La doppia ora

Unica opera prima italiana presentata in concorso all’ultimo Festival di Venezia, La doppia ora è un noir intimista che ben dialoga col genere mèlo.

Unica opera prima italiana presentata in concorso all’ultimo Festival di Venezia, La doppia ora è un noir intimista che ben dialoga col genere mèlo.

Il titolo del lungometraggio d’esordio di Federico Rizzo si presenta quale omaggio sia all’opprimente carcere di “Fuga da Alcatraz” di Don Siegel che al particolare humour di “Fuga dalla scuola media” di Todd Solondz.

“Testamento spirituale di Marcello Baldi, regista dalle forti radici cristiane morto a 85 anni poco dopo la fine delle riprese tra i suoi monti trentini, “Narciso”, è storia di tolleranza e sacrificio, tentativo disperato di riconquista d’un rapporto non conflittuale tra uomo e natura.”

Wilma Labate firma la regia di Signorinaeffe: oscuro pezzo di storia tutta italiana caratterizzata da rivolte e instabilità popolare. Attraverso la confusa storia d’amore tra Emma (Valeria Solarino) e Sergio (Filippo Timi), la regista romana – da sempre solidale nel valorizzare sul grande schermo tematiche sociali – attualizza per le nuove generazioni, la crisi della Fiat del 1980 e ricostruisce la relativa marcia dei quarantamila.