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Over the rainbow

“Over the rainbow” di Maria Martinelli e Simona Cocozza è un documentario in cui viene seguito, dall’inizio alla fine, l’itinerario percorso da Daniela e Marica, coppia omosessuale di Roma, per realizzare il proprio desiderio di genitorialità. Le normative italiane vigenti vietano sia l’adozione sia la fecondazione eterologa per le coppie omosessuali. Per tale ragione le due protagoniste intraprendono un viaggio in Danimarca, dove l’attuale legislazione permette, invece, la fecondazione eterologa, ed è probabilmente per questa opportunità offerta all’estero che oggi in Italia più di centomila tra bambini e bambine vivono questa dimensione familiare alternativa.

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All’Asia Film Festival la vecchiaia nell’inferno di Manila con il film “Lola”

L’Asian Film Festival ha deciso di premiare questa pellicola col riconoscimento più alto: il Miglior Film. Così Brillante Mendoza incassa un altro premio, dopo il Pardo d’Oro nella sezione Video a Locarno 2005 di Masahista, e la Palma d’Oro per la Miglior Regia a Cannes 2009 di Kinatay, confermandosi quale cineasta maturo e di rigore, non cedendo di un millimetro alla strada intrapresa

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The last vampire-Creature nel buio (dvd)

Produzione da trenta milioni di dollari diretta dal Chris Nahon, “The last vampire”, ambientato nel 1970 sullo sfondo della guerra del Vietnam, prende le mosse dall’omonima serie anime cult tirando in ballo una agile e scattante protagonista che tanto lascia pensare ad una variante femminile del noto Blade incarnato dal roccioso Wesley Snipes.

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Asian Film Festival: Nymph, l’inestricabile labirinto dei sentimenti

«Dopo il poetico dramma esistenziale di “Last life in the Universe” e il coraggioso thriller d’atmosfera “Invisible waves”, entrambi interpretati dall’attore feticcio Asano Tadanobu, Pen-Ek Ratanaruang, fervido autore tailandese, cattura il pubblico con un horror originale sull’imperscrutabile natura dei sentimenti, paragonabile nella sua complessità ai fitti rami di una foresta labirintica».

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All’Asian Film Festival “Cow”: Tutti pazzi per la mucca!

Con Cow (2009), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2009 nella sezione Orizzonti, il concorso dell’Asian Film Festival aggiunge un pizzico di maturità narrativa in più ai temi proposti. Questa incredibile e toccante metafora che è la pellicola di Guan Hu ha la capacità di renderci indietro attraverso l’ironia, il paradosso, la poesia, unite ad una tecnica cinematografica che dosa sapientemente tutte le sue possibilità al servizio della storia e dell’incredibile energia immaginifica del regista, un quadro dell’insensatezza umana tra i più efficaci ed originali.

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Asian Film Festival. L’amore di madre di Bong Joon-ho: Mother

«Uno dei registi di punta della nuova cinematografia coreana relegato in Italia nelle visioni festivaliere e senza una distribuzione… Un vero peccato, perché “Mother” (2009), presentato al Festival di Cannes 2009 nella sezione “Un Certain Regard”, e qui in concorso all’Asian Film Festival, conferma le ottime capacità narrative e di messa in scena di Bong Joon-ho».

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Tears di Cheng Wen-tan all’Asian Film Festival

“Cheng Wen-tang ci restituisce l’affresco di una società malata, claudicante e destinata ad arenarsi nella sconfitta, inibita e maledetta, dove nessuno riesce a risollevarsi e a salvarsi dal perfido e implacabile disegno del fato. Come fossero trascinati verso il baratro da una forza mortifera, i vinti di Tears vagano infelici e annichiliti nella pellicola stemperata e sfocata di Cheng Wen-tang, richiamati simbolicamente dalle ultime immagini viste con gli occhi di Guo”.

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In the market

Sembra quasi un saggio in digitale sul cinema di Quentin Tarantino, regista di certo molto apprezzato dal giovane aretino Lorenzo Lombardi, qui al suo secondo lungo dopo “Life’s but – La vita non è altro che…”(2006). “In the market”, infatti, è in sintesi una nostalgica operazione di ritorno ai fasti del cinema di genere italico, soprattutto quello ispirato a registi come Deodato, Fulci e Bava, grazie anche al contributo speciale per gli effetti da parte del maestro Sergio Stivaletti

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Affetti e dispetti (La nana)

“Sebastian Silva mette in scena un interessante psicodramma domestico che vede coinvolti i membri di una benestante famiglia cilena e Raquel, da ventitré anni impiegata in qualità di governante”.

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Panico al Villaggio

«Il caos è di scena quando si tratta di Cowboy e Indiano, gli inquieti protagonisti di “Panique au Village”, la serie televisiva per ragazzi ideata nel 2002 dai belgi Stéphane Aubier e Vincent Patar».

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Goodbye Mr. Zeus!

«Dopo “Se devo essere sincera”, “E se domani” e “Uno su due”, il regista e sceneggiatore Carlo Sarti mette in scena una commedia sui generis, trattando lo spinoso tema della libertà»

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Ragazzi miei

«Scott Hicks, nominato agli Oscar nel ’96 per il monumentale “Shine”, dirige “Ragazzi miei”, ispirandosi al romanzo autobiografico “The boys are back” del giornalista britannico Simon Carr».

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City Island

“La pellicola, scritta e diretta da Raymond De Felitta, parla di segreti e bugie, verità e finzioni, maschere e identità, attraverso il genere della commedia, con sobrietà e humor”.

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About Elly

“Asghar Farhadi torna con una pellicola dove ad emergere sono i tratti di un Iran diverso da quello restituito dall’iconografia diffusa dai mezzi di comunicazione occidentali”.

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Sound of Morocco

Giuliana Gamba torna in sala con questo documentario che esplora le passioni, i paesaggi e la memoria di un popolo da troppo tempo tenuto ai margini del mondo. (fino al 17 giugno al Nuovo Cinema Aquila – Roma)

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Bright Star

“Jane Campion rispolvera la storia di uno dei poeti considerato, ad oggi, tra i maggiori esponenti della corrente romantica: l’inglese John Keats, morto nel 1821 a soli 26 anni”.

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Il padre dei miei figli

«Nella sua seconda pellicola, Mia Hansen-Løve racconta la storia di Grégoire Canvel, un coraggioso produttore cinematografico, definito da Bertolucci “l’ultimo eroe francese”».

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Saw VI

“Sesto capitolo della saga dell’enigmista. Sesto capitolo di quella che ormai sembra candidarsi come una storia infinita, perché infiniti potrebbero essere gli omicidi ‘messi in scena’ da Jigsaw”.

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Survival of the dead (Fantafestival 2010)

«Le ‘teste morte’ hanno vinto. Il verdetto, spietato e lapidario, sta nella morale di “Survival of the Dead”, ultima fatica di George A. Romero. A tre anni dall’outbreak rappresentato da “Diary of the Dead” (2007), il ‘papà degli zombi’ torna a rivitalizzare l’epopea germogliata nel 1968 con la sesta pellicola dedicata all’apocalisse dei non morti».

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Humpday

«”Humpday” è una commedia più intelligente che divertente: l’umorismo del film è quindi sempre funzionale alla riflessione e non è mai gratuito».

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The hole in 3D (Fantafestival 2010)

«”The Hole in 3D” è un thriller-horror che avrebbe potuto rappresentare un ritorno di fiamma del regista di “Pirana” (1978), dopo i due episodi firmati per la serie “Masters of horror”: “Homecoming “(2005) e “The Screwfly Solution” (2006). Un ritorno in grande stile, visto che Dante aveva anche progettato di cavalcare l’onda d’indiscussa moda del 3d.»

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Giallo (Fantafestival 2010)

“Il Dario Argento che tutti abbiamo amato, l’ingegnoso regista che ha portato il thriller italiano nelle sale di tutto il mondo, il meraviglioso autore di alcuni dei più bei titoli del nostro cinema di genere, non esiste più”.

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The Last Station

“Passione, rabbia, incomprensione costituiscono i caratteri magistralmente messi in luce da Hoffman per raccontare i primi anni del ‘900 di una Russia all’alba della rivoluzione”.

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The road

« “The Road” è la strada che è scavata dentro di noi, è il DNA della sopravvivenza e, al contempo, la strada del bene contro il male».

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Sotto il Celio Azzurro

“Girato nel corso di un anno scolastico del Celio Azzurro – la piccola scuola materna che dal 1990 (e, per merito dei tagli ministeriali, non si sa per quanto ancora) è un centro multiculturale per l’accoglienza di bambini stranieri in età prescolare – il film di Winspeare è un documentario che aiuta a ripensare il nostro essere (animali sociali) al mondo.”

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Shadow

«”Shadow” ha tutte le carte in regola per diventare la scintilla scatenante un incendio che potrebbe riportare in auge un vivissimo, ma invisibile, mondo di produzioni horror made in Italy».

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Valhalla rising (TeKfestival 2010)

“Nicolas Winding Refn stupisce con il suo ultimo film, fornendo una prova di grande visionarietà, rievocando tanto cinema d’autore rielaborato in maniera originalissima”.

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Fratelli d’Italia

«Claudio Giovannesi, con “Fratelli d’Italia”, cerca di affrontare la questione dell’immigrazione nel nostro paese, attraverso il racconto delle storie di tre ragazzi».

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L’uomo del grano

«Diretto da Giancarlo Baudena, “L’uomo del grano” è un lungometraggio indipendente, prodotto con risorse finanziarie ridotte, eppure ambizioso nel cercare di restituire il contesto storico all’interno del quale mosse i suoi passi l’ambizioso scienziato Nazareno Strampelli».

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Riflessi

«Emanuela Ponzano, reduce dall’interessante esperienza teatrale de “La più forte”, elaborata intorno al testo di Strindberg, costruisce un piccolo ma prezioso film, attraverso cui omaggiare il compianto maestro Ingmar Bergman».

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Vendicami

«Arriva sugli schermi nostrani, grazie alla Fandango, “Vendicami”, ultima fatica del prolifico maestro del cinema di genere asiatico Johnnie To».

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Gli amori folli

«Resnais sceglie un romanzo di Christian Gailly, “L’incident”, per individuare la sua storia e i suoi protagonisti, due anziani esponenti della borghesia francese…»

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Cosa voglio di più

“Soldini immagina un’impiegata e un cameriere qualunque travolti da un’irresistibile passione: una storia d’amore in un contesto sociale ed economico ostile”.

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Le mie grosse grasse vacanze greche (dvd)

“Prodotto da Tom Hanks, la storia vede Nia nei panni di una guida turistica alle prese con un viaggio in Grecia organizzato per un gruppo a dir poco bizzarro. Il guaio è che il suo tour è decisamente più scadente di quello dell’altra guida che mette a disposizione la sua agenzia. Allora, non resta che ridisegnare tutto il percorso. Con il contributo, ovviamente, del barbuto autista innamorato di Nia”.

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La fisica dell’acqua

«”La fisica dell’acqua”, ultima pellicola di Felice Farina, narra le vicende del piccolo Ale, alle prese con l’arrivo inaspettato di suo zio nella casa sul lago, dove…»

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Agora

“L’ultimo lavoro del regista cileno Alejandro Amenábar racconta lo straordinario e tragico destino di Ipazia, filosofa e matematica, esponente di spicco della scuola neoplatonica”.

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Oceani 3D

«Un po’ come era per “La Marcia dei Pinguini”, il regista Jean-Jacques Mantello guarda alla poesia della natura attraverso l’ingenuità di una delle sue creature».

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