
31. Fantafestival. “Body” di Paween Purikitpanya: ad oggi non sappiamo ancora quando il film di Purikitpanya uscirà nelle sale e, nonostante i suoi difetti, è un peccato, perché si tratta di un horror asiatico con le potenzialità per uscire fuori dai suoi confini geografici ed essere visto anche da un pubblico occidentale. Recensione di Francesca Tiberi

“Paween Purijitpanya è un autore giovane, qui alla sua opera prima, ragion per cui è lecito accettare che vi siano varie sbavature nel suo film”.
feb 27 2011 | Incluso in
IN SALA |
Leggi tutto »

«”L’illusionista” trasuda le emozioni personali di Tati, è un lungo e desolato addio alla settima arte, un saluto amaro rivolto al futuro imprevedibile».

Un unico piano sequenza che si snoda tra le scale, le stanze, i corridoi, le cucine di un grande albergo torinese dove, tra presente, passato, ricchi, poveri, emozione e corruzione, accadono molte cose contemporaneamente.
ott 6 2010 | Incluso in
VIDEODRHOME |
Leggi tutto »

«”Alone” sancisce il ritorno nelle nostre sale del duo formato da Banjong Pisanthanakun e Parkpoom Wongpoom, già conosciuti in Italia per il metafisico “Shutter”».

“Da più di un quarto di secolo, gli U2 sono conosciuti non solo per la loro musica, ma anche per la loro capacità di arrivare a milioni di fans, attraverso le nuove tecnologie”.

“L’ultimo film di Menno Mayes racconta le vicende di uno dei più grandi toreri della storia, Manuel Laureano Rodríguez Sánchez”.

«Chi è “Chloe”? L’ultimo film di Atom Egoyan, remake del francese “Nathalie… ” (2003), si insinua negli anfratti oscuri delle trame relazionali alto borghesi……».

La comicità di Lillo e Greg possiede una caratteristica distintiva che rende la coppia comica differente da altri colleghi che riempiono i palinsesti televisivi: l’assurdo. Per la regia di Luca Rea, il dvd contiene degli inserti speciali anch’essi molto divertenti, come il making of che svela delle strane tendenze dei due comici

“Olga, la contadina del biellese protagonista di questa pellicola in bianco e nero priva di dialoghi, si alza all’alba e comincia la sua giornata scandita dai ritmi della vita campestre:un vero e proprio rito, sottolineato dai cori liturgici della colonna sonora e dalle immagini sbiadite della fotografia.”

“Kusturica sceglie di eccedere, facendosi beffa di ritualità e stereotipi di ortodossie tanto filmiche quanto religiose. Nel bene o nel male gioca tutto sulla superficie….”

“Nell’ottobre del 2006 veniva uccisa barbaramente, nel portone della sua casa di Mosca, la giornalista russa Anna Politkovskaja, nota per i suoi reportage dalla Cecenia e per il coraggio nel denunciare gli abusi perpetrati in guerra contro i civili, soprattutto donne e bambini, dal governo Putin”.

«Nelle sale italiane dal 5 febbraio, il film indipendente dell’esordiente Oren Peli, che è già riuscito nella doppia impresa di “terrorizzare l’America” (nella persona di Steven Spielberg)….»

“In una prigione futuristica situata nello spazio, un gruppo di scienziati conduce esperimenti su detenuti di massima pericolosità. La vita della stazione è garantito dal solo isolamento tra i due gruppi. L’equilibrio viene messo a dura prova dall’arrivo di un nuovo detenuto….”

“Il rabdomante è una storia originale e fresca. Harja, una ragazza venticinquenne dell’est in fuga dal malavitoso Cintanidd trova rifugio in una masseria in cui il proprietario è uno strano personaggio, Felice, un quarantenne che vive fuori dal tempo con la sua rabdomanzia”.

“Documentario che rende merito al Centro Diurno di via Montesanto proprio alle spalle di San Pietro in Roma. Leader di questo centro è il cosiddetto ‘professore’, un uomo sui 55 anni con cultura che dispensa saggezza da tutti i pori e in tutti i momenti”.

Pupazzi di cartapesta per raccontare l’orrore. E’ Lovecraft secondo Ryo Shinagawa (1970), direttore del mensile giapponese “Studio Voice” e presidente della Spleen Films. Due racconti dell’Omero di Providence, di quel Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) inventore di un’epica dell’orrore con i suoi miti e i suoi eroi.

“Le jardin de jad di Georgi Lazarevski mette in scena con struggimento e ironia l’infinita questione israelo-palestinese. Il muro di Gerusalemme est è in costruzione davanti un ospizio, e la simpatica comunità di anziani che lo abita (Palestinesi) vive con stupore e sdegno, ma anche con un umoristico distacco del senno di poi, l’ennesima assurdità commessa in quest’area del mondo così caotica”.
Circondati da numeri e date, siamo codici di riconoscimento al servizio della notorietà. Francesco Maselli, ispiratosi al romanzo di Federico Bonadonna I”l nome del barbone”, con sguardo neorealista documenta attraverso l’abbinamento di suoni e immagini – primi piani e silenzi – il vuoto del mondo.

Una giovane donna (interpretata da Francesca Faiella) cammina in strada, va verso la sua macchina e trova una sorpresa terribile per qualsiasi automobilista: un’auto le ha bloccato l’uscita. E’ così che si fa prendere da un raptus di nervi, comincia a dare calci e a inveire contro lo sconosciuto proprietario dell’auto…
nov 15 2009 | Incluso in
CORTOMETRAGGI |
Leggi tutto »