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The Net di Kim Ki-duk

Un film, quello di Kim Ki-duk, all’altezza del suo standard artistico continuamente impegnato, attraverso storie travolgenti, sul piano sociale, morale, politico ed economico. Nulla è mai lasciato al caso nelle opere del regista coreano che continua a sorprendere, per la sua capacità di incidere, in modo assolutamente artistico sul vissuto di un paese e di un mondo in balia di una deriva capitalistica inarrestabile

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Burhan Ozbilici e Alejandro González Iñárritu a confronto

La foto dell’attentatore dell’ambasciatore russo in Turchia, vincitrice del World Press Photo 2017 (Un assassinio in Turchia di Burhan Ozbilici) e il film Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza), 2014, di Alejandro González Iñárritu, paiono due opere concettualmente centrate sui diktat e, al contempo, sulle interpellazioni disperate e solitarie dell’esibizionismo di un “senso” (pubblico-politico, socio-culturale, egoico-narcisista etc.) da incarnare e per il quale immolarsi individualmente

Il condominio dei cuori infranti

Il condominio dei cuori infranti e la magia del reale

Film stralunato, Il condominio dei cuori infranti, ma non strampalato, nonostante alcuni momenti fuori dal comune. Magia del reale, più che realismo magico , dove non si vede nessuno volare sulle scope (Miracolo a Milano), né l’albero che fiorisce all’improvviso (Miracolo a Le Havre); al massimo un astronauta atterra sul terrazzo!

cinepanettoni

I cinepanettoni di Neri Parenti, Massimo Boldi e Christian De Sica

Fulcro simbolico centrale dei più classici “cinepanettoni” dei Neri Parenti, Boldi e De Sica ci sembra l’idea di “rifiuto” e, congiuntamente, quella, parzialmente collimante, di “impellenza”: una costellazione semantica, più o meno latente, di rifiuti e impellenze fisiologici, escrementizi e sessuali, e insieme di ghetti e urgenze socio-identitari, nella cornice della dimensione schiettamente “popolaresca”, culturalmente e socialmente periferica, dei destinatari dei testi

Paterson

Paterson di Jim Jarmusch: un concentrato denso e pregnante di pura poesia

Un concentrato denso e pregnante di pura poesia, quindi, questa eccezionale pellicola, che illumina la vita indipendentemente da ciò che vi accade, fallimenti o successi, gioie o dolori, che la rende degna solo per il fatto di esistere, con la quale Jim Jarmusch, in un mondo sconquassato e disilluso come quello in cui viviamo, riesce ad infondere speranza e a trasmettere un senso di equilibrio nel disordine, nel caos, nell’imprevedibilità così come nella ripetitività e nella monotonia del vivere

Catherine Spaak

Catherine Spaak: la ragazzina, la ragazza e poi la donna del cinema italiano

Giovanni Berardi ha incontrato per Taxi Drivers Catherine Spaak, una delle interpreti più significative di un’intensa e assai prolifica stagione del cinema italiano. I dolci inganni di Alberto Lattuada, La voglia matta di Luciano Salce, Il sorpasso di Dino Risi, La bugiarda di Luigi Comencini, La parmigiana di Antonio Pietrangeli: questi sono solo alcuni dei titoli che hanno visto protagonista l’eccellente attrice

Un consiglio a Dio

Un consiglio a Dio. Brevi note intorno a un film di Sandro Dionisio

Un consiglio a Dio è un film del 2011 con Vinicio Marchioni, diretto da Sandro Dionisio. Il film è tratto dal monologo teatrale “Il trovacadaveri” di Davide Morganti. Questo film, che rinuncia persino alla sua riuscita estetica per testimoniare l’orrore, è un film che non è cinema, se per cinema si intende fiction cioè il cinema come finzione

Martin Scorsese

Silence di Martin Scorsese

Tra torture, crocifissioni, intemperie e condizioni geografiche impervie, Martin Scorsese è riuscito a raccontare una storia di fede e religione. Il tempo e lo spazio del film sono condizionati dal bisogno di mostrare e spiegare l’idea: un cinema, il suo, capace di riprodurre la complessità del pensiero nel rispetto della piena libertà espressiva, usando la macchina da presa come una penna, una sorta di letteratura cinematografica capace di esprimere il pensiero in modo versatile ed efficace

Il cliente

Il cliente: Farhadi ci racconta ancora le ferite maschili, in Iran

Sono carichi di tensione i film di Asghar Farhadi: Una separazione (2011), Il passato (2013) ed ora Il cliente. Titoli composti solo di un aggettivo e un sostantivo, sobri, come sobrio e asciutto è il suo cinema. Storie quasi del tutto girate all’interno della famiglia, in relazioni domestiche, di coppia, e con se stessi

Lukas Valenta Rinner

Los Decentes di Lukas Valenta Rinner

Originalissima e a tratti umoristica, quest’opera si distingue per la capacità caricaturale che assume come motore immobile di una realtà troppo ottusa per un’eventuale capacità autoanalitica. Apparentemente insensibile e freddo il film dichiara spudoratamente la sua provocatorietà più estrema

È solo la fine del mondo

È solo la fine del mondo di Xavier Dolan

Il film lavora sul tema archetipico delle risonanze simboliche della famiglia, intesa come l’insieme delle declinazioni del legame alle proprie radici familiari, contestualizzandolo nel nostro universo socio-culturale, lacerato dalla precarietà. Nell’economia simbolica del testo filmico, il legame alle radici familiari entra in una dialettica serrata con la tematica del “terreno sociale” di appoggio e di accoglienza delle espressioni socializzanti, professionali e personali dell’individuo

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