Venere nera

Abdellatif Kechiche, dopo l’ottimo “Cous Cous”, torna con un film che mette in scena la vita di Saartjie Baartman (la “venere ottentotta”).

Abdellatif Kechiche, dopo l’ottimo “Cous Cous”, torna con un film che mette in scena la vita di Saartjie Baartman (la “venere ottentotta”).

“Pur conservando rigore e realismo, la scrittura dei Dardenne perde le caratteristiche portanti che, fino ad ora, avevano contraddistinto il loro cinema”.

“Machete” riesce ad essere un film irrinunciabile, dal ritmo perfetto, e a regalare divertimento al sangue, carico di un’ironia affilata.

A diciassette anni dalla sua effettiva uscita in Giappone e sulla scia della distribuzione di altri cult nipponici, Pom Poko (1994), con una proiezione-evento, giunge ufficialmente in Italia. E, come per ogni altro film dello Studio Ghibli, l’anno di produzione conta poco: forma e contenuti ci pongono di fronte ad un’opera sempre attuale. Recensione di Veronica Mondelli

“Un filmetto snob che, per non scadere nei soliti toni masturbatori da sinistra facebookiana, mette in scena una fenomenologia ironica del dittatorello della Standa”.

“Xavier Beauvois si ispira a una storia vera, focalizzando il suo interesse sul sentimento di fratellanza, amore e pacifica convivenza, vissuto da otto monaci cristiani in un paese musulmano”.

“Machete” sarà ricordato per sempre come l’occasione per celebrare l’attore Danny Trejo, ex galeotto a San Quintino diventato uno dei caratteristi più gettonati di Hollywood. Era prevedibile che fosse Robert Rodriguez, suo padrino che lo porta avanti in tutti i suoi film come attore feticcio, a dargli la grande occasione. L’opportunità nasce dal fake trailer di Grindhouse, dal quale Rodriguez tira fuori una storia che vuole avere il sapore di un certo cinema exploitation in salsa messicana. Machete è un ex federale trucidissimo che viene ingaggiato per uccidere un senatore repubblicano (Robert De Niro!), per scoprire poi di essere stato incastrato”.

«Se si dovesse impiegare una sola parola per descrivere lo spirito con cui è stato realizzato “Pietro” di Daniele Gaglianone, sarebbe giusto utilizzare l’aggettivo ‘essenziale’».

«”The Box” rafforza la candidatura del regista di “Donnie Darko” (2001), Richard Kelly, ad aspirante ‘run for cover’ del maestro e modello David Lynch».

« “Due vite per caso” di Alessandro Aronadio denota l’impegno di volersi avvicinare quanto più possibile all’intangibile, a ciò che sta dietro, sotto, dentro di noi».

«”Colpo di fulmine – Il mago della truffa”: si tratta di una combinazione perfetta di generi che usa come collante la potenza empatica della commedia sentimentale».

“Liberamente ispirato al libro Miccia corta di Sergio Segio, la pellicola di Renato De Maria attraversa la storia d’amore e di guerra allo Stato di Sergio Segio e Susanna Ronconi partendo dall’assalto al carcere di Rovigo del 3 gennaio 1982″.

“Asciutto, crudo, efficace: è quanto basta per descrivere The wrestler di Darren Aronofsky vincitore del Leone d’Oro alla 65ª Mostra del cinema di Venezia.”

“Il tempo morto, o la morte del tempo: questo calambour sembra particolarmente adatto a cogliere quel marcato carattere di sospensione che (de)struttura il cinema di Gus Van Sant.”

La pellicola, tratta dal racconto di Nakagawa Rieko, narra la ‘tenera amicizia’ tra l’affabile pesciolina rossa di nome ‘Ponyo’ ed un bimbo di cinque anni che vive in cima ad una scogliera in compagnia della tenace quanto irreprensibile madre Risa. A metà tra un pesce ed una bambina, la piccola protagonista, indiscutibilmente “fuori dal coro”, [...]

Cinema ostinato quello di Abdellatif Cechiche, accanito, oltranzista nel mantenersi cocciutamente ma sacrosantamente in “situazione”; ed ecco che un normalissimo pranzo di famiglia scandito dal chiacchiericcio insipido di commensali trascurabili diviene “evento”, in cui la dilatazione del tempo, contestando la tirannia dell’ellissi, innesta una poetica potente, illuminando l’inessenziale del quotidiano e svelandone l’occulto potere. La [...]

Ambientato durante il periodo immediatamente precedente al crollo del regime comunista, questo film, premiato al festival di Cannes con la Palma d’oro, potrebbe rappresentare il manifesto della rinascita del cinema rumeno.