Quella apocalisse che sin dall’inizio del film è disvelata in una maniera sublime e visivamente estetizzata, che rievoca il surreale stridore di denti delle opere di Euronymous Bosch, reinterpretate da Dave Patchett. Recensione di Gianluigi Perrone

FESTIVAL DI CANNES 2011: “Michael” di Markus Schleinzer (In Concorso)

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FESTIVAL DI CANNES 2011:scioccante, traumatizzante e disturbante come il rumore di un gessetto che stride sulla superficie di una lavagna, irrompe al Festival di Cannes, nella sezione “In Concorso”, “Michael” di Markus Schleinzer. Al suo esordio, il regista austriaco mette in scena una storia di pedofilia raccapricciante.

FESTIVAL DI CANNES 2011: “Le Gamin au vélo” di Jean-Pierre e Luc Dardenne (In Concorso)

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FESTIVAL DI CANNES 2011: “Le Gamin au vélo” di Jean-Pierre e Luc Dardenne. Non potevano di certo mancare. I fratelli Dardenne sono di casa a Cannes e, dopo aver vinto la Palma d’oro nel 2005 con L’enfant, tornano quest’anno con “Le Gamin au vélo” (Il ragazzo con la bicicletta), film selezionato nella sezione Competizione.

FESTIVAL DI CANNES 2011: “Restless” di Gus Van Sant (Un Certain Regard)

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FESTIVAL DI CANNES 2011: lo si attendeva da un pezzo il ritorno di Gus Van Sant, il maestro dei piani sequenza infinti, lenti che bucano lo schermo, collocandosi in fuori campo anarchico e visionario. Dopo aver trionfato nel 2003 sempre a Cannes con lo sconvolgente Elephant, e dopo la parentesi di Milk, biopic che valse l’Oscar come migliore attore a Sean Penn, il regista americano torna a calcare la croisette e, anche stavolta, cambia registro, se non altro dal punto di vista formale, costruendo un film decisamente atipico, discutibile, coraggioso.

Tatanka

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“L’ennesima operazione di basso profilo che ha usufruito dei fondi del Ministero per i beni e le attività culturali, in quanto riconosciuta d’interesse culturale”

Hai paura del buio

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“Coppola, al suo primo lungometraggio, riesce a sviluppare un’attenta poetica delle immagini declinata in chiave fortemente politica”.

Diciottanni. Il mondo ai miei piedi

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“Un’opera complessa dalle tematiche importanti, ma decisamente gradevole, che mostra l’abilità e la capacità della Rocchetti di dirigere”.

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