
“Il documentario dai ritmi veloci e personaggi divertenti, tenta, senza evidenti prese di posizione, di rendere appieno la confusione ed il disorientamento di un cittadino italiano, chiamato alle urne a votare qualcuno che probabilmente non lo rappresenterà mai”.

Tramas è un viaggio dentro la città di San Paolo vista dall’interno, anche attraverso chi la vive e abita ogni giorno. Augusto Contento – che si aggiudica con questa pellicola il premio come miglior regia all’ ultimo SulmonaCinema Film Festival – ce ne restituisce una visione costantemente mediata, nel senso di indiretta – perché continuamente subordinata a superfici più o meno trasparenti – e nel senso di (ri)prodotta attraverso svariati dispositivi.

“Rubato dal vero e girato fedelmente in quattro settimane, merito anche di una straordinaria troupe, Machan (lett. amico mio) è la storia di un’amicizia tra Manoj e Stanley, due giovani cingalesi che sognano un futuro lontano dagli slum. Ambientato nella popolosa città di Colombo, nello Sri Lanka, il film, partendo da un fatto realmente accaduto, illustra come il desiderio di sottrarsi alla miseria possa aggirare caparbiamente difficoltà oggettive quali il conseguimento di un visto per l’espatrio”.

“L’ultimo ciak del compianto regista egiziano, Youssef Chahine, parla della controversa storia d’amore di Nour, giovane e ostinata ragazza intenta a destreggiarsi tra le ripetute avance del viscido Hatem, un corrotto poliziotto di quartiere e le mancate attenzioni di Cherif, l’affascinante procuratore distrettuale di cui è profondamente innamorata”.

“Mike è una promessa del pugilato: trent’anni, una sorella nel cuore ed un borsone pieno di sogni che lo accompagnano ovunque lui vada. Trasferitosi in cerca di fortuna dall’Italia alla Germania, tenta la via del professionismo ma qualcosa non va per il verso giusto e ben presto si accorge che anche il mondo della boxe non è scevro da colpi bassi o incontri truccati”.

“È l’autunno della vita, stagione di transizione, cambiamento, in altre parole, di decadenza. Come un passaggio obbligatorio tra l’estate e l’inverno, così Yusuf, superati gli anni della prigionia, causati dalla militanza socialista ed ora rilasciato per problemi di salute, si accinge a ripercorrere inevitabilmente il viaggio sulle alture del Mar Nero”.

“Dedicato al gruppo degli Olodum, l’associazione che da anni tutela la comunità dei giovani afro-brasiliani promuovendone la cultura attraverso la musica, la danza e il teatro, questo film, interamente girato per le strade di Salvador, ritrae le vite di alcuni abitanti del “Pelourinho” nell’ultimo giorno di Carnevale, tra preparativi, melodie e vivida quotidianità”.

“Spagna 1939. La guerra civile si è appena conclusa e le truppe di Franco si fanno strada a Madrid creando non poche tensioni. Sono in molti i repubblicani costretti ad allontanarsi per sfuggire alle persecuzioni della nuova dittatura, tra loro anche un gruppo di giovani donne provenienti da diverse realtà ma animate da un comune denominatore”.

“Un coraggioso film di carattere sociale sul bisogno d’integrazione e ricerca d’identità che, interpretato con autoironia e magnetismo da Samir Guesmi nel ruolo di Yacine, affronta il dramma degli spazi, fuori e dentro di sé”.
Anthony Ettorre: Giuseppe ed io (entrambi di Taranto, ma ci siamo conosciuti a Roma) proveniamo dall’esperienza del Detour, storico cineclub romano che, negli anni, ci ha formato e a volte, come nel caso di “Via Selmi, 72 – Cinemastation”, ci ha spinto ad autoprodurre lavori a budget zero.
nov 4 2008 | Incluso in
INTERVISTE |
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