
Hamam può essere considerato il film manifesto di Ozpetek per diversi motivi. Innanzi tutto perchè il regista si trova in un momento della sua carriera nel quale può sentirsi puro. In quanto esordiente, e quindi per nulla certo del proprio futuro, si lancia nel progetto con passione, desideroso di esprimere quanto più compiutamente la propria visione.

“20 gennaio 1976, Padova. Massimo Carlotto, diciotto anni, si trova per caso vicino un’abitazione dalla quale si sentono urla strazianti che chiedono aiuto, entra nella casa sconosciuta e trova una donna uccisa. Decide di andare dalla polizia per testimoniare ciò che ha visto ma, suo malgrado, è accusato lui stesso dell’omicidio.”

“Il linguaggio cinematografico di Fernando Di Leo è saldamente ancorato a principi ben definiti. Violenza, politicizzazione e critica sociale fanno da eco alla produzione del regista pugliese che li ha da sempre utilizzati come imprescindibile mezzo di comunicazione”.