cinepanettoni

I cinepanettoni di Neri Parenti, Massimo Boldi e Christian De Sica

Fulcro simbolico centrale dei più classici “cinepanettoni” dei Neri Parenti, Boldi e De Sica ci sembra l’idea di “rifiuto” e, congiuntamente, quella, parzialmente collimante, di “impellenza”: una costellazione semantica, più o meno latente, di rifiuti e impellenze fisiologici, escrementizi e sessuali, e insieme di ghetti e urgenze socio-identitari, nella cornice della dimensione schiettamente “popolaresca”, culturalmente e socialmente periferica, dei destinatari dei testi

Paterson

Paterson di Jim Jarmusch: un concentrato denso e pregnante di pura poesia

Un concentrato denso e pregnante di pura poesia, quindi, questa eccezionale pellicola, che illumina la vita indipendentemente da ciò che vi accade, fallimenti o successi, gioie o dolori, che la rende degna solo per il fatto di esistere, con la quale Jim Jarmusch, in un mondo sconquassato e disilluso come quello in cui viviamo, riesce ad infondere speranza e a trasmettere un senso di equilibrio nel disordine, nel caos, nell’imprevedibilità così come nella ripetitività e nella monotonia del vivere

Catherine Spaak

Catherine Spaak: la ragazzina, la ragazza e poi la donna del cinema italiano

Giovanni Berardi ha incontrato per Taxi Drivers Catherine Spaak, una delle interpreti più significative di un’intensa e assai prolifica stagione del cinema italiano. I dolci inganni di Alberto Lattuada, La voglia matta di Luciano Salce, Il sorpasso di Dino Risi, La bugiarda di Luigi Comencini, La parmigiana di Antonio Pietrangeli: questi sono solo alcuni dei titoli che hanno visto protagonista l’eccellente attrice

Un consiglio a Dio

Un consiglio a Dio. Brevi note intorno a un film di Sandro Dionisio

Un consiglio a Dio è un film del 2011 con Vinicio Marchioni, diretto da Sandro Dionisio. Il film è tratto dal monologo teatrale “Il trovacadaveri” di Davide Morganti. Questo film, che rinuncia persino alla sua riuscita estetica per testimoniare l’orrore, è un film che non è cinema, se per cinema si intende fiction cioè il cinema come finzione

Martin Scorsese

Silence di Martin Scorsese

Tra torture, crocifissioni, intemperie e condizioni geografiche impervie, Martin Scorsese è riuscito a raccontare una storia di fede e religione. Il tempo e lo spazio del film sono condizionati dal bisogno di mostrare e spiegare l’idea: un cinema, il suo, capace di riprodurre la complessità del pensiero nel rispetto della piena libertà espressiva, usando la macchina da presa come una penna, una sorta di letteratura cinematografica capace di esprimere il pensiero in modo versatile ed efficace

Il cliente

Il cliente: Farhadi ci racconta ancora le ferite maschili, in Iran

Sono carichi di tensione i film di Asghar Farhadi: Una separazione (2011), Il passato (2013) ed ora Il cliente. Titoli composti solo di un aggettivo e un sostantivo, sobri, come sobrio e asciutto è il suo cinema. Storie quasi del tutto girate all’interno della famiglia, in relazioni domestiche, di coppia, e con se stessi

Lukas Valenta Rinner

Los Decentes di Lukas Valenta Rinner

Originalissima e a tratti umoristica, quest’opera si distingue per la capacità caricaturale che assume come motore immobile di una realtà troppo ottusa per un’eventuale capacità autoanalitica. Apparentemente insensibile e freddo il film dichiara spudoratamente la sua provocatorietà più estrema

È solo la fine del mondo

È solo la fine del mondo di Xavier Dolan

Il film lavora sul tema archetipico delle risonanze simboliche della famiglia, intesa come l’insieme delle declinazioni del legame alle proprie radici familiari, contestualizzandolo nel nostro universo socio-culturale, lacerato dalla precarietà. Nell’economia simbolica del testo filmico, il legame alle radici familiari entra in una dialettica serrata con la tematica del “terreno sociale” di appoggio e di accoglienza delle espressioni socializzanti, professionali e personali dell’individuo

Rocco Schiavone

Le ombre di Rocco Schiavone e qualche luce di Massimo Viviani

Mercoledì sera ci intristiamo (ma quanto partecipiamo!) vedendo Rocco Schiavone, e il venerdì sera ci si diverte un po’ (con un’adesione più lieve, ma ben venga!) davanti alle storie di Massimo Viviani. Ma le puntate di Schiavone finiscono questa settimana, e anche quelle del BarLume tra non molto. Peccato!

I am not Madame Bovary

I am not Madame Bovary di Feng Xiaogang: i petitioners, ovvero le spine nel fianco della politica cinese

E’ un mondo pieno di uomini e di politici, tutti attaccati alla propria seggiolina, quello dipinto da Feng Xiaogang (Aftershock) nel suo ultimo I am not Madame Bovary. Sebbene abbia tutte le caratteristiche per poter sembrare una storia nostrana, non si tratta di un’opera di Sorrentino sul lassismo e corruzione italiana – ma sarà felice il regista italiano di sapere che il collega cinese dal suo Il Divo ha preso in prestito moltissimo

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In lavorazione il violento thriller The executioners

Scritto e diretto dal Giorgio Serafini occupatosi, tra l’altro, del Game of death interpretato da Wesley Snipes, si intitola The executioners e, con un cast comprendente Jemma Dallender (I spit on your grave 2), Natalie Burn (I mercenari 3) e Justin Fischer (la serie tv American crime) è attualmente in lavorazione negli Stati Uniti

Takeshi Kitano

Dolls di Takeshi Kitano: una tragedia senza dramma

Potremmo definire Dolls come una tragedia senza dramma: ecco da cosa deriva il senso di distanza e straniamento che si avverte guardando il film. Non c’è azione, non c’è dramma, ma c’è tragedia. La tragedia del destino e della sua inesorabilità. Solo la storia degli “amanti legati”, vagabondi senza meta, non finisce come le altre – perché? Un episodio ci dà la risposta

Cina

In Cina la nuova Legge sul Cinema si rinnova. E l’indipendente trema.

Non che se la passassero bene prima, ma i filmmakers cinesi dal 1° marzo 2017 si troveranno a battagliare con la nuova legge sul Cinema approvata di recente dal Partito. La Cina, insomma, si sta muovendo per strutturare seriamente questo mercato in espansione, che è a minuti dallo scavalcare Hollywood. Il resto del mondo sta a guardare, cosciente del fatto che non potrà avere alcuna voce in capitolo né tanto meno influenzare la redazione di questo regolamento che, infatti, ha caratteristiche dichiaratamente socialiste

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