Tag Archive | "Durata: 126′"

Tags: , , , , , ,

Cosa voglio di più (Festival di Berlino 2010)

Posted on 01 marzo 2010 by Luca Biscontini

pierfrancesco-favino-e-alba-rohrwacher-in-una-scena-del-film-cosa-voglio-di-piu-diretto-da-silvio-soldini-144981

Cosa voglio di più? Il titolo del nuovo film di Silvio Soldini è la domanda senza risposta che si legge negli occhi insicuri dei protagonisti, mentre vengono travolti, senza poter offrire resistenza, da una passione extraconiugale che sconvolge la loro vita sentimentale perfetta.

Lei, Anna (Alba Rohrwacher), convive felicemente con Alessio (Giuseppe Battiston). Stanno arredando la loro casa e progettano di fare un bambino. Lui, Domenico (Pierfrancesco Favino), è sposato con Miriam (Teresa Saponangelo) e ha due figli. Le vite di Anna e Domenico procedono serene fino a quando si incontrano e tra loro scocca la scintilla. Si avvicinano per simpatia, curiosità ed attrazione fisica. Poi le cose si complicano perché si innamorano perdutamente e la scappatella diventa una vera e propria passione extraconiugale che corrode lentamente la loro sicurezza, la stima in loro stessi e le loro vite sentimentali.

Soldini analizza il tradimento, indaga l’istinto che induce a commetterlo ed il sentimento che spinge a protrarlo. Lo sfondo è quello di una Milano attraversata dalla crisi economica, dove qualsiasi segnale di precarietà e momento di difficoltà nella vita quotidiana diventano, per i protagonisti, una giustificazione per cercare una fuga, qualcosa di nuovo e di diverso che faccia dimenticare loro le preoccupazioni. Sanno di commettere un errore, ma sembrano non poterci fare nulla, mossi da un destino che li spinge l’uno incontro all’altra.

Il tema del tradimento non rappresenta niente di nuovo per il cinema, è già stato raccontato ed analizzato in tutte le sue sfaccettature. Soldini è comunque bravo nella prima parte a mettere in tavola le carte, e a porre l’accento sull’isitnto che genera il tradimento. Riesce inoltre a fare identificare lo spettatore con i personaggi, presentando i piccoli aspetti quotidiani che accomunano le vite di tutti: la spesa, la birra con gli amici, la cena a casa, la serata in piscina. Il disagio dei protagonisti, con impeto sempre più dirompente, investe e rovina questi semplici momenti fino al climax del pranzo domenicale con tutta la famiglia, che si conclude con una scenata per una parola innocua, avvertita da Anna come fuori posto. Efficaci anche alcune battute ed alcuni episodi che tengono sempre viva l’attenzione.

Quando però dall’analisi degli istinti si passa a quella dei sentimenti, il racconto perde di ritmo, diventa più retorico ed anche i dialoghi sono meno incisivi.

Il film nel complesso non lascia il segno. Seppure con qualche spunto interessante ed alcune situazioni divertenti, viene affrontata una tematica già abusata. Nella seconda parte viene aggiunto poco di nuovo rispetto alla prima, e la caratterizzazione psicologica dei personaggi non diventa più profonda, ma ripete se stessa con un linguaggio che perde di efficacia, quando dall’analisi dei loro istinti si passa a quella dei loro sentimenti.

Da sottolineare l’ottima prestazione degli attori che prestano volti e corpi ai propri personaggi, con credibilità e senza inibizioni.

Matteo Aniello

Comments (0)

Tags: , , , , , ,

Promettilo!

Posted on 22 febbraio 2010 by Luca Biscontini

promettilo_001

Emir Kusturica non cerca la credibilità né la verosimiglianza. Il suo buffo e ingenuo Tsane (Uros Milovanovic), adolescente contadino sprovveduto, con sincerità racconta bugie – una verità arricchita – e non vuole che gli si creda. Inciampa tra le storture e i trucchi del mondo adulto, incantandosi delle meraviglie metropolitane (dei piani d’un grattacielo quanto delle curve d’una donna). Eppure, come uno strano ibrido d’un personalissimo catalogo di rimandi finzionali che potrebbe andare dal Buster Keaton di Go west, passando per i bambini del De Sica neorealista e abbracciando infine il certamente meno noto, ma non meno indimenticabile Guizzardi creato dalla penna di Gianni Celati, con ostinazione persegue e porta a termine gli obiettivi promessi all’anziano nonno prima di partire per il suo viaggio iniziatico che, cominciato con ombrello e mucca al seguito, finirà nel più gioioso e improvvisato degli altari.

Tra slapstick – congegni e trappole meccaniche, caratteristi e torte in faccia – visionarietà che vaga dal primo Tarkovsky agli amanti in volo sui tetti di Chagall, giochi metalinguistici (la più volte ripetuta pulsione scopica dello spiare attraverso un binocolo), inquadrature dall’alto valore figurativo (le donne – soprattutto l’incantevole e dolcissimo volto di Jasna, Marija Petronijevic – riprese dietro i vetri d’una finestra o sul davanzale) e ripetuti richiami alle sonorità e alle peculiarità del mondo gitano, Promettilo!, girato in Serbia nel 2007, presentato a Cannes l’anno successivo e solo ora distribuito in Italia, non cerca la misura né l’equilibrio, bensì si permea d’un grottesco che sfocia presto nella farsa e nella parodia dei generi, nel caricaturale o finanche nel demenziale.

Kusturica sceglie di eccedere, facendosi beffa di ritualità e stereotipi di ortodossie tanto filmiche quanto religiose. Nel bene o nel male gioca tutto sulla superficie, ovvero senza alcuna volontà d’introspezione psicologica. I corpi in scena sono privi di caratterizzazione interiore, ma piuttosto messi lì come parte del congegno spettacolare, strumento di gag e raccordo tra intuizioni visive capaci di vivere di forza autonoma, spesso sopravvivendo anche ad imbarazzanti battute al limite della decenza.

Colora l’immagine con tonalità emotive molto nette e distinte. Ricorre ad un certo plateale manicheismo compositivo, sia nella forma che sul piano narrativo. Dai luoghi alle situazioni fino alle caratteristiche fisiche dei personaggi imperversano polarità opposte sempre sul punto di scontrarsi: città/campagna, purezza/prostituzione, buoni/cattivi, alto/basso, fino al crocevia tra matrimonio/funerale che trasforma il finale del film in un chiassoso e delirante inno alla vita, dichiarata parodia favolistica con inevitabile happy end.

Salvatore Insana


Comments (0)

SFOGLIA IL NUOVO NUMERO DI TAXIDRIVERS!

SFOGLIA IL NUOVO NUMERO DI TAXIDRIVERS!

Kitchen Sink


NEWSLETTER

Iscriviti, ogni mese novità e approfondimenti sul mondo del cinema indipendente e non solo !


inserendo l'indirizzo mail si accettano le Condizioni sulla Privacy