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“Duncan Jones dirige un avvincente thriller, esprimendo il concetto possibilista mutuato dalla fisica quantistica con il suo linguaggio asciutto e la sua estetica dell’alterazione”.

“Duncan Jones dirige un avvincente thriller, esprimendo il concetto possibilista mutuato dalla fisica quantistica con il suo linguaggio asciutto e la sua estetica dell’alterazione”.

“Onesto prodotto per fan di genere, tendenzialmente under 30″.

“Todd Phillips dà il via ad una commedia volta a portare all’attenzione del pubblico l’ennesima strana coppia della risata su celluloide a stelle e strisce”.

Dopo aver trascorso sette anni e ventidue giorni in prigione per aver ucciso il violento marito poliziotto Mike (Michael Paré), Marnie Watson (Famke Janssen) si trova a dover scontare gli ultimi sei mesi di condanna agli arresti domiciliari, con una cavigliera elettronica indosso che le impedisce di allontanarsi di oltre cento passi dal raggio del segnale sorgente e la costante custodia di Shanks (Bobby Cannavale), ex collega del defunto.

“Ascanio Celestini esordisce alla regia senza incertezze, confrontandosi con la questione della malattia mentale, e lo fa con l’abilità ciarliera del suo linguaggio libero, attraversando lo spettatore”.

“Torna l’eroe verde più umano che mai”.

La sezione Concorso dell’VIII edizione dell’Asian Film Festival prende avvio dall’obliqua prospettiva di One day, opera prima di Hou Chi-Jan, regista taiwanese messosi in luce già con i suoi corti e col documentario-mappa sui film d’explotation taiwanesi degli anni ‘70 Taiwan Black Movies (2005), attirandosi l’attenzione del capofila della nouvelle vague taiwanese Hou Hsiao-hsien, che di questo primo lungometraggio è il produttore esecutivo
«“Hanno cambiato faccia” di Corrado Farina appartiene ormai ad un cinema di genere italiano tanto rimpianto quanto lontano. Tra i film-simbolo del filone vampiresco made in Italy, pur avendo citazioni che spaziano da Murnau a Dreyer, in pochi minuti sposta l’attenzione dello spettatore sul piano sociologico, con la figura del vampiro sempre più modello di gabbia sociale.»

“Fresco di palma d’oro veneziana, Lebanon è lo sguardo claustrofobico sull’uomo braccato dalla guerra, carnefice e vittima allo stesso tempo”.
Il primo lungometraggio di Raffaele Verzillo (dopo il corto L’ultimo sigillo e due serie di Incantesimo) costringe lo sguardo a rinunciare ai suoi segni distintivi – globalità e simultaneità della visione – e a dividersi tra tre piani distinti. Primo piano: il coraggio. Animanera è il primo film italiano che sceglie di raccontare la pedofilia, [...]