Sleeping around (R.I.F.F. 2009)

L’opera prima di Marco Carniti è un’arguta rivisitazione in chiave contemporanea del “Girotondo” di Arthur Schnitzler, pièce teatrale da cui negli anni ’50 Max Ophuls trasse il suo “La ronde”.

L’opera prima di Marco Carniti è un’arguta rivisitazione in chiave contemporanea del “Girotondo” di Arthur Schnitzler, pièce teatrale da cui negli anni ’50 Max Ophuls trasse il suo “La ronde”.

“Accusato di terrorismo e costretto alla fuga da una giunta militare che paradossalmente aveva preso il potere proprio con la forza e l’uso delle armi. Questa la storia di Percy Sampaio Camargo, professore brasiliano di microbiologia le cui avventurose vicende vengono ripercorse dal documentario dell’italo-brasiliano Cèsar Meneghetti.”

“Si può far viaggiare lo spettatore anche stando sempre sullo stesso posto. Ricordandoci della dote dell’osservazione e di come il tempo sappia farsi personaggio protagonista d’ogni storia.
Bruno Oliviero ha perlustrato le poche centinaia di metri quadrati che costituiscono la piazza Municipio di Napoli.”

Viaggio coast to coast sulle ruote d’un coloratissimo ed affollato scuolabus riadattato a spazio vitale, “Behind the Wheel” documenta con ritmo serrato e linguaggio che, pur partendo da prese di posizioni impegnate e non conformi, non si discosta molto da quel che si può veder su Mtv, le gesta d’un gruppo multiforme di giovani artisti, aggiornando alle tensioni d’oggi l’epopea beat che tanto ha fatto sognare generazioni di “non riconciliati”.

“From “Somewhere to Nowhere” è il percorso di perdizione di chi non sente più la terra sotto i piedi, inizia a vagare in cerca d’un luogo migliore e, senza alcun appiglio, rischia col finir ad esser senza meta precisa fino alla morte. È il percorso cui sono costretti circa 100 milioni di cinesi spinti all’emigrazione forzata da quei luoghi natali che non possono più sfamarne le bocche.”

Primo lungometraggio del ceco Jan Prusinowsky, “Frankie is a womanizer” segue un impianto da commedia sentimentale, mescolando ai ai toni leggeri della narrazione un’ ironia beffarda fatta di gesti bruschi e situazioni paradossali, e proponendo una via diversa del metter in scena le dinamiche umane, sottraendosi alla mielosità delle terre latine e preferendo lo spaesamento, l’inciampo, il distratto distacco dal mondo, l’umore glaciale.

È difficile uscire dalle prigioni del proprio passato, ancora più dura se dietro ci si porta il peso d’un omicidio compiuto con la violenza gratuita dell’odio verso quel prossimo sconosciuto che solo per paura consideriamo nemico.

“Testamento spirituale di Marcello Baldi, regista dalle forti radici cristiane morto a 85 anni poco dopo la fine delle riprese tra i suoi monti trentini, “Narciso”, è storia di tolleranza e sacrificio, tentativo disperato di riconquista d’un rapporto non conflittuale tra uomo e natura.”