La fine è il mio inizio

“Il film di Jo Baier sull’ultima fase della vita di Tiziano Terzani. La recensione di Elisabetta Colla”

“Il film di Jo Baier sull’ultima fase della vita di Tiziano Terzani. La recensione di Elisabetta Colla”

“Regista eclettico e versatile, stilisticamente elegante e raffinato al limite del manierismo, Im Sang-soo torna dietro la macchina da presa dopo quattro anni”.

Fandango è lieta di annunciare che Mine Vaganti, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, ha vinto 5 premi all’edizione 2011 del Festival Internazionale del Cinema di Bari Bif&st.

“La generosità della penna di Ramona ‘Sapphire’ Lofton ci fa conoscere uno dei personaggi femminili più potenti della storia della letteraura e del cinema contemporanei: Clareece ‘Precious’ Jones”.

“La felice accoppiata Delepine/Kervern produce un altro piccolo splendido film”.

“L’ultimo film di Antonio Capuano parte con un’ottima premessa: fare qualcosa di diverso e più incisivo nel panorama italiano. Il tema scelto è quello dello stupro, e il registra decide di addentrarsi in questo spinoso argomento in punta di piedi. Sulla carta il film di Capuano è estremo, soprattutto per l’ipotesi incredibile di un possibile legame tra vittima e carnefice. Il gioco non riesce perfettamente, per qualche sbavatura di script, ma va benissimo seguire questa direzione”.

«Dopo “Super size me”, Morgan Spurlock alza la posta con un documentario che svela con chiarezza, e perfino con senso dell’umorismo, quanto siano infondate le vulgate intorno ai popoli islamici».

«Arriva sugli schermi nostrani, grazie alla Fandango, “Vendicami”, ultima fatica del prolifico maestro del cinema di genere asiatico Johnnie To».

«Carico di numerosi riconoscimenti e trasposto in un trailer decisamente “allettante e pericoloso”, “Revanche”, nella sua visione completa, si autoridimensiona».

“Presentato già al Festival di Roma 2008, esce ora nelle sale, distribuito da Fandango, “Louise Michel”, lungometraggio francese che si radica in pieno nel movimentato stato d’agitazione e crisi cui il mondo del lavoro, e non solo quello, è oggi vittima ed insieme carnefice.”

“Guarda bene, da ambo le parti, altrimenti la vita ti potrebbe travolgere, o quanto meno stravolgere! Sembra parta con questa considerazione il primo lungometraggio di Sara Watt, già pluripremiata autrice di cortometraggi animati (“Small Treasures”, 1995), ed ora regista di questo “Look Both Ways”.”

“La rivoluzione culturale italiana inizia con la tv commerciale per radicare nelle teste di intere generazioni il potere dell’immagine (è un banale concetto semiotico: un’ immagine non la puoi contraddire, è quello che appare)”.

Un piccolo racconto di formazione, una “Caterina va in città” in salsa indie e sognante. Storia di Luciana, bimba del Trullo che nel 1957 scappa dalla prima comunione perché “comunista”. Attorno a lei una mamma dai matrimoni sfortunati e confusi (una brava Claudia Pandolfi), un fratello strambo e stordito dai farmaci per epilessia e la sezione della FGC locale dove Luciana si alfabetizza alla vita nel suo circolo vizioso di sconfitte e passioni.