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31. Fantafestival: “Body” di Paween Purikitpanya

31. Fantafestival. “Body” di Paween Purikitpanya: ad oggi non sappiamo ancora quando il film di Purikitpanya uscirà nelle sale e, nonostante i suoi difetti, è un peccato, perché si tratta di un horror asiatico con le potenzialità per uscire fuori dai suoi confini geografici ed essere visto anche da un pubblico occidentale. Recensione di Francesca Tiberi

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Body

“Paween Purijitpanya è un autore giovane, qui alla sua opera prima, ragion per cui è lecito accettare che vi siano varie sbavature nel suo film”.

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L’illusionista

«”L’illusionista” trasuda le emozioni personali di Tati, è un lungo e desolato addio alla settima arte, un saluto amaro rivolto al futuro imprevedibile».

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Valzer (dvd)

Un unico piano sequenza che si snoda tra le scale, le stanze, i corridoi, le cucine di un grande albergo torinese dove, tra presente, passato, ricchi, poveri, emozione e corruzione, accadono molte cose contemporaneamente.

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Alone

«”Alone” sancisce il ritorno nelle nostre sale del duo formato da Banjong Pisanthanakun e Parkpoom Wongpoom, già conosciuti in Italia per il metafisico “Shutter”».

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“Da più di un quarto di secolo, gli U2 sono conosciuti non solo per la loro musica, ma anche per la loro capacità di arrivare a milioni di fans, attraverso le nuove tecnologie”.

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Manolete

“L’ultimo film di Menno Mayes racconta le vicende di uno dei più grandi toreri della storia, Manuel Laureano Rodríguez Sánchez”.

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Chloe

«Chi è “Chloe”? L’ultimo film di Atom Egoyan, remake del francese “Nathalie… ” (2003), si insinua negli anfratti oscuri delle trame relazionali alto borghesi……».

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Lillo & Greg – The Movie

La comicità di Lillo e Greg possiede una caratteristica distintiva che rende la coppia comica differente da altri colleghi che riempiono i palinsesti televisivi: l’assurdo. Per la regia di Luca Rea, il dvd contiene degli inserti speciali anch’essi molto divertenti, come il making of che svela delle strane tendenze dei due comici

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Olga e il tempo

“Olga, la contadina del biellese protagonista di questa pellicola in bianco e nero priva di dialoghi, si alza all’alba e comincia la sua giornata scandita dai ritmi della vita campestre:un vero e proprio rito, sottolineato dai cori liturgici della colonna sonora e dalle immagini sbiadite della fotografia.”

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Promettilo!

“Kusturica sceglie di eccedere, facendosi beffa di ritualità e stereotipi di ortodossie tanto filmiche quanto religiose. Nel bene o nel male gioca tutto sulla superficie….”

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Anna Politkovskaja: concerto per voce solitaria

“Nell’ottobre del 2006 veniva uccisa barbaramente, nel portone della sua casa di Mosca, la giornalista russa Anna Politkovskaja, nota per i suoi reportage dalla Cecenia e per il coraggio nel denunciare gli abusi perpetrati in guerra contro i civili, soprattutto donne e bambini, dal governo Putin”.

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Paranormal activity

«Nelle sale italiane dal 5 febbraio, il film indipendente dell’esordiente Oren Peli, che è già riuscito nella doppia impresa di “terrorizzare l’America” (nella persona di Steven Spielberg)….»

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Dante 01

“In una prigione futuristica situata nello spazio, un gruppo di scienziati conduce esperimenti su detenuti di massima pericolosità. La vita della stazione è garantito dal solo isolamento tra i due gruppi. L’equilibrio viene messo a dura prova dall’arrivo di un nuovo detenuto….”

Il rabdomante

Il rabdomante

“Il rabdomante è una storia originale e fresca. Harja, una ragazza venticinquenne dell’est in fuga dal malavitoso Cintanidd trova rifugio in una masseria in cui il proprietario è uno strano personaggio, Felice, un quarantenne che vive fuori dal tempo con la sua rabdomanzia”.

Il teatro e  il professore

Il teatro e il professore

“Documentario che rende merito al Centro Diurno di via Montesanto proprio alle spalle di San Pietro in Roma. Leader di questo centro è il cosiddetto ‘professore’, un uomo sui 55 anni con cultura che dispensa saggezza da tutti i pori e in tutti i momenti”.

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H.P. Lovecrafts the dunwich horror and other stories (Torino Film Festival)

Pupazzi di cartapesta per raccontare l’orrore. E’ Lovecraft secondo Ryo Shinagawa (1970), direttore del mensile giapponese “Studio Voice” e presidente della Spleen Films. Due racconti dell’Omero di Providence, di quel Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) inventore di un’epica dell’orrore con i suoi miti e i suoi eroi.

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Le jardin de jad (Med Film Festival 2009)

“Le jardin de jad di Georgi Lazarevski mette in scena con struggimento e ironia l’infinita questione israelo-palestinese. Il muro di Gerusalemme est è in costruzione davanti un ospizio, e la simpatica comunità di anziani che lo abita (Palestinesi) vive con stupore e sdegno, ma anche con un umoristico distacco del senno di poi, l’ennesima assurdità commessa in quest’area del mondo così caotica”.

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Circondati da numeri e date, siamo codici di riconoscimento al servizio della notorietà. Francesco Maselli, ispiratosi al romanzo di Federico Bonadonna I”l nome del barbone”, con sguardo neorealista documenta attraverso l’abbinamento di suoni e immagini – primi piani e silenzi – il vuoto del mondo.

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Clacson

Una giovane donna (interpretata da Francesca Faiella) cammina in strada, va verso la sua macchina e trova una sorpresa terribile per qualsiasi automobilista: un’auto le ha bloccato l’uscita. E’ così che si fa prendere da un raptus di nervi, comincia a dare calci e a inveire contro lo sconosciuto proprietario dell’auto…

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Denti – Teeth

“In un presente pervaso da episodi di violenza sessuale, Mitchell Lichtenstein, il figlio della Pop Art, rispolvera l’atavica fobia della castrazione maschile con un “taglio” tragicomico”.

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The bubble

The Bubble è il film che non ti aspetti su temi difficili: amore omosessuale, conflitto israelo-palestinese e lotta pacifista. Eytan Fox ne dà conto in un lavoro forse imperfetto, ma di impatto. Il regista israeliano offre in The Bubble una panoramica inusuale sulla vita giovanile di Tel Aviv, una città “normale” attorno a cui si scatena l’inferno quotidiano.

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Cous Cous

Cinema ostinato quello di Abdellatif Cechiche, accanito, oltranzista nel mantenersi cocciutamente ma sacrosantamente in “situazione”; ed ecco che un normalissimo pranzo di famiglia scandito dal chiacchiericcio insipido di commensali trascurabili diviene “evento”, in cui la dilatazione del tempo, contestando la tirannia dell’ellissi, innesta una poetica potente, illuminando l’inessenziale del quotidiano e svelandone l’occulto potere. La

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Beat Takeshi – Glory to the filmaker

Piccola antologia di cinema potenziale, tragicomica ricerca d’una ispirazione perduta, “Kantoku – Banzai! – Glory to the filmaker”, presentato da Takeshi Kitano a Venezia nel 2007, fa a pezzi l’idea stessa di film, corrode dall’interno il cinema dell’istrionico regista giapponese e destabilizza le consolidate convenzioni di fruizione di un’opera.

Into the wild

Viaggio oscuro e profondo nella natura selvaggia per scrostarsi di dosso le ultime squame corrosive di Cristopher e diventare Alexander Supertramp.

Io sono leggenda

In una New York distopica e post-apocalittica il dottor Robert Neville, ultimo superstite della razza umana, lotta per la propria sopravvivenza e per scoprire una cura efficace.

Irina Palm

Non ho idea di come sia stato possibile ritrovarmi in quel club. Club, parola un po’ troppo aurea per identificare uno localetto dove gli uomini vanno per vedere donne nude che ballano sui cubi e per provare piaceri primitiivi.

Red line

Il cortometraggio del talentuoso Francesco Cannavà, con protagonisti Corrado Fortuna (“My name is Tanino”) e la bellissima Maura Leone, racconta una storia senza utilizzare neanche una parola.

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4 mesi 3 settimane 2 giorni

Ambientato durante il periodo immediatamente precedente al crollo del regime comunista, questo film, premiato al festival di Cannes con la Palma d’oro, potrebbe rappresentare il manifesto della rinascita del cinema rumeno.

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Intervista a Fabrizio Cattani. Il rabdomante

  Non scopriamo l’acqua calda quando affermiamo che in Italia ci sono tantissimi registi sconosciuti che sanno fare il loro mestiere e che potrebbero far tornare al cinema i più scettici se solo potessero contare su una distribuzione decente. E il caso di Fabrizio Cattani (già assistente alla regia di Cuore Sacro) è uno di

Torino nera

Meglio chiarirlo da subito: questo Torino nera di Massimo Russo non ha niente a che vedere con il film di Lizzani del ’72.

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Correction – Diorthosi (R.I.F.F. 2009)

È difficile uscire dalle prigioni del proprio passato, ancora più dura se dietro ci si porta il peso d’un omicidio compiuto con la violenza gratuita dell’odio verso quel prossimo sconosciuto che solo per paura consideriamo nemico.

Le Chaos - Heya Fawda

Le Chaos – Heya Fawda (Med Film Festival 2008)

“L’ultimo ciak del compianto regista egiziano, Youssef Chahine, parla della controversa storia d’amore di Nour, giovane e ostinata ragazza intenta a destreggiarsi tra le ripetute avance del viscido Hatem, un corrotto poliziotto di quartiere e le mancate attenzioni di Cherif, l’affascinante procuratore distrettuale di cui è profondamente innamorata”.

Fuori dalle corde

Fuori dalle corde (Med Film Festival 2008)

“Mike è una promessa del pugilato: trent’anni, una sorella nel cuore ed un borsone pieno di sogni che lo accompagnano ovunque lui vada. Trasferitosi in cerca di fortuna dall’Italia alla Germania, tenta la via del professionismo ma qualcosa non va per il verso giusto e ben presto si accorge che anche il mondo della boxe non è scevro da colpi bassi o incontri truccati”.

Ó Paí Ó

Ó Paí Ó (Festival del Film di Roma 2008)

“Dedicato al gruppo degli Olodum, l’associazione che da anni tutela la comunità dei giovani afro-brasiliani promuovendone la cultura attraverso la musica, la danza e il teatro, questo film, interamente girato per le strade di Salvador, ritrae le vite di alcuni abitanti del “Pelourinho” nell’ultimo giorno di Carnevale, tra preparativi, melodie e vivida quotidianità”.

Le 13 rose

Le 13 rose (Med Film Festival 2008)

“Spagna 1939. La guerra civile si è appena conclusa e le truppe di Franco si fanno strada a Madrid creando non poche tensioni. Sono in molti i repubblicani costretti ad allontanarsi per sfuggire alle persecuzioni della nuova dittatura, tra loro anche un gruppo di giovani donne provenienti da diverse realtà ma animate da un comune denominatore”.

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