Vedozero

“È il primo blog movie italiano a finire sul grande schermo. Un film fatto di frammenti di adolescenza rubata: 70 ragazzi e altrettanti telefoni cellulari per raccontare i diciotto anni come in un diario personale”.

“È il primo blog movie italiano a finire sul grande schermo. Un film fatto di frammenti di adolescenza rubata: 70 ragazzi e altrettanti telefoni cellulari per raccontare i diciotto anni come in un diario personale”.

“Un film corale in cui ciascun personaggio è fotografato in un istante di precario equilibrio. Ivory torna con una regia asciutta e penetrante”.

Ingaggiati tre killer, Francis Costello (Johnny Hallyday), ex sicario che ora svolge l’attività di cuoco, intende vendicare la famiglia della figlia, sterminata a Hong Kong da ignoti malavitosi.

CG Home Video lancia in dvd l’opera prima di Valerio Mieli corredata di sezione extra costituita da nove minuti di scene tagliate, trailer, galleria fotografica, videoclip del brano inedito di Capossela e backstage di diciotto minuti.

Amore, onore, potere e paura della morte sono gli ingredienti dell’opera seconda di Franck Khalfoun, autore del riuscito horror thriller -2-Livello del terrore (2007), il quale pone un cast di volti noti dello schermo al servizio di una storia di vendetta che, fin dai primissimi minuti di visione, non lascia certo a desiderare per quanto riguarda situazioni violente.

«”London River” è un buon film, che però si ferma al primo strato di una questione spinosa. Avremmo preferito una maggiore radicalità».

“Due giovani seduti sul cofano di una macchina, polemizzano svogliati. Un urlo rovina il quadretto idilliaco. Una ragazza gronda sangue dalla bocca, sembra molto impaurita”.

“La cupidigia è un fattore ereditario. Roberto Rossi, nato in una famiglia di avari senza cuore, vive fin da piccolo la sua esistenza con l’unico interesse di risparmiare”.

“Personaggi schematici, storia pretestuosa, regia accademica: il film d’esordio del duo Goroni-Smeriglio è un fallimento senza attenuanti”.

“In una società liquida frammentata, polverizzata, anche l’amore diventa liquido e «La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale»”.

«Anche “Il rifugio “conferma, nel bene e nel male, la cifra cinematografica degli ultimi film di Ozon, soprattutto se si pensa a “Ricky” e “8 donne e un mistero”».

Distribuito direttamente in dvd dall’attivissima Dall’Angelo pictures, questo dramma a tinte gialle di Claude Chabrol vuole essere un omaggio agli scrittori Georges Simenon e Georges Brassens che, come da tradizione chabroliana, scava nei segreti di una classica famiglia borghese.

“La città invisibile” ci porta a L’Aquila, in una delle tendopoli allestite durante il post-terremoto, dove si sono trattenute alcune famiglie che non hanno voluto alloggiare negli alberghi della costa.

Grammatica filmica capace di rendere appieno il significante che mostra, con ritmo, respiro e taglio densi di ‘verità percettiva’, di sostanza, anche nel riflesso del sole che attraversa una finestra. Andrea Arnold fa buon cinema e vince il Riff 2010 con “Fish Tank”, suo secondo lungometraggio, già Premio della Giuria di Cannes 2009 (stesso riconoscimento toccato all’esordio della regista con Red Road nel 2006).

«Dopo “Orgoglio e pregiudizio” ed “Espiazione”, ne “Il solista” Joe Wright mette in scena la vita del violoncellista Nathaniel Ayers, un prodigio musicale affetto da schizofrenia».

«Oltre tredici anni dopo lo straordinario successo che ha accolto l’uscita di “Cube” (1997), il regista Vincenzo Natali torna a sconcertare la critica ed il pubblico con il suo ultimo film, “Splice”».

«”The Box” rafforza la candidatura del regista di “Donnie Darko” (2001), Richard Kelly, ad aspirante ‘run for cover’ del maestro e modello David Lynch».

Il coreano Park Chan-wook, autore dell’indimenticabile trilogia della vendetta e vincitore nel 2004 a Cannes del Gran Prix Speciale della Giuria proprio per Old Boy, presenta sul grande schermo dell’Asian Film Festival “Thirst”, Premio della Giuria a Cannes nel 2009.

Il disneyano “Il Maestro e la pietra magica”, fantasy made in Russia diretto da Vadim Sokolovsky, scava nella tradizione fiabesca sovietica, narrando la missione di un giovane intagliatore.

Dopo il discusso successo di “Serbis”, film che nel 2008 ha sconvolto il pubblico benpensante di Cannes, il filippino Mendoza ritorna nel 2009 sul grande schermo del festival più mondano d’Europa con “Kinatay”, vincendo questa volta il premio alla regia.