
FESTIVAL DI CANNES 2011:I miracoli accadono. Nell’ultimo film di Aki Kaurismäki, presentato in concorso, il lieto fine che riempie gli occhi di speranza non è l’esito di una sceneggiatura scritta da qualche anima bella, ma la meditata conclusione di un percorso di lotta che vede l’alleanza tra quegli individui “senza parte” (gli esclusi) delle società occidentali e i rappresentanti dei flussi migratori.

«”Non lasciarmi”: thriller dell’anima soffuso e cadenzato, che racconta l’esistenza angosciante di giovani esseri umani creati per essere letteralmente destinati al macello».
mar 26 2011 | Incluso in
IN SALA |
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“Eran Riklis firma la sua ultima fatica, una pellicola tratta dall’omonimo romanzo del celebre scrittore israeliano Abraham Yehoshua”.

“Francois Ozon scherza. Si diverte, da un po’ di anni a questa parte, a mettere in scena commedie in cui gli elementi del comico e del glamour prendono il sopravvento”.

«Presentato nella sezione “Alice in città”, “Matching Jack” , dell’australiana Nadia Tass, è uno struggente film che vede protagonisti tutti quei bambini afflitti da una malattia a volte, anzi spesso, mortale, cioè la leucemia».

“Tra indiscussi capolavori, mediocri risultati registici e flop ampiamente criticati, M. Night Shymalan firma il nuovo progetto titanico, insinuandosi tra plausi e contestazioni del pubblico”.

Apre la 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia con il nuovo film di Darren Aronofski, già premiato per “The Wrestler” due anni fa. Il regista, da sempre virtuoso della mdp, ha finalmente trovato la sua dimensione tecnica, simile a quella del precedente film, con camera a mano e con un uso anomalo delle panoramiche “a schiaffo”, che infondono un ulteriore valore a “The Black Swan”. Come se ce ne fosse bisogno, è il caso di dire, visto che il film è una semplice ma perfetta analisi della ricerca del proprio lato oscuro, fino alle estreme conseguenze.

“La casa sulle nuvole di Claudio Giovannei parte dalla periferia romana dove due fratelli, Michele e Lorenzo vivono in una villetta, l’uno occupandosi di una folta schiera di cani, l’altro dedicandosi al dolce suono del sax. La tranquillità della quotidianità viene turbata dall’improvvisa notizia della vendita, esperita dal padre che non vedono da dodici anni, della proprietà”.
Non ho idea di come sia stato possibile ritrovarmi in quel club. Club, parola un po’ troppo aurea per identificare uno localetto dove gli uomini vanno per vedere donne nude che ballano sui cubi e per provare piaceri primitiivi.

Ancora omosessualità al Festival di Roma, stavolta però declinata al maschile. Marco Berger, il regista del film, non ancora trentenne, costruisce un’originale e, a tratti, divertente storia d’intreccio amoroso, un classico triangolo lui-lei-lui.
A due passi dall’inferno (il titolo originale è La campana del infierno) è uno dei pochi psycho-horror spagnoli veramente validi.